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Max Pescatori: “in heads-up sono imbattuto, farò level up dopo questa vittoria”

Max Pescatori ha calato un magico tris stamani (all’alba a Las Vegas), a sette anni dall’ultimo braccialetto. Mai nessuno come lui nella storia del poker italiano. In questa intervista - con il video (visibile dalla nostra pagina Facebook) girato al Rio Casinò dall’amico Fabio Coppola - il Pirata spiega che negli ultimi due anni ha seguito una preparazione diversa in vista delle World Series ed i frutti sono sotto gli occhi di tutti.

Leggi qui la cronaca del terzo braccialetto nell'evento Razz. 

Max, un primo bilancio dopo il terzo titolo WSOP.

"Vittoria dal sapore dolce. Amo la competizione. Negli ultimi anni alle WSOP ero andato bene, ma non benissimo. Tante volte ho sfiorato la vittoria, tipo l'anno scorso nell'H.O.R.S.E. Sapevo che nel Razz potevo fare bene e mi sentivo alla grande una volta arrivato al final table, anche più di prima"

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In heads-up alle WSOP sei sul 3-0. Eppure gli atti conclusivi non hanno mai portato fortuna ai colori azzurri.

"Sono contento di questa vittoria, perché l'Italia è stata un po' sfortunata coi braccialetti. Abbiamo avuto qualcosa come cinque secondi posti consecutivi, quindi una vittoria e poi ancora un secondo posto. Tanti sono arrivati in heads-up perdendo. Io ne ho fatti tre e li ho vinti tutti: in heads-up alle WSOP sono imbattuto".

Giocavi i mixed games high stakes, poi il tuo ritorno in Italia aveva raffreddato la tua passione per le varianti. Negli ultimi anni però ti abbiamo rivisto protagonista: ti sei preparato in maniera diversa?

"Sono passati tanti anni, anni in cui venivo qui a Vegas e poi passavo tanto tempo in Europa. Avevo un po’ abbandonato i Mixed Games, ci giocavo solo quando tornavo qui. L'anno scorso invece mi sono preparato in modo diverso: ho giocato molto online nei due mesi prima delle WSOP. Quest'anno ho cominciato addirittura a febbraio e ha funzionato.

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"Quando vinsi il primo braccialetto fui talmente entusiasta che giocai tanti altri tornei azzardando un pò. Quest'anno non sarà così: ho già un programma prestabilito. Probabilmente ne aggiungerò qualcun altro; non pensavo di fare i tornei da $ 10.000. Ovviamente i field sono più ridotti ma il livello è più alto, mentre in questi tornei dal buy-in più basso, puoi essere fortunato ed evitare i top player a lungo. Dopo questa vittoria comunque penso di dover salire un po' di livello".

Il tavolo finale raccontato da Fabio Coppola

Fabio Coppola ha assistito vicino a Tod Brunson, il final table di Max Pescatori ed è stato il primo italiano ad abbracciarlo dopo la vittoria: “il successo è arrivato un po’ presto, ancora non ci sono molti italiani qui a Las Vegas. Quindi è stato un tavolo abbastanza silenzioso, senza tifo anche se io ero emozionatissimo ed ho sofferto quasi in silenzio. Ci voleva, dopo anni con un pizzico di sfortuna per Max. Ma ve lo avevo detto che quest’anno era determinatissimo, sembrava un cannibale”.

Poi Fabio ci spiega come sia cambiato l’approccio di Max nei confronti dei mixed games: “sono contento per l’Italia perché ha Mustacchione e Dario Sammartino che sono fortissimi nel NLHE, Pescatori li completa nelle varianti. Secondo me Max è uno dei giocatori più forti in Europa nei mixed games. Prima del suo ritorno in Italia, qui a Vegas giocava la partita 200$-400$. In Italia e nel Vecchio Continente non esisteva quindi giocava solo un mese prima delle WSOP. Quest’anno invece si è preparato in maniera diversa e i risultati sono sotto gli occhi di tutti”.

Infine Coppola svela un aneddoto: “non ci scambiamo quote perché lui è più forte però ci siamo promessi che se uno dei due avesse fatto un cash out superiore ai 100.000$, ci saremo regalati un Apple Watch”.

Guarda i video dell'intervista sulla nostra pagina Facebook

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Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo