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Britney Jing

Scandalo di presunta collusion all'Hustler Casino Live: Britney Jing sospesa, cosa è successo

Soldi, soldi. Una lite per 18.000 dollari si è trasformata in un caso che scuote il poker high stakes americano. Britney Jing, una delle regular più conosciute dell’Hustler Casino Live (la partita in streaming di cash game più famose degli USA) è stata temporaneamente esclusa dalla diretta mentre HCL verifica accuse di debiti, conflitti di interesse e possibile collusion. Ma, per il momento, non esiste alcuna prova definitiva di cheating.

Prima di iniziare però è giusto scoprire il personaggio Britney Jing, perché è una delle icone pokeristiche emergenti del poker americano e asiatico anche sui social.

Chi è Britney Jing, "allinbritney"

Britney Jing, conosciuta online come “allinbritney”, è una giocatrice cinese di cash game high stakes diventata negli ultimi anni uno dei volti più riconoscibili dell’Hustler Casino Live. Il suo debutto nello show risale al giugno 2023 e da allora si è fatta conoscere per uno stile estremamente aggressivo, loose e spettacolare, con buy-in e swing da centinaia di migliaia di dollari.

Secondo i dati raccolti da Highroll Poker e riportati da SoMuchPoker, fino a giugno 2026 aveva accumulato circa 900 ore di gioco televisivo in 183 sessioni, la grandissima maggioranza proprio all’Hustler. Il bilancio complessivo delle sole partite trasmesse risultava leggermente negativo, circa -14.000 dollari, dopo essere arrivata in precedenza a sfiorare i 900.000 dollari di profitto: numeri che raccontano bene la volatilità del suo poker.

Jing non è però soltanto una cash gamer.

Nel dicembre 2025 ha ottenuto uno dei suoi primi risultati importanti nei tornei live, chiudendo sesta nel Super High Roller da R$100.000 del BSOP ONE Neymar Jr. Edition di San Paolo, per un premio di R$209.200, circa 40.000 dollari.

Regina dei social

È inoltre molto attiva sui social e si definisce anche investitrice nel settore Web3 e crypto. Sulla sua vita privata si conosce relativamente poco: viene indicata come residente nell'area di Los Angeles e suo fratello Peter Wang è a sua volta un regular delle partite high stakes dell’Hustler Casino Live.

Intorno alla sua figura si è costruita negli anni anche un'immagine da autentica high roller: jet privati, viaggi continui tra Los Angeles, Las Vegas, Jeju e i principali appuntamenti internazionali, oltre a frequentazioni con diversi protagonisti del poker high stakes.

La sua notorietà era già finita al centro di un caso nel giugno 2026, quando venne allontanata durante una partita cash dell’Hustler Casino Live organizzata alle WSOP dopo una controversia relativa alle procedure con cui aveva portato i fondi al tavolo. Jing sostenne di aver seguito tutte le indicazioni ricevute e Ryan Feldman appoggiò pubblicamente la sua versione. Anche per questo, le nuove accuse di collusion hanno avuto una risonanza immediata nella comunità high stakes americana.

Britney Jing e Jmmi Butler
Britney Jing e il giocatore NBA Jmmi Butler (Facebook)

Il presunto debito discusso negli High Stakes

Veniamo al caso del momento che sta facendo discutere i reg high stakes americani. Tutto è nato da una disputa privata per 18.000 dollari. Poi le accuse incrociate. Infine una parola che nel poker pesa più di quasi tutte le altre: collusion. Potenziale collusion, perché prove non ce ne sono ma un problema di conflitto di interessi tra reg si.

È diventato però uno dei casi più discussi del poker high stakes americano degli ultimi giorni e ha convinto Hustler Casino Live a intervenire direttamente.

Britney Jing, conosciuta ai tavoli e sui social come “AllInBritney”, non parteciperà temporaneamente alle celebri partite cash trasmesse dal casinò californiano mentre l’organizzazione sta conducendo una revisione interna sulle accuse emerse nei suoi confronti.

