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John Krpan: "Voi giovani mancate di rispetto al gioco". Ma la mossa l'aveva inventata Gianni Giaroni...

Nel festival Poker Masters di Las Vegas, qualche giorno fa, è accaduto che Adrian Mateos facesse bolla in diversi tornei e ve lo avevamo anche raccontato. Ciò di cui parliamo oggi è la bolla nell'Event #4, scoppiata ai danni dello spagnolo ma dopo una mano che ha destato la reazione indignata di John Krpan, uno della "vecchia scuola".

Adrian Mateos e la sua bolla più stramba di sempre

Abbiamo raccontato di Adrian Mateos che è uscito in bolla in quattro dei sei eventi giocati alle Poker Masters di Las Vegas, serie organizzata da PokerGO nel suo studio interno all'Aria casinò.

Una di queste è stata quantomeno particolare, non tanto per la mano in sé, A7 vs 99 di Chris Hunichen che hanno retto, quanto per il contesto in cui è maturata.

Siamo a 13 left con 12 a premio, dunque in bolla piena con i giocatori divisi su due tavoli. Questo colpo tra Mateos e Hunichen si è giocato, in pieno rispetto alla fase hand-for-hand, subito dopo un allin preflop avvenuto nel tavolo adiacente. Joey Weissman e i suoi a 10 erano sopravvissuti contro i k 10 del chipleader Clemen Deng, facendo risalire Weissman a quasi 200mila.

L'antefatto: Deng non mette allin il supershort Weissman, che si salva e va ITM

A essere oggetto di polemica, però, era quanto accaduto poche mani prima, sempre tra questi due giocatori. Dopo fold generale, Weissman aveva rilanciato fino a 180.000 dal bottone, lasciandosi dietro appena 10.000. Sul big blind, e con uno stack di circa 1,6 milioni, Deng si era limitato al call. I due avevano poi checkato lungo tutto il board 9 8 4 10 j e Deng aveva vinto il colpo con i suoi 3 3 , mentre Weissman aveva a k e rimaneva soltanto con 10.000 con bui 15.000/30.000/30.000!

Pochi istanti dopo, Weissman trova modo di vincere il suo allin con 88 vs K6 di Nicholas Palma, risalendo a 60.000 (ovvero quanto gli spettava dal piatto principale, essendo il tavolo da sei giocatori). Dopo l'altro allin che abbiamo appena raccontato, pertanto, Weissman si era miracolosamente salvato dalla bolla che invece avrebbe colpito Mateos.

John Krpan non ci sta: "Mancate di rispetto al gioco!"

Quello che accade poco dopo è che qualcuno la prende male, ma non è Mateos, bensì John Krpan. Non si tratta di un nome noto, né di un professionista, anche se molti di voi avranno già avuto modo di vederlo al cinema. Krpan, infatti, impersonava uno dei giocatori protagonisti della partita al Cobra Lounge, nel film Molly's Game.

Nella vita, Krpan è un immobiliarista di successo e anche un giocatore high stakes molto assiduo. In questo caso, John si è infastidito per quella mossa tra Deng e Weissman, ovvero quella di non mettere allin quest'ultimo, che sarebbe stato eliminato.

Ne è nato un siparietto tra Krpan e Nick Palma, intervenuto per difendere la liceità della mossa. Siparietto che vi proponiamo integralmente:

Per chi non fosse pratico in inglese, la trascrizione del dialogo è abbastanza esilarante...

Krpan: "Mancate di rispetto al gioco"
Palma: "Aspetta, non stai scherzando quindi?"
Palma: Krpan: "Non metterlo allin con 10.000 dietro è mancare di rispetto al gioco"
Palma: "No, è strategia. Sono serio."
Krpan: "Strategia per uno o per l'altro?"
Palma: "Non lo sto difendendo a caso, non avrei alcuna ragione per farlo. E' che così va il gioco adesso".
Krpan: "Sapete una cosa signori? Non ho più voglia di giocare perché state mancando di rispetto al gioco".
Palma: "No, è solo cercare di averli dentro…"
Krpan: "Ragazzo, sono in giro parecchio più tempo rispetto a voi e ve lo dico io cos'è il rispetto".
Palma: "Stavo solo cercando di spiegare…"
Krpan: "Non potete spiegarmi cos'è il rispetto, posso insegnarlo io a voi."
Interviene un altro giocatore dicendo "A ma va bene, raddoppia il mio risk premium"
Palma: "La ragione per cui lascia lui con 10k è che vuole lasciare tutti gli altri corti e abusare della bolla. Non ha nulla a che vedere con rispettare o non rispettare chicchessia. Era solo per precisarlo, puoi pensarla come preferisci".
Krpan: "Lo so io cosa penso"
Palma: "Questi sono bravi ragazzi"
Krpan: "Infatti non avevo problemi con voi finché non avete mancato di rispetto al gioco".
Palma: "Puoi pensarla come vuoi, stavo solo…"
Krpan: "No, io ti sto dicendo come stanno le cose".
Palma: "Stavo solo spiegando…"
Krpan: "Puoi spiegare quello che vuoi, ma avete mancato di rispetto all'onore del gioco"
Palma: "Ma il gioco è cambiato..."
Krpan: "Niente può cambiare l'onore e il rispetto!"
Palma: "Le regole e il resto sono cambiate. Stavo solo cercando di spiegare che per questi ragazzi non c'è nulla di personale".
Krpan: "Non voglio più sentire una parola".

