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Moneymaker un attimo prima della vittoria

La vittoria di Moneymaker è ancora oggi l’upset più importante di sempre?

Moneymaker e la sua vittoria alle WSOP. Nei giorni scorsi è uscito un bellissimo articolo di Will Shillibier, ottimo editore di Pokernews, che ha ripercorso la cavalcata trionfale di Chris Moneymaker alle WSOP 2003. Ve lo proponiamo integralmente.

L’esempio della vittoria ai mondiali di calcio di un paio di giorni fa che ha visto una squadra tra le più forti e blasonate al mondo perdere partita e faccia contro l‘Arabia Saudita che tutto può avere, ma non lo stesso prestigio dell’Albiceleste, ha richiamato alla memoria tutta una serie di imprese sportive che hanno fatto un rumore assordante.

Il mondo del poker non è estraneo agli sconvolgimenti, e anche se sono passati quasi 20 anni, probabilmente non c’è stato uno sconvolgimento più grande della vittoria di Chris Moneymaker al Main Event delle World Series of Poker (WSOP) del 2003.

Dove sono adesso?: il tavolo finale del Main Event delle WSOP 2003

Tutto partì da qui: la vittoria di Moneymaker

Durante la fine degli anni ’90, il Main Event delle WSOP oscillava tra le 300 e le 400 iscrizioni, quando artisti del calibro di Stu Ungar, Huck Seed, Scotty Nguyen e Dan Harrington – ne parleremo più avanti – vinsero il più grande torneo di poker, seppur con un field risicato rispetto a quello dei nostri giorni.

Nel 2003, il field era più che raddoppiato a 839 giocatori, con $2.500.000 garantiti al vincitore. Quell’anno leggende del poker come Doyle Brunson, Chris Ferguson, Daniel Negreanu e Johnny Chan avevano raccolto braccialetti da aggiungere alla loro collezione: Phil Hellmuth ne aveva addirittura vinti due!

Tutto questo per dire che il Main Event delle WSOP doveva ancora essere vinto e una volta scoppiata la bolla dei premi, c’erano ancora molti “notables” che sembravano in grado di conquistare il titolo.

Ivey, Ivey, Ivey


Ma tutti questi, uno per uno, furono eliminati. Prima Hellmuth, poi Men “The Master” Nguyen. Nguyen non avrebbe ripetuto la vittoria del 1998, e con dieci giocatori rimasti tutti gli occhi erano puntati su un certo Phil Ivey.

A quel punto, Ivey aveva già vinto quattro braccialetti, di cui tre nel 2002. Quell’anno arrivò anche 23esimo al Main Event delle WSOP ed era ampiamente considerato come uno dei più grandi giocatori di poker già all’epoca.

Tuttavia, non ci sarebbe stato posto al tavolo finale per Ivey visto che fu eliminato in maniera spettacolare dallo stesso Moneymaker. Da chip leader, chiuse un tris di donne contro Ivey, ma Ivey centrò al turn un full con coppia di nove.


Ivey andò all-in snappato da Moneymaker. Ivey era favorito all’83% per raddoppiare contro il suo avversario. Tuttavia, un asso al river vide Moneymaker eliminare Ivey.

Un incredibile colpo da KO per probabilmente il miglior giocatore rimasto nel torneo“, disse l’allora commentatore Norman Chad.

I giocatori rimanenti sono entusiasti di aver raggiunto il tavolo finale, tutti felici e sollevati che il grande Phil Ivey sarà assente“, aggiunse Lon McEachran.

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L’action al tavolo finale


Il tavolo finale è iniziato con Moneymaker che aveva più di un quarto delle chips in gioco.
Quando i giocatori sono diventati tre, Moneymaker aveva già eliminato Tomer Benvenisti e Jason Lesterin rispettivamente al quinto e quarto posto, ma aveva ancora due forti avversari rimasti, incluso Dan Harrington che aveva il maggior numero di braccialetti (2) e guadagni in carriera di qualsiasi giocatore presente a quel Final Table.

L’ex campione del Main Event era al suo terzo tavolo finale del Main Event WSOP — ci sarebbe tornato anche l’anno successivo — ma anche lui è stato eliminato da Moneymaker. Harrington aveva floppato una coppia e un progetto di colore contro Moneymaker che aveva solo una top pair, ma la coppia di Moneymaker rimase buona fino al river, sufficiente ad eliminare Harrington.

Heads up e il trionfo di Moneymaker


Questo lo ha portato all’heads-up contro Sam Farha, un altro fortissimo giocatore molto rispettato sia in quegli anni che in quelli che stiamo vivendo. Un primo bluff con king-high ha mostrato al mondo che Moneymaker non era disposto a farsi prendere in giro.

Su un board 9 2 6 8 3 Moneymaker decise di check raisare la puntata di Farha al turn.

Sento che finirà presto, questo heads up” ha detto Farha prima che il river venisse distribuito. Farha ha fatto check e Moneymaker è andato all-in solo con K-high.

Potrei fare un call pazzesco su di te, potrebbe essere la mano migliore“, ha continuato Farha, prima di foldare.

La mano finale ha visto Farha floppare la top pair, con Moneymaker che centrava una doppia coppia. Moneymaker ha fatto check-raise per poi chiamare l’all-in di Farha.

La sua mano rimase buona fino al river per uno dei più grandi sconvolgimenti del poker di sempre.

COMPARAZIONE GIOCHI
"C'è chi pensa che sia impossibile prendere parte a tutti i tavoli finali dei tornei a cui si partecipa. Questo è vero per tutti. Tranne per chi li racconta".