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Mani epiche: il fold di Romanello su un’action preistorica [Video]

Mani storiche: il fold di Romanello. Spesso ci si chiede se i migliori laydown della storia del poker, siano addirittura più spettacolari di una mano articolata, oppure di un hero call con qualche carta alta o un bluff catcher in generale.

Spesso e volentieri non è corretto mettere in contrapposizione due azioni di questo genere, anche e soprattutto perché ogni mano va valutata a compartimenti stagni, non solo in virtù del suo svolgimento complessivo e del suo risultato finale, ma anche per come essa si evolve strada dopo strada.

Main Event del 2008

La verità è che anche il contesto è clamorosamente importante, visto che più è prestigioso il torneo e più determinate azioni vanno valutate in virtù di quel contesto stesso.

In questo caso siamo al Main Event delle WSOP del 2008, in early stage e, anche se non abbiamo lo stack perfetto dei giocatori coinvolti nel colpo, possiamo dire con certezza che tutti giocano con un quantitativo in chips molto vicino allo stack iniziale pari a 30.000 pezzi.

Mike Matusow limpa da early position con una coppia di 9, 9 9 , e qualche posizione più avanti Roberto Romanello decide di fare altrettanto co una coppia di jack, j j .

In late position è Gregory Geller ad aprire la mano con la seconda combo più forte del mazzo, i Kappa, k k . Dopo il fold dei bui, sia Matusow che Romanello decidono per il call.

Il flop è pirotecnico

Sul piatto di 1.950 i tre vedono cascare le prime carte comuni che vedono i tre checkare su a j k .

È una dinamica molto diversa da una mano di questo tipo che si giocherebbe oggi. Pensate a una coppia di 9 che limpa da UTG, a una coppia di Jack che non apre in posizione e, dopo il rilancio dei kappa, nessuno punta sul flop che regala ben set over set.

Sta di fatto che un 10 casca al turn e qui il check di tutti i protagonisti della mano è quanto meno giustificabile dal fatto che questa carta chiuderebbe un eventuale draw di scala apertosi al flop a favore del possessore di una Donna.

Il river, fortunatamente per il top set di Geller, paira il board, regalandogli il terzo nut, visto che scende un 10 che chiude i giochi a suo favore.

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Dopo l’ennesimo non quotato check di Matusow, Romanello questa volta esce in puntata a 1.800 e Geller, prima del fold di “The Mouth”, sale in raise a 6.000.

Mostri se foldo?

La domanda di Romanello è di quelle canoniche e si compone delle seguenti parole: “Se foldo mi mostri la tua mano?“.

Geller in prima istanza opta per un deciso “no”, allora Romanello ci pensa su ancora per qualche istante, prima che Geller torni sull’argomento e dichiari: “Ok, va bene, ti mostrerò la mia mano”.

Non passa più molto tempo, prima che Romanello dichiari il fold e Geller, come da accordi, gli mostri il suo tris di kappa.

Anche Romanello gira il suo set di Jack e Matusow, insieme a tutto il tavolo, fa i complimenti al giocatore gallese di origini italiane.

Foto in homepage: Roberto Romanello – Courtesy Alin Ivanov

"C'è chi pensa che sia impossibile prendere parte a tutti i tavoli finali dei tornei a cui si partecipa. Questo è vero per tutti. Tranne per chi li racconta".
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