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Scherza col cliente del casinò: viene denunciato per truffa

Una storia decisamente curiosa arriva dagli Stati Uniti, più precisamente dal casinò di Washington in Pennsylvania, dove è scoppiato un caso in seguito alle accuse di tentata truffa mosse nei confronti di un croupier 56enne di nome Robert Valle.

Tutto ha inizio qualche giorno fa, quando un uomo che stava giocando alla roulette chiede al dealer quale fosse il suo numero preferito per poterlo giocare. Fin qui nulla di strano: è infatti pratica comune che i giocatori parlino degli argomenti più disparati con chi lavora dietro al banco. Allo stesso modo, è normale che il dealer risponda, spesso anche su argomenti personali e privati. D’altronde, soprattutto negli USA, per gli impiegati dei casino è una regola quella di essere sempre disponibili e di assecondare i clienti nelle loro richieste.

Non stupisce dunque che Robert Valle abbia risposto alla curiosità del cliente dicendo: “Il mio numero fortunato è il 4“, per poi aggiungere scherzosamente: “Posso provare a centrarlo“. Di fronte a questa seconda frase si è scatenato il putiferio: il dealer è stato immediatamente rimosso e ora è accusato di tentata truffa nei confronti del casinò, che si considera vittima di un possibile raggiro.

Il caso ha immediatamente sollevato un polverone, con tutti i colleghi di Valle che si sono apertamente schierati nei suoi confronti: secondo loro, come riportano numerosi studi universitari, è impossibile che un dealer riesca a far fermare la pallina su un numero preciso e se la roulette non è truccata non è neanche possibile fare uscire un “range di numeri”, smentendo quella leggenda metropolita che spesso si sente nei casinò. Dalla parte del dealer accusato ci sono anche i sindacati dei lavoratori nei casinò che sono disposti a dare battaglia.

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Secondo chi difende Valle, infatti, la frase incriminata non può che essere vista in chiave scherzosa, dato che è impossibile mettere in pratica la proposta del dealer. Intanto il diretto interessato si è difeso dichiarando: “Se sei un dealer e qualcuno ti chiede quale sia il tuo numero preferito, sei obbligato da contratto a rispondergli. Cosa dovevo dirgli? Di andare al Rivers (un casinò rivale) che forse laggiù sono in grado di centrare il suo numero? Volevo solo che mettessi i soldi in mezzo!”

Secondo Valle, dunque, la sua sarebbe stata una semplice battuta per intrattenere il cliente al tavolo, una battuta che, al momento, gli è costata il lavoro e un’accusa di truffa.

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