HCL ha precisato di stare raccogliendo informazioni dalle persone coinvolte e di non voler trarre conclusioni prima della fine delle verifiche.

Le accuse della giocatrice cinese Ye

La vicenda è esplosa dopo le accuse di Chengsi Ye, “C Ye”, giocatrice cinese di high stakes.

Secondo la sua ricostruzione, Ye e Britney si conoscevano da circa un anno e mezzo. Jing l'avrebbe aiutata a entrare nelle partite del martedì dell’Hustler Casino Live e avrebbe successivamente acquistato il 30% della sua action, cioè una quota dei suoi risultati al tavolo.

Ma, come succede spesso nel poker, il rapporto ha funzionato senza particolari problemi fino a una sessione nella quale C Ye ha perso circa 60.000 dollari. Quando si registrano le prime perdite, in genere i nodi vengono al pettine.

Secondo Ye, in base all’accordo Britney avrebbe dovuto coprire il 30% della perdita, quindi 18.000 dollari, ma quel pagamento non sarebbe arrivato.

Britney Jing ha respinto la ricostruzione della partner cinese, sostenendo di non avere debiti e accusando a sua volta Ye di avere dichiarato in maniera non corretta i risultati di una precedente partita cash disputata al Venetian di Las Vegas.

Dalla disputa economica alle accuse di collusion

Se il caso fosse rimasto confinato ai 18.000 dollari, sarebbe probabilmente rimasto una controversia privata tra due giocatrici, ma nei giorni successivi sono emerse accuse più delicate. Diversi protagonisti del circuito high stakes hanno iniziato a raccontare storie precedenti non proprio edificanti sul conto di Britney Jing.

Tra questi Wesley Fei, che ha riportato testimonianze relative a una partita giocata nel 2023 al Bicycle Casino. Secondo le accuse, Britney sarebbe stata interessata perché aveva acquistato quote dell’action di più giocatori contemporaneamente seduti allo stesso tavolo.

Fei ha descritto una situazione che, dal punto di vista economico, avrebbe potuto trasformare il tavolo quasi in un “sette contro uno”.

È però fondamentale sottolineare una distinzione: avere una percentuale finanziaria in diversi giocatori non dimostra automaticamente che questi stiano colludendo. Tutt'altro, però c'è un chiaro conflitto di interessi ed è per questa ragione che il cash game, negli ultimi anni, ha perso terreno rispetto ai tornei. E' difficile poter controllare queste dinamiche, soprattutto tra reg nello stesso casinò, di accordi economici tra giocatori.

Lo stesso Fei non ha fornito la prova che i giocatori coinvolti coordinassero effettivamente le proprie decisioni al tavolo.

La Collusion nel poker

Il problema, però, è evidente. La collusion si verifica quando due o più giocatori cooperano segretamente al tavolo ottenendo un vantaggio sugli altri. Può assumere forme differenti: condivisione delle informazioni sulle proprie carte, soft play, gestione coordinata delle puntate oppure strategie concordate per mettere in difficoltà un altro giocatore.

È una delle violazioni più gravi nel poker perché distrugge uno dei presupposti fondamentali del gioco: ogni partecipante dovrebbe prendere decisioni esclusivamente nel proprio interesse. Avere quote economiche dell'action degli avversari non equivale necessariamente a colludere, ma crea un conflitto di interessi. Se due giocatori seduti allo stesso tavolo hanno forti interessi economici reciproci, infatti, le loro decisioni possono non essere più completamente indipendenti. Ed è proprio questo il problema sollevato da diversi professionisti intervenuti nel dibattito.

Matt Berkey: "il vero problema sono le quote tra giocatori dello stesso tavolo"

Una delle riflessioni più interessanti arrivate dalla comunità è quella di Matt Berkey. Il professionista americano ha spostato il tema da una singola mano finita nel mirino dei reg (ne parleremo a partte) alla struttura stessa delle partite private high stakes.

Secondo Berkey, quando diversi giocatori seduti allo stesso tavolo comprano o scambiano percentuali dell'action reciproca, possono nascere situazioni estremamente difficili da controllare.

