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Matt Glantz, scontro al veleno con Scott Seiver: “Ecco perchè sei andato rotto…”

L’ascesa di Donald Trump e il suo profilarsi come sempre più probabile candidato repubblicano alla carica di Presidente degli Stati Uniti ha acceso e inasprito il dibattito politico oltremanica, al punto che neanche i poker pro hanno fatto eccezione. Succede così che una semplice discussione su Twitter si trasforma in un incredibile flame tra Scott Seiver e Matt Glantz, con frecciate che si trasformano presto in accuse piuttosto gravi.

Glantz è da tempo un sostenitore di Trump e ingaggia di frequente duelli dialettici con follower e colleghi poker pro. In questa occasione, Matt spiegava di non essere attratto dalle tante improbabili esternazioni del magnate statunitense, quanto dall’idea che una sua elezione possa rompere gli equilibri e i sistemi di potere che attualmente – a suo dire – ingessano l’America.

Qui si alza lo scontro con gli altri, in particolare con Ryan “g0lfa” D’Angelo ma soprattutto con Scott Seiver: mentre Glantz ritiene che Trump sarebbe un cambiamento in meglio, i due sottolineano come si tratterebbe di un catastrofico peggioramento. Ma la temperatura dello scontro sale e a un certo punto Seiver

“Bigot” è un termine che può essere tradotto come “bigotto” ma anche come “retrogrado”, “intollerante”, “fanatico”. Glantz non gradisce e chiede a Seiver “mi definisci così per il semplice fatto di supportare Trump, ma in realtà mi conosci bene: dimmi un’altra ragione per cui dovrei esserlo”.  Seiver replica sostenendo che il fatto di sostenere Trump sia di per sè una ragione sufficiente, Glantz non la prende bene e fa notare come tutto ciò sia meschino, ma presto passa al contrattacco

che suona più o meno così: “La tua chiusura mentale e l’incapacità di accettare altri punti di vista è forse la principale ragione per cui oggi ti ritrovi rotto.”

Scott risponde “io dico cose vere, tu falsità. Una persona si qualifica per ciò che dice, e se Trump dice cose bigotte è da considerarsi bigotto”. Ma Glantz tira la seconda bordata

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“Quindi arrivi a mentire sul fatto di essere andato rotto? Sei ridicolo e imbroglione, falla finita perchè è imbarazzante”. Seiver non replica più, ma anche se ciò non significa una ammissione implicita, su twoplustwo si scatena la discussione sulla presunta “caduta in disgrazia” di Scott Seiver, che sarebbe di per sè una notizia clamorosa.

Parliamo infatti di un giocatore universalmente considerato un “all-around” tra i migliori al mondo, capace di eccellere nel cash game come negli heads up e competitivo in tutte le varianti. Soprattutto, parliamo del sesto giocatore nella All Time Money List, che in carriera ha accumulato vincite lorde per 21.209.510$ in soli tornei live.

Certo si tratta pur sempre di vincite lorde, e non va dimenticato che anche i più forti giocatori al mondo vendono quote in gran quantità per i vari Super High Roller. Questo elemento diventa una chiave di lettura fondamentale, ancorchè difficilissimo da conoscere perchè gli accordi di staking tra i giocatori rimangono, nella stragrande maggioranza dei casi, segrete. Vincere 2 milioni a un SHR da 100.000$ in cui hai giocato al 20% significa incassare “solo” 400.000$, ma anche perdere “solo” 20.000$ in caso di eliminazione fuori dai premi. Sono dinamiche difficili da cogliere per il grande pubblico, ma che permettono a tanti poker pro di giocare tornei dai buy-in proibitivi con la dovuta scioltezza. In questo senso, i problemi potrebbero nascere nel momento in cui tu venda molte quote quando vinci, e poche quando perdi.

Al di là di queste considerazioni generali, l’insinuazione di Matt Glantz appare clamorosa perchè stride con la storia recente di Seiver, che viene dall’anno più vincente di sempre con quasi 8 milioni di dollari lordi, e da un triennio in cui i milioni portati in cassa – in soli tornei live – sono stati più di 16

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"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".