Il "quasi allin": come funziona la strategia di Deng (e Weissman) inventata da Gianni Giaroni

Il doppio check fino al river, con uno dei due che aveva dietro solo un terzo di big blind, non è proprio andato giù a John Krpan. Eppure è un artificio strategico che, seppur sia innegabilmente brutto da vedere, può portare vantaggi persino a entrambi. A Deng ovviamente, che ha la possibilità di "ricattare" tutti gli avversari al tavolo in piena bolla, ma anche al supershort. Un po' meno nel caso di Weissman, visto che si era in un tavolo short-handed, che riduce il numero di mani successive a disposizione per foldare senza perdere nemmeno una chip, attendendo l'eventuale uscita di un altro giocatore. Qui Weissman avrebbe avuto solo tre mani, teoricamente a disposizione, prima di essere a sua volta in allin forzato. In un tavolo da nove giocatori, per esempio, quelle mani sarebbero state sei. La sorte ha poi voluto che la bolla scoppiasse subito al tavolo accanto, e quindi lo stratagemma di Weissman ha funzionato.

Ovviamente, la strategia di Weissman ha senso solo se effettuata da bottone, perché concede praticamente un giro gratis per attendere che qualcun altro esca. Nei tornei High Roller, tale tattica (da ambo le parti) viene utilizzata sovente non solo in bolla, ma anche in presenza di payjump importanti.

A tal proposito, mi piace ricordare che c'è stato un giocatore italiano che questa strategia la metteva in atto già 16-17 anni fa. Si tratta del compianto Gianni Giaroni, che provava questo "quasi allin" durante tornei live di primaria importanza come EPT e IPT, sia per pura deception che per cercare di salvare un piazzamento a premio.

Al tempo, alcuni tra i più giovani ironizzavano su quella mossa di Giaroni. Ed è curioso, oggi, vedere come per certi versi si sia ribaltata la situazione.

Gianni Giaroni (sorridente in basso) in una foto di gruppo prima di un EPT Montecarlo

Ok, la strategia è efficace, ma manca di rispetto al gioco?

La voce grave e pastosa di John Krpan ha conferito al siparietto un'atmosfera quasi surreale, con il canadese che appare come una curiosa via di mezzo tra "Lo Straniero" e Walter Sobchak ne "Il Grande Lebowski". Tuttavia, rimane una situazione utile a capire certe differenze "ideologiche" nel poker di oggi.

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Krpan rappresenta la vecchia scuola, quelli che qualche anno fa guardavano i giocatori iperaggressivi con un certo disprezzo e che oggi hanno fatto un po' il callo a certi cambiamenti che si sono ormai sedimentati nel gioco. Sulle evoluzioni più recenti, invece, possono fare molta più fatica.

Mettendosi nei panni di Krpan e di chi la pensa come lui, qualche punto di ragione c'è. O meglio, si riesce a comprendere la logica secondo la quale certe mosse sono inaccettabili. Nel "codice d'onore" che menziona John, ogni giocatore dovrebbe fare tutto ciò che è nelle sue possibilità per vincere il torneo.

Nella visione dei "puristi", chiamiamoli così, rinunciando ad eliminare Weissman, Deng viene meno a questa regola non scritta. Però, semplicemente, non è così: Deng, anzi, cerca di creare le migliori condizioni per accumulare più fiches possibile, aumentando di conseguenza le chance di trionfare.

Chi non segue questa logica è invece Weissman. Lui sì, rinuncia di fatto a ogni residua chance di vincere il torneo, nella speranza di centrare un piazzamento a premio (o di "sciacallare" un premio più alto, nel citato caso in cui si facesse in presenza di payjump). Ma è solo una visione estremamente pragmatica, e non bisogna dimenticare che è pur sempre un piano B: nel caso in cui il flop o il board ci sorrida, si mettono dentro anche le poche chips residue. In caso contrario, si prova a guadagnarsi un giro gratis.

E voi, come la pensate?

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Immagine di copertina: John Krpan (PGT & PokerNews)

Giornalista - Poker e Sport Editor
Nato nel 1972 in Calabria, pratica diversi sport con alterne fortune, anche per via di un fisico non esattamente da Guardia Svizzera. Dai primi anni ’90 ad oggi, il suo percorso lavorativo e di vita non ha mai smesso di accompagnarsi alle varie passioni: dalla musica alle arti visive, alla tecnologia e alla scrittura. Prima DJ in vari club, poi tecnico e regista televisivo, quindi giornalista. Nel 2006 scopre il Texas Hold’em che dal 2007 diventa il suo pane quotidiano, creando la prima redazione online interamente dedicata al poker, in Italia. Anche lo sport non ha mai smesso di essere parte della sua vita, seppur non vissuto ma raccontato. Da anni scrive di calcio, basket e tennis, con particolare amore per quest’ultimo, ben prima che diventasse sport nazionale con la Sinner-mania e tutto ciò che ne consegue.