Non serve necessariamente che i giocatori si mettano d'accordo esplicitamente. È sufficiente che gli incentivi economici non siano più perfettamente allineati con il principio per cui ognuno dovrebbe cercare di vincere il massimo possibile contro tutti gli altri.

Ed è probabilmente questo uno degli aspetti più interessanti dell'intera vicenda Il caso Britney non riguarda quindi soltanto un'eventuale collusion da dimostrare, ma anche quanto siano trasparenti gli intrecci finanziari nei cash game privati high stakes.

L'accusa sui “cavalli” portati nelle partite

Un altro elemento emerso riguarda il cosiddetto staking.

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Coco Yu ha pubblicato un video in mandarino nel quale, secondo la traduzione riportata da Poker-Red, Britney avrebbe parlato della possibilità di portare in determinate partite giocatori finanziati da lei, i cosiddetti “horses” o “cavalli”. Anche in questo caso bisogna distinguere.

Finanziare un giocatore è una pratica assolutamente comune nel poker professionistico. Il problema nasce se chi organizza o influenza la composizione di una partita introduce deliberatamente più giocatori nei quali possiede una quota e questi finiscono per affrontare un avversario inconsapevole della situazione.

In quel caso il giocatore esterno potrebbe trovarsi seduto a un tavolo nel quale gli interessi economici degli avversari sono molto più intrecciati di quanto possa immaginare.

Ryan Feldman l'aveva inizialmente difesa

La vicenda ha messo in una posizione delicata anche Ryan Feldman, uno dei responsabili e fondatori dell’Hustler Casino Live.

Quando la questione sembrava riguardare esclusivamente i 18.000 dollari reclamati da C Ye, Feldman aveva pubblicamente difeso Britney, dicendo di ritenerla affidabile e manifestando forti dubbi sulla possibilità che non avesse pagato una cifra simile.

Anche Nik Airball, altro volto molto conosciuto dello show, aveva espresso sostegno alla giocatrice.

Con l'accumularsi delle nuove accuse, però, HCL ha deciso di cambiare atteggiamento e aprire formalmente una verifica.

Hustler Casino Live ferma Britney

Il 3 ottobre Hustler Casino Live ha quindi comunicato la propria decisione: la produzione del programma ha spiegato di essere a conoscenza delle varie accuse e di considerarle seriamente.

Durante la revisione, Britney Jing non prenderà parte allo stream. Non si tratta, almeno per ora, di un ban definitivo né di una squalifica per cheating.

Hustler parla di una pausa mentre vengono raccolte informazioni e valutati i fatti: è stata sospesa solo per svolgere le indagini nel modo migliore possibile.

Il confine sottilissimo tra staking e collusion

Il caso Britney Jing diventa interessante anche oltre le persone coinvolte: nel poker high stakes è normalissimo comprare e vendere quote.

Un giocatore può possedere il 20% dell'action di un amico, vendere metà della propria oppure essere finanziato integralmente da uno staker, quando però molti di questi rapporti finanziari finiscono all'interno dello stesso tavolo, il sistema diventa molto più opaco.

Un giocatore può credere di affrontare sette avversari indipendenti, in realtà, alcuni di loro potrebbero avere quote reciproche oppure essere finanziati dalla stessa persona.

Questo non significa automaticamente che esista collusion, ma è chiaro che gli incentivi economici al tavolo potrebbero essere diversi da quelli percepiti dagli altri partecipanti.

Ed è probabilmente questo il vero problema che l'inchiesta dell’Hustler Casino Live dovrà chiarire: non soltanto se Britney Jing abbia effettivamente colluso in una determinata mano, ma quanto fossero conosciuti e trasparenti i rapporti economici tra i giocatori delle partite coinvolte.

Per ora esistono accuse, testimonianze e una serie di mani finite sotto osservazione. Non c'è ancora un verdetto

Sarà necessario capire se questa storia resterà un enorme conflitto personale all'interno del mondo high stakes oppure se emergeranno elementi sufficienti per trasformarla in un vero caso di cheating.

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