Nel Far West del 1800, a nessuna donna era consentito sedersi a un tavolo da poker. Alice Ivers lo fece comunque — e spennò tutti quanti con irriverenza e abilità. Scopriamolo insieme una delle storie più affascinanti dell'America selvaggia di più di un secolo fa.
In questo Articolo:
La donna più coraggiosa del Far West: Alice Ivers
La prima scena iconica della sua esistenza: 1874, Leadville in Colorado, cittadina dove l'aria sa di polvere, argento, whiskey e sogni infranti, in cui una donna di ventitré anni si siede per la prima volta a un tavolo da gioco. Da sola, senza un marito alle spalle. senza qualcuno che la guardi.
Solo lei, le carte, e la scelta più coraggiosa della sua vita. Il suo nome è Alice Ivers. Ma il nome ha poca importanza a fine '800, in quella parte d'America dove è facile che ti guadagni il soprannome. E lei se lo guadagnerà presto.
Bisogna però fare un passo indietro e capire da dove viene, per capire il percorso che farà.
Le origini inglesi
Devonshire, Inghilterra, 1851. Figlia di un maestro di scuola. Una bambina cresciuta tra libri e buone maniere, nell'Inghilterra vittoriana che non ammetteva eccezioni alla regola. Poi la famiglia si muove — come si muovevano allora le famiglie europee, inseguendo un'idea dell'America che era metà promessa e metà illusione.
Virginia, prima. Poi il richiamo dell'argento, e il Colorado, come detto a Leadville. Una città che non dorme mai, dove ogni giorno arriva qualcuno che vuole diventare ricco e ogni settimana qualcuno riparte con le tasche vuote dopo essersi seduto dai tavoli verdi del saloon cittadino.
Il marito e le gambling hall
È lì che Alice incontra Frank Duffield. Ingegnere minerario, brava persona, con una passione irresistibile per le gambling hall. Si sposano. Alice ha vent'anni.
La sera, lui va a giocare. E lei lo segue. Perché una donna sola, in una città come Leadville, non può stare a casa ad aspettare. Si siede dietro di lui e osserva in silenzio. Studia ogni mano, ogni bluff, ogni errore. Studia il modo in cui gli uomini si tradiscono quando hanno paura. Studia il modo in cui vincono quando sono sicuri. E studia il modo in cui perdono quando con stupidità. Impara tutto, senza proferire parola.
La vedova cone le carte in mano
Poi Frank muore. Un'esplosione in miniera. Come morivano tanti uomini, allora, in quei posti — senza preavviso, senza cerimonia, senza giustizia.
Alice ha poco più di vent'anni. È sola. È in una città di frontiera. E deve decidere cosa fare della sua vita. Le opzioni, per una donna, erano poche. Lavandaia, cuoca, insegnante, forse — ma a Leadville, in quel momento, di scuole non ce n'erano.
C'era però un'altra opzione. Una che nessuna donna rispettabile avrebbe dovuto considerare. Alice la considera e sceglie.
Voleva vivere di gioco, prima come giocatrice, poi anche come dealer. Era brava. Maledettamente brava: "Preferirei giocare a poker con cinque o sei players esperti piuttosto che mangiare".

Quando Alice diventa una giocatrice di poker
Bisogna fermarsi un momento, qui. Perché bisogna capire cosa significa quella scelta, non è solo coraggio. È qualcosa di più raro: è la lucidità di chi sa esattamente cosa sa fare. Alice aveva passato mesi a studiare il poker e gli uomini ai tavoli. Lo conosceva meglio di chiunque altro in quella città. Meglio degli uomini che giocavano da anni. Meglio di chi ci aveva perso la camicia e non aveva ancora capito perché.
Lei lo sapeva. E lo sapeva di saperlo.
Quella è la differenza tra la fortuna e il talento. La fortuna arriva. Il talento lo costruisci.
