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Jake Cody: ‘I giocatori scarsi all’EPT sono quelli aggressivi’

Jake Cody è uno dei professionisti più forti e vincenti che il Regno Unito è riuscito a sfornare negli ultimi anni. Ultimamente il team pro di Pokerstars era un po’ sparito dalle scene ma la giustificazione era più che valida, visto che ad aprile è nata la sua primogenita Arianna. Ora che la situazione famigliare si è stabilizzata, Jake è tornato a giocare a poker e ovviamente lo ha fatto all’EPT di Barcellona.

Proprio durante una pausa del torneo spagnolo ha rilasciato un’interessante intervista al blog di Pokerstars, nella quale compara il livello dell’European Poker Tour a quello dei cosiddetti “regional tours“, ovvero i circuiti minori delle singole nazioni. Parliamo dell’IPT, dell’Estrellas e soprattutto del UKIPT, che Cody continua a giocare assiduamente nonostante i buy-in contenuti e i montepremi non particolarmente straordinari per uno che in carriera ha già vinto 3.7 milioni di dollari nei soli tornei live.

“L’atmosfera al UKIPT è molto rilassata, la gente al tavolo parla e si diverte”, esordisce Cody. “All’EPT invece è il contrario, tutti sono estremamente competitivi, nessuno parla e sostanzialmente si può affermare che tutti i players siano senza scrupoli. L’atmosfera è mille volte più seria”.

Il paragone del 25enne inglese non riguarda solo il modo di vivere il torneo ma anche il gioco vero e proprio: “Chi gioca gli EPT è abituato a giocare agli high stakes ma la differenza vera sta nel fatto che c’è molta più aggressività preflop, con 3-bet molto frequenti. All’UKIPT invece il gioco è più passivo, ma questo non vuol dire che il livello sia basso”.

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Da questa distinzione, Cody fa un’analisi interessante del gioco: “Ho l’impressione che quando qualche player lancia un trend anche gli avversari lo seguono. Ad esempio se due giocatori vogliono vedere spesso il flop allora tutto il tavolo inizia a giocare più aperto. Onestamente a volte mi viene da pensare che le persone giochino semplicemente in base al modo in cui si comportano gli altri“.

In base a questa considerazione ecco chi sono gli stereotipi di giocatori scarsi nei due circuiti: “Chi gioca male all’EPT solitamente è troppo aggressivo, ci sono tanti giocatori assolutamente pazzi; al contrario il fish tipico dell’UKIPT è eccessivamente passivo”.

Parole che suonano strane dette da uno che ha fatto dell’aggressività il suo cavallo di battaglia, ma se consideriamo che lui ad appena 25 anni ha già vinto un WPT, un braccialetto WSOP e una tappa del WPT, non si può fare altro che fidarsi del suo giudizio…

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