A pochi giorni da Valter Farina, che era considerato il pioniere del poker italiano, se n'è andato anche David Sklansky, giocatore ma soprattutto autore importantissimo, a cui si deve la stessa nascita della strategia pokeristica.
Se oggi si parla di strategia exploitativa, di GTO, di solver, di simulazioni, di range, tabelle e tanto altro ancora, lo si deve a quest'uomo qui, morto la notte scorsa per un arresto cardiaco, a 78 anni. Un uomo che non era perfetto, come del resto nessuno di noi, aveva una personalità dagli aspetti controversi, ma che comunque nulla tolgono alla sua grandezza e alla gigantesca importanza che la sua figura ha avuto nella storia di questo gioco.
David Sklansky: chi era il grande teorico del poker
Chi si è appena avvicinato al poker non lo avrà mai sentito nominare. Ma anche chi frequenta il giochino da relativamente pochi anni, magari lo aveva solo sentito nominare distrattamente come autore di libri. Nessuno di costoro, però, e anche molti di quelli che leggeranno queste righe, hanno una vaga idea di cosa abbia rappresentato David Sklansky per il gioco del poker.
Il suo apporto al gioco è paragonabile a quello di Pitagora alla geometria euclidea, o di Isaac Newton alla fisica. E non è una esagerazione giornalistica o un'elegia funebre, ma la pura verità.
Se il poker è transitato dall'essere passatempo per degenerati nelle bische e strumento di celodurismo tra criminali, a un gioco con dignità scientifica e un telaio strategico che ancora ai giorni non può dirsi risolto, si deve in larghissima parte a lui: David Sklansky.
Nato a Teaneck (New Jersey) nel dicembre del 1947, David non aveva completato gli studi universitari, ma la sua naturale inclinazione per gli studi statistici e probabilistici gli permise di lavorare molto nel campo del risk management, per diverse aziende che operavano soprattutto nel campo assicurativo e finanziario.
Nel suo destino, però, c'era il poker. E viceversa, perché già negli anni '70 portava il suo rigoroso approccio matematico a un gioco che fino ad allora era governato dall'istinto. Nell'ambiente divenne presto noto come "The Mathematician", ma il suo peso specifico nella storia del gioco era destinato a crescere in maniera inimmaginabile.
Il Teorema fondamentale del poker
Già nel 1978 aveva pubblicato una prima versione del libro "The Theory of Poker", sottotitolato "A professional poker player teaches you how to think like one".
Quel libro introduceva concetti che fino a quel momento facevano parte solo del corredo esperienziale dei giocatori: bluff e semibluff, deception, slowplay, posizione.
Ogni aspetto del gioco poteva venire affrontato con approccio scientifico grazie al cosiddetto "Teorema fondamentale del poker", ideato ed enunciato proprio da Sklansky e che recitava più o meno così:
“Every time you play a hand differently from the way you would have played it if you could see all your opponents' cards, they gain; and every time you play your hand the same way you would have played it if you could see all their cards, they lose.”
“Conversely, every time opponents play their hands differently from the way they would have if they could see all your cards, you gain; and every time they play their hands the same way they would have played if they could see all your cards, you lose.”
Tradotto per chi avesse problemi con l'inglese
"Ogni volta che tu giochi una mano diversamente da come faresti se potessi vedere le carte di tutti i tuoi avversari, essi stanno guadagnando; e ogni volta che tu giochi una mano esattamente come faresti se potessi vedere tutte le loro carte, essi perdono. Per converso, ogni volta che gli avversari giocano le loro mani diversamente da come avrebbero fatto potendo conoscere le tue carte, tu guadagni: e ogni volta che essi giocano le loro mani esattamente come farebbero se conoscessero le tue carte, tu perdi".
David Sklansky
Al di là dell'evidenza logica dell'assunto, un aspetto importantissimo del teorema fondamentale di Sklansky è quello di aver dato una traccia, una perfezione possibile solo in teoria, ma la cui stessa esistenza basta a rendere il gioco migliorabile e perfettibile.
Il buon giocatore di poker è - e sarà sempre, quali che siano le evoluzioni strategiche del gioco - colui che più riesce ad avvicinarsi a quella condizione ottimale, ovvero giocare come se sapesse le carte degli avversari.
Negli anni, nonostante abbia vinto tre braccialetti WSOP (ma l'ultimo risale al 1983), David Sklansky si è affermato soprattutto come teorico del gioco e come autore di libri. Se ne contano 18, tra quelli che ha firmato da solo e quelli in cui era co-autore.
Il "Sistema Sklansky" e la scoperta del valore atteso
Uno degli esempi in cui il suo nome è stato più citato nel mondo è il cosiddetto "Sistema Sklansky", una strategia da torneo che prevedeva soltanto due mosse: l'allin o il fold.
Prima che vi scateniate in commenti sarcastici quanto disinformati, è il caso di contestualizzare quel sistema, perché la sua storia racchiude tutta la rigorosa genialità di David Sklansky.
Negli anni '70, un magnate dell'industria del gioco d'azzardo di cui Sklansky era molto amico, gli chiese aiuto per un regalo che voleva fare alla figlia: l'emozione di giocare un torneo delle World Series Of Poker.
Ovviamente, parliamo di una ragazza che non aveva mai preso le carte in mano e, dall'altra parte, il tempo per prepararla adeguatamente era troppo poco.
Dunque, per aiutarla a districarsi nel suo torneo, David Sklansky mise a punto questo "sistema" che prese appunto il suo nome. La strategia consisteva in due sole mosse: allin o fold. La cosa è del tutto comprensibile, visto che sarebbe stato impossibile farle capire quanto dovesse puntare, quando chiamare una puntata, e così via.
Le istruzioni erano le seguenti.
Nel caso in cui ci sia stato un rilancio da parte di qualcuno, la mossa da fare è allin con AA, KK e AK suited. Fold con il resto delle mani.
Nel caso in cui nessuno abbia rilanciato prima, la mossa è allin con AK off, tutti gli Ax suited, tutte le coppie e tutti i suited connectors fino a 65.
A un occhio esperto può apparire una bestialità, ma dovete contestualizzare e capire come questo fosse l'unico modo per provare a fronteggiare una sfida di quel genere, per una persona che ha zero info sul gioco.
Era la dimostrazione che un approccio strategico era possibile nel poker, ma non solo: quell'apparentemente rudimentale "Sklansky System" poneva il valore atteso come un punto di partenza dal quale iniziare a insegnare la strategia pokeristica da torneo.
David Sklansky e la debolezza dell'uomo
Chiudiamo il ricordo di David Sklansky con una nota amara ma indispensabile, perché il grande autore pokeristico era anche un personaggio controverso. Nel 2007, aveva fatto scalpore la sua breve ma burrascosa relazione con Brandi Hawbaker, storia della quale Matt Berkey ha reso noti alcuni spiacevoli dettagli in un podcast di qualche anno fa. Ma anche all'inizio del 2026, nonostante l'età avanzata, era stato arrestato per violenza domestica. Segnali inequivocabili di una personalità complessa e controversa, che non possono venire omessi anche se nulla tolgono alla grandezza di David Sklansky come autore e teorico del poker.
Immagine di copertina: David Sklansky (Danny Maxwell & PokerNews)