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Shot clock: serve davvero nei tornei di poker live?

Nelle ultime settimane, uno degli argomenti più dibattuti all’interno della community del poker live è l’utilizzo del cosiddetto shot clock, cioè un vero e proprio orologio che impedisca ai giocatori di perdere troppo tempo quando devono decidere cosa fare della propria mano. La maggior parte dei player si è detta favorevole alla sua implementazione, ma ci sono alcune illustri eccezioni.

michael-mizrachi

Come ad esempio quella di David Vamplew, che pur riconoscendo la necessità di velocizzare i tornei di poker, diventati oggi spesso troppo lenti, offre un punto di vista da tenere in considerazione.

 

“Penso davvero che molte persone giochino lentamente, cosa fastidiosa. Non è divertente se le cose si tirano per le lunghe – ha dichiarato Vamplew – Ci si annoia e bisogna sicuramente smuovere le acque per rendere il gioco meno noioso, non solo per i pro, ma anche per quelli che vengono giusto per divertirsi”.

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Dopo questa premessa, l’Harry Potter del poker entra più in profondità nell’argomento-shot clock: “Quindi sì, vorrei che i giocatori fossero più veloci, ma non sono sicuro che lo shot clock sia la risposta. Il motivo principale della lentezza è che la gente perde tempo ad ogni occasione. Ci mettono 20 secondi per foldare: non guardano le carte finché non tocca loro, poi ne adocchiano una per volta, quindi le mescolano un po’ e infine foldano. Queste mosse portano via del tempo e non ci si può mettere un orologio: lo shot clock non velocizzerà queste cose”.

E ancora: “Qui non stiamo parlando di uno che di solito gioca veloce e ogni tanto si prende 2-3 minuti per tankare. Questo va bene, è un diritto di tutti i giocatori, specialmente se è gente che gioca veloce quando non ha decisioni difficili da prendere sulle prime street. Così il gioco è più fluido”.

Parere diamentralmente opposto, invece, per Michael Mizrachi. ‘The Grinder’ non ha alcuna remora: per lui lo shot clock funzionerebbe eccome. “Sono assolutamente favorevole. Odio quando la gente ci mette cinque minuti per agire. Se sei forte, vuoi giocare quante più mani possibili, perché più mani ricevi e più un professionista ha un vantaggio. Magari va bene avere un time bank, ma giusto questo. Se sei un professionista sai già cosa fare quando tocca a te, quindi non farlo velocemente è una perdita di tempo”.

Ma che succede se introducendo lo shot clock nei tornei del World Poker Tour molte persone, soprattutto tra chi mastica poco l’inglese, si trovassero in difficoltà e magari sfruttassero tutto il tempo a disposizione ogni volta che tocca a loro? “Sì, c’è gente che arriva da tutto il mondo, ma spero che alla fine lo shot clock si diffonda ovunque e che tutti si abituino ad utilizzarlo – afferma Mizrachi – Le persone vengono per giocare, quindi non penso che la barriera del linguaggio sia insuperabile, parlando dello shot clock”.