Si può dire che l'Avvocato Thomas Tom Goldstein abbia vissuto per vent'anni due vite parallele. Di giorno indossava il completo, impugnava le sue carte processuali e saliva i gradini della Corte Suprema degli Stati Uniti. Dall'altra parte del banco siedevano i giudici più potenti d'America. Il suo cliente, quella mattina, poteva essere Google o Al Gore oppure Epic Games, i creatori di Fortnite.
Di notte, saliva su un aereo privato, destinazione le mete più esotiche: Los Angeles, Macao, Montenegro, dove lo aspettavano miliardari con i soldi facili e la voglia di giocare a poker heads-up per decine di milioni di dollari.
Quella di Thomas Goldstein è una delle storie più assurde, stratificate e cinematografiche che il poker abbia prodotto negli ultimi anni. Ve l'abbiamo raccontata tappa dopo tappa ma oggi vogliamo fare un recap, tra i suoi alti e bassi.
In questo Articolo:
L'uomo più rispettato di Washington: Tom Goldstein
Per due decenni, Tom Goldstein è stato in cima al mondo legale americano. Ha discusso più di 40 cause davanti alla Corte Suprema — più di qualsiasi altro avvocato privato in attività. Ha fondato SCOTUSblog, il sito di riferimento per l'analisi delle sentenze della Corte Suprema, diventato in breve tempo la bibbia degli addetti ai lavori. Ha insegnato a Stanford e ad Harvard. È apparso regolarmente sui canali di informazione nazionali, come uno dei più stimati legali nazionali.
Era, in breve, esattamente quello che sembrava: un'istituzione.
È stato parte del team che ha rappresentato Al Gore nel braccio di ferro legale sulla presidenza del 2000 (quando fu beffato da Bush Jr in circostanze a dir poco singolari), quella notte di Florida che ha cambiato la storia americana. Tra i suoi clienti: Google, Epic Games, solo come biglietto di presentazione.
Ma Goldstein, nel frattempo, aveva un'altra vita. E un'altra dipendenza.
La seconda vita: da Beverly Hills a Macao
Il successo però dà alla testa. Dal 2014 in poi, Goldstein inizia a frequentare partite di poker heads-up "con puntate di milioni, e anche decine di milioni di dollari", finanziandosi vendendo quote ad altri giocatori di alto livello e contraendo debiti significativi.
L'esempio (negativo) di Goldstein: giocate in modo responsabile!
Vi raccontiamo questa storia per farvi capire come esagerare al tavolo verde può distruggere anche la vita perfetta di un professionista come lui. Proprio per questo motivo, ci raccomandiamo sempre di avere un approccio responsabile al gioco del poker e a tutti gli altri games.
Tra modelle, attori e miliardari
Nei weekend, Goldstein si mescola con celebrity, modelle e miliardari nell'esclusivo club dell'ultra-high-stakes poker — un mondo edonistico di uomini con troppi soldi e voglia di bruciare adrenalina.
Il cast di questa storia è degno di una serie Netflix.
Tra i suoi avversari: il miliardario californiano Stewart Resnick, che arriva a "investire" $10 milioni nelle sue partite di poker. Il gestore di hedge fund Bill Perkins, che lo descrive come un "maniaco" al tavolo: aggressivo, imprevedibile, capace di mettere gli avversari in situazioni impossibili.
C'è anche Rick Salomon — lo stesso Rick Salomon del sex tape con Paris Hilton, habitué dei tavoli high-stakes di Hollywood. E poi Tobey Maguire, Spider-Man in persona, che finirà a testimoniare in tribunale su debiti non pagati tra miliardari.
Ma il colpo più grande arriva nel 2016. Tre partite. Tre avversari. Tre vittorie.
I $50 milioni in tre notti
Nel 2016 Goldstein affronta tre "individui ultra-facoltosi" in altrettante partite heads-up. Il bilancio finale: oltre $50 milioni di profitto.
I dettagli, emersi durante il processo per evasione fiscale (per vincite a poker non dichiarate) al quale è stato sottoposto Goldstein, dettagli che ci hanno lasciato senza fiato.
La prima partita si gioca in Asia, nel settembre 2016. Goldstein vola a Macao — la capitale mondiale del gioco d'azzardo — e vince $13,8 milioni in una serie di match heads-up contro un "giocatore ultra-ricco straniero". Gli atti processuali lo indicano con i soprannomi "Tango" e "Chairman", figure legate all'orbita del magnate malese del gioco d'azzardo Paul Phua che è stato il padre e padrone del Big Game di Macao e poi di Manila.

La seconda partita si gioca a Beverly Hills. L'avversario è Alec Gores, miliardario americano. Gores testimonierà personalmente davanti alla giuria, raccontando di aver perso $26,4 milioni in match heads-up contro Goldstein nel 2016. In una sola sessione.
La terza lo porta a $50 milioni complessivi.