Poker Alice: le curiosità
La sua vita e la sua carriera in numeri e curiosità:
• Nata il 17 febbraio 1851 nel Devonshire, Inghilterra
• Carriera da giocatrice durata quasi 50 anni
• Stimati oltre $250.000 vinti in totale (oggi oltre 3 milioni di dollari)
• Tre mariti, sette figli con Warren Tubbs
• Non giocava mai di domenica, per rispetto religioso
• Portava sempre con sé una pistola calibro .38
• Graziata dal Governatore all'età di 75 anni
• Interpretata da Elizabeth Taylor nell'omonimo film "Poker Alice" del 1987
Il tour tra i saloon del Colorado
Inizia a girare il Colorado: Alamosa, Central City, Georgetown Trinidad. Con il suo abito elegante, i capelli castani, gli occhi azzurri, e un grosso sigaro nero tra le dita. Gli uomini la guardano entrare e pensano: facile batterla. Si alzano pensando: come è possibile?
I proprietari dei saloon la adorano. Una donna rispettabile al tavolo attira folle, gli uomini fanno a gara per sfidarla — perché perdere da una donna è un affronto, e quella sensazione di affronto imminente li rende incauti, ecco il trappolone, il meccanismo psicologico. Eccola che lo usa, con una precisione chirurgica.
E' inarrestbile: a Silver City, New Mexico, entra al Gold Dust Gambling House. Quella notte vince seimila dollari. In una notte sola. Una cifra che un operaio non avrebbe visto in anni, poi prende il treno per New York e va a fare shooping, compra i vestiti più belli e torna a mostrarli ai tavoli. Fa parte del suo personaggio e della sua trappola. Così per anni questa storia va avanti.
Alice Poker, il personaggio e la calibro 38
Ma Alice non è solo la giocatrice. Alice è un personaggio completo, contraddittorio, meraviglioso nella sua complessità.
Non gioca mai di domenica. Mai. Per rispetto religioso. In tutta la sua carriera, questa regola non viene mai infranta.
La donna che spennava i minatori del Far West la domenica andava a messa.
Porta sempre con sé una calibro .38. E non esita a usarla: un giorno, un soldato ubriaco entra nel suo locale — il Poker's Palace, tra Sturgis e Fort Meade — e inizia a distruggere tutto. Alice tira fuori la pistola. Spara. Finisce in carcere. Fuma sigari. Legge la Bibbia. E' stata graziata dal Governatore dello Stato all'età di 75 anni.
«Al mio posto, immagino che dovrei fare la maglia. Ma preferisco giocare a poker»
Poker Alice
L'amore vero e l'anello riscattato
In questa storia non mancano neanche i sentimenti: c'è Warren Tubbs, il secondo marito. L'amore vero, forse.
Con lui Alice ha sette figli. Un ranch vicino a Sturgis, South Dakota. Anni lontani dai tavoli, immersa in una vita che non aveva mai immaginato per sé. Lei stessa dirà che furono gli anni più felici. Poi Warren si ammala di tubercolosi. Muore nel 1910, durante una bufera di neve.
Alice carica il suo corpo su un carro e percorre quarantotto miglia nel freddo. Arriva a Sturgis. Ha bisogno di venticinque dollari per il funerale. Non li ha. Impegna la fede nuziale, paga il funerale.
Poi va a giocare a poker e la vedova vince abbastanza per riscattare l'anello.
Una donna che ha perso l'uomo che amava e che ha appena seppellito suo marito. Che impegna la fede nuziale per dargli una sepoltura degna. E poi, invece di piangere in un angolo, si siede a un tavolo da gioco e usa l'unica cosa che sa fare meglio di chiunque altro per riprendere ciò che è suo. Non è cinismo. È forza d'animo.
È una forza che pochi uomini - nella storia del Far West raccontata nei film e nei romanzi - hanno mai dimostrato davvero.
