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Marvin Rettenmaier: temere nessuno, imparare da tutti

Marvin Rettenmaier non è tipo da dormire sugli allori: nonostante in carriera abbia già vinto quattro milioni di dollari nei tornei dal vivo, la sua fama di successi va oltre il denaro, spingendolo a giocare circa 150 eventi l’anno, dai side events fino ai più esclusivi.

E’ il primo a sapere che ogni tanto gli servirebbe una pausa, ma dire di no a tappe prestigiose è sempre difficile: “Ogni settimana ce ne sono un paio, di solito scelgo i più ricchi o quelli in grado di garantire maggiore visibilità. L’idea è pensare sempre all’EV, ma mentre gioco non mi curo affatto dei soldi”.

Nonostante tutta questa dedizione, le oscillazioni dovute alla varianza restano inevitabili, ma Rettenmaier al riguardo ha un’idea ben precisa: “Nel 2011 ho avuto una striscia di 32 tornei senza neppure un in the money, dal vivo sono molti. Tuttavia nel poker c’è sempre qualcuno che sta avendo successo quando per te non è così, quindi se guardi ai risultati altrui finisci solo con l’abbatterti”.

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L’obiettivo resta sempre lo stesso, vincere, ma per riuscirci a suo parere non bisogna dimenticare di apprendere il modo di ragionare di ogni tipo di avversario: “Spesso si crede che si debba parlare coi migliori per diventarlo a propria volta; è utile, ma nei tornei la maggior parte degli avversari sono giocatori amatoriali o professionisti scarsi. In molti non sanno come adattarsi, perché pensano ad un livello troppo alto”.

Se le ambizioni è quindi bene farle volare in alto, assicurarsi di avere sempre i piedi ben piantati a terra può aiutare a non vederle spazzate via dal vento, o da qualcuno che dovrebbe proprio foldare, ma davvero non lo farà mai…