Il suo coach in tutto questo? Andrew Robl, uno dei migliori professionisti di heads-up del mondo, che testimonia al processo confermando di aver preparato e affiancato Goldstein in quella straordinaria run. E poi, molto più avanti, arriva Andy Beal.
Andy Beal: il banchiere texano che sfidò Brunson e Ivey
Andy Beal non è un nome qualsiasi. È il miliardario e banchiere texano che nei primi anni 2000 sfidò ripetutamente un consorzio dei migliori giocatori del mondo — Doyle Brunson, Phil Ivey e altri — in partite memorabili che hanno ispirato il libro "The Professor, the Banker and the Suicide King".
Goldstein lo trova, lo studia, lo sfida. Secondo quanto emerso al processo, Goldstein vince più di $51 milioni da Beal a partire dal 2022. Dice di averlo incontrato in Costa Rica e di aver usato quattro donne per convincerlo a giocare.
Anche con lui vince. Il problema è quello che Goldstein fa con quei soldi. Per le autorità statunitense, quelle vincite non verranno mai dichiarate dall'avvocato.
Il lato oscuro di Tom Goldstein: debiti, bugie e soldi dello studio legale
Troppo bello per essere vero ma sappiamo che nel mondo dei giochi, c'è un ciclo di vittorie e di perdite. Mentre vince decine di milioni, Goldstein perde altrettanto altrove.
Dopo le vittorie del 2016, sfida il magnate immobiliare californiano Bob Safai in una partita in cui ha tutto il suo action — nessuna copertura, nessun backer. Perde $14 milioni.
A metà 2018 deve ancora $6 milioni a un altro avversario, debito che si trascina per anni. Pensate: un avvocato che sarebbe potuto essere molto ricco e che invece si è lasciato perdere la mano ai tavoli high stakes ed è finito nei guai.
E intanto, i soldi non bastano mai. Goldstein inizia a trasferire denaro dai conti dello studio legale per pagare i debiti di poker, deducendoli illegalmente come spese aziendali. Manca le scadenze di rimborso su un'estensione di credito da $10 milioni. Insomma, è nei guai.
Nel 2021 effettua transazioni in crypto per $8 milioni, ma sul modello fiscale risponde "no" alla domanda specifica sulle criptovalute. Dichiara false informazioni su due mutui immobiliari, nascondendo $15 milioni di debiti maturati ai tavoli da poker ai creditori.
Al processo emerge anche un diario segreto del poker — un registro delle transazioni con i vari avversari, che rivela tra l'altro un trasferimento di $750.000 a Dan "Jungleman" Cates dopo una perdita a Manila.
L'aeroporto, le manette, il processo
Un giorno, Goldstein torna da Hong Kong a Washington D.C. con una borsa da palestra contenente $968.000 in contanti. Le autorità lo intercettano. È il segnale che qualcosa nella sua vita sta per cambiare.
Il 16 gennaio 2025, un gran giurì federale lo incrimina con 22 capi d'accusa: evasione fiscale, falsificazione delle dichiarazioni dei redditi, mancato pagamento delle tasse, false dichiarazioni a due istituti di credito ipotecario. La comunità legale di Washington rimane di sasso e capisce che l'avvocato ha una seconda vita.
Il processo inizia il 12 gennaio 2026 e dura sei settimane. In aula sfilano miliardari, attori di Hollywood, professionisti del poker: Tobey Maguire, Rick Salomon, il magnate californiano Bob Safai, il miliardario Alec Gores. È più una sfilata di personaggi famosi che un'udienza.
La sua linea difensiva
Goldstein sceglie di testimoniare in prima persona — una mossa che i giuristi definiscono ad alto rischio. Sostiene di non aver mai voluto ingannare il fisco, che i suoi contabili avevano fatto un "errore catastrofico". Sostiene di aver vinto in totale $88 milioni in partite heads-up, ma di essere complessivamente in perdita di $10-15 milioni nel poker considerando le perdite nei cash game ordinari.
Per sua sfortuna, questa volta, le sue abilità oratorie e legali non servono a nulla. Il 25 febbraio 2026, la giuria lo dichiara colpevole su 12 dei 16 capi d'accusa.
La storia non finisce qui...
La sentenza è prevista per il 16 giugno 2026. Ma la storia non finisce qui. I procuratori federali lo definiscono a " serio rischio di fuga" e come prova citano il suo desiderio dichiarato di sfidare nuovamente Andy Beal a poker. Nel 2025 — mentre era già sotto indagine e gli era stato proibito di giocare — ha comunque dichiarato $1,7 milioni di vincite al gioco d'azzardo. I procuratori lo hanno scoperto e lo usano come ulteriore prova della sua non conformità alle condizioni di rilascio.