The End
Alice muore nel 1930 a Sturgis, South Dakota. Ha settantanove anni e prima di andarsene, dice di aver vinto più di duecentocinquantamila dollari nel corso della sua vita. Senza mai imbrogliare. Con le sole carte in mano e la testa sul collo.
In un'America in cui le donne non hanno ancora il diritto di voto, lei ha già fatto quello che pochissimi uomini sono riusciti a fare: ha preso in mano la propria vita, l'ha giocata tutta, e non l'ha persa.
C'è una frase che le viene attribuita. Vera o non vera non lo possiamo sapere, ma rispecchia talmente la sua personalità che non ha importanza: "Al mio posto, immagino che dovrei fare la maglia. Ma preferisco giocare a poker." Ecco Alice.
Il trailer del film del 1987 "Poker Alice" interpretato da Elisabeth Taylor:
Poker Alice: il film del 1987
Il film che ha tratto ispirazione dalla vita di Poker Alice è stato girato nel 1987. Ecco la scheda dell'opera:
Il Cast
🎬 Elizabeth Taylor — Alice Moffit "Poker Alice"
🎬 Tom Skerritt — Jeremy Collins, cacciatore di taglie
🎬 George Hamilton — John Moffit, cugino di Alice
🎬 Richard Mulligan — Sears, rivale in affari
🎬 David Wayne — Amos
🎬 Susan Tyrrell — Mad Mary
🎬 Mews Small — Baby Doe
🎬 Pat Corley — McCarthy
La Trama
Alice Moffit, soprannominata "Poker Alice", viene ripudiata dalla sua famiglia di Boston per la sua passione irrefrenabile per il gioco d'azzardo. Viaggia verso il West con il cugino John quando, durante una partita su un treno, vince una "casa" in una mano di poker. Una volta arrivata a King City, scopre che ciò che ha vinto è in realtà un bordello. Si ritrova così in conflitto con Sears, proprietario del saloon rivale, che vorrebbe rilevarla a prezzo di saldo. Nel frattempo si innamora del cacciatore di taglie Jeremy Collins, che sogna di ritirarsi in California. Scegliere lui significherebbe spezzare il legame di una vita con il cugino John.
Le curiosità
🔹 Il film è ispirato in modo molto libero alla vita reale di Poker Alice Ivers, ma il cognome del personaggio è stato cambiato per la versione cinematografica.
🔹 Alice, pur gestendo il bordello controvoglia, vieta alle ragazze di lavorare la domenica e le obbliga a leggere la Bibbia quel giorno — fedele omaggio all'unica vera regola che la vera Alice Ivers non infranse mai in vita sua.
🔹 Elizabeth Taylor aveva 55 anni durante le riprese. Recita con piglio duro e intelligente, elevando un prodotto televisivo che senza di lei sarebbe probabilmente finito nel dimenticatoio.
🔹 Grazie a questo film e ad altri TV movie dello stesso periodo, la Taylor riuscì a prolungare la sua carriera di circa altri dieci anni.
🔹 Il film fu girato come TV movie per la CBS.
Vale la pena vederlo?
È un western leggero, a tratti discontinuo, con una sceneggiatura che non brilla. La commedia funziona, ci sono sparatorie, pistoleri e un bordello pieno di personaggi strampalati. Il vero motivo per vederlo resta uno solo: Elizabeth Taylor. Che anche in un prodotto minore riesce a riempire ogni scena con quella presenza magnetica che pochi attori nella storia del cinema hanno saputo trasmettere.
Come disse qualcuno su Letterboxd: "Senza di lei, lo avrebbero già sepolto nelle sabbie del tempo."
Avviso Storico
Chi arriva a questo film dopo aver letto la vera storia di Alice Ivers resterà sorpreso dalle libertà creative: diverso il cognome, diversa la città d'origine, diversa buona parte della trama. La vera Poker Alice era inglese, vedova, madre di sette figli, e ben più selvaggia di quanto la televisione americana del 1987 potesse permettersi di raccontare.