Tom Goldstein, insomma, non riesce a smettere. Non riesce a stare lontano dai tavoli. Non riesce a rinunciare all'idea di sedersi di fronte ad Andy Beal e giocarsi un'altra fortuna. È questa la sua vera condanna. Non quella del tribunale del Maryland.
La storia non riguarda solo il poker. Riguarda la sua doppia vita, l'ossessione, la certezza di essere più intelligente di tutti e di poter ingannare anche il fisco. Tom Goldstein per anni ha vinto davanti alla Corte Suprema, poi si è seduto dall'altra parte del banco, quello degli imputati. E questa volta, la giuria non gli ha dato ragione.
Vediamo però di fare chiarezza sul processo Goldstein: per concludere e informare chi non ha seguito tutte le tappe del processo e della vicenda legale, abbiamo preparato un recap a margine dell'articolo.
I fatti e il procedimento penale a Tom Goldstein
- Tom Goldstein: ex avvocato di punta agli Stati Uniti, co-fondatore di SCOTUSblog, ora sotto processo per evasione fiscale e false dichiarazioni legate a vincite di poker milionarie.
La difesa di Goldstein e le accuse dei procuratri
- Goldstein ha negato ogni accusa, affermando di aver sempre fatto affidamento su contabili e gestori degli affari e che non c’era nessuna volontà criminale nelle sue dichiarazioni fiscali.
- I procuratori federali sostengono che Goldstein abbia nascosto milioni di dollari di vincite di poker all’IRS, mentito su documenti di prestito e fatto pagamenti impropri attraverso il suo studio legale.
- L’indagine include anni di gioco ad alte poste, con vincite e perdite documentate da milioni.
Contesto del processo
- Il processo si svolge nel distretto federale di Greenbelt, Maryland, si attende solo la sentenza.
- È durato circa quattro settimane e hanno testimoniato anche altri giocatori di poker high stakes, celebrità, attori, miliardari.
Il caso legale Goldstein: i fatti (timeline)
2016–2022 – Goldstein partecipa a numerosi match di poker heads-up ad altissime poste high stakes in partite private: si stimano vittorie per decine di milioni di dollari contro vari avversari (oltre $50 milioni secondo le stime in un solo anno, una cosa folle).
Estate 2024 – Secondo testimonianze passate, Goldstein perde somme rilevanti in partite private, comprese alcune in occasione di un compleanno di una celebrità a Mykonos.
Indagini e Procedimenti Legali
16 gennaio 2025 – Individuazione del reato e incriminazione
Un grand jury federale del Maryland indirizza una accusa formale a Tom Goldstein con 22 capi d’imputazione per:
- evasione fiscale;
- preparazione di dichiarazioni fiscali false o fraudolente;
- mancato pagamento delle tasse dovute;
- false dichiarazioni su domande di mutuo.
27 gennaio 2025 – Goldstein si dichiara non colpevole e riceve ordine di non giocare poker durante l’iter processuale.
Febbraio–Marzo 2025 – Battaglie legali pre-processo:
- Goldstein contesta condizioni di rilascio e monitoraggi dei dispositivi elettronici, e prova a indebolire alcune accuse contestate dalla difesa.
Processo Federale – Maryland
Gennaio 2026 – Inizia il processo a Greenbelt, Maryland:
- 13 gennaio 2026: giuria selezionata e apertura ufficiale del processo.
- 21 gennaio 2026 – Testimonianze di altri protagonisti del poker emergevano in aula, incluso il problema di riscossione di una vincita di $6M da Bob Safai.
- 28 gennaio 2026 – Prima apparizione di testimoni chiave come l’attore Alec Gores e altri giocatori di poker.
- 28 gennaio 2026 – Tobey Maguire testimonia al processo: afferma di aver ingaggiato Goldstein tra il 2020 e il 2021 per cercare di recuperare oltre $7 milioni di vincite di poker da un uomo d’affari texano (identificato in sede di testimonianza come il miliardario Andy Beal, banchiere colui che in passatò sfidò Phil Ivey e Doyle Brunson).
- Maguire rappresenta uno dei testimoni chiave. ha dichiarato di avere pagato $500.000 come onorario per i servizi legali di Goldstein, che secondo i pubblici ministeri sarebbe stato reindirizzato attraverso terzi — e non accreditato direttamente — per coprire debiti di poker di Goldstein.
- 25 febbraio 2026, la giuria lo dichiara colpevole su 12 dei 16 capi d'accusa.
- 16 giugno 2026: è la data della sentenza.
Contesto delle Accuse
Secondo l’atto d’accusa federale e l’indagine del DOJ (Dipartimento di Giustizia):
- Goldstein avrebbe nascosto milioni di dollari di vincite di poker all’IRS e avrebbe usato fondi aziendali per finalità personali;
- avrebbe sottostimato o omesso redditi milionari dovuti alle vincite, mentre sosteneva spese personali.
Foto in copertina: Tom Goldstein a un torneo di poker (immagine courtesy of Pokernews)