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Poker, Tornei 30 LEFT: conoscere le dinamiche short handed

Dopo tutte le peripezie che abbiamo passato per eliminare la maggior parte dei nostri avversari, ci presentiamo belli come il sole a giocare la parte più bella, quella dei tornei 30 left,

Poker: Tornei 30 left

Una volta che il torneo è arrivato agli ultimi tavoli, occorre tenere presente che giocherai spesso su tavoli short handed e dovrai prepararti ad adattarti di conseguenza. Ad esempio, in un MTT full-ring (per capirci 9-Handed), giocherai spesso su tavoli con meno di nove giocatori per la maggior parte del tempo, poiché il field si riduce da poco più di 30 giocatori a 10. A volte, come quando si gioca online — quando il torneo arriva a 10 giocatori, esso si giocherà su due tavoli con 6 e 5 giocatori, o addirittura 5 e 5. Dal vivo, solitamente, il final table viene giocato a 10 left, ma non ovunque è così. d

La strategia short handed


Ricordarsi che per il gioco short-hand devi abbandonare i requisiti di un gioco fin troppo tight, non è mai un cattivo consiglio. Allargare i range in questa fase ti permetterà di non morire di bui e avrai maggiori possibilità di presentarsi all'eventuale final table con uno stack congruo. Devi anche cambiare idea sul valore delle mani e soprattutto dei punti dopo il flop.

Una coppia alta, con un kicker medio assume un valore molto diverso rispetto a quello che può avere in un tavolo 8/9 handed. Detto questo, se ti capita di hittare un mostro (ad esempio, floppare un set o meglio, una scala), a volte puoi farla franca con uno slowplay, una delle prime tattiche che hai imparato, per ottenere più chips da un avversario.

Mani speculative come i suited connectors dovrebbero essere meno allettanti per te quando giochi short-handed puoi aprire-rilanciare prima del flop con alcune di esse se vuoi, ma non chiamare sperando di hittare il flop.

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Le giocate aggressive sia prima del flop (blind steal, light three-bet) che dopo il flop (check-raise, semi-bluff) saranno spesso premiate con piatti guadagnati senza showdown.

Sii consapevole anche di chi altro al tavolo sembra aumentare la propria aggressività. Spesso durante il gioco short-handed il rilancio da bottone è ancora meno significativo rispetto a quando si gioca full ring. Ecco quindi che una three-bet dai bui (anche con carte trash) può essere spesso una buona giocata da fare.

Poker e Sport Editor
Andrea Borea, nato nel marzo 1973, proviene da un percorso inizialmente lontano dall’ambito umanistico, seguendo gli interessi familiari prima di intraprendere la strada che lo avrebbe portato nel mondo del poker e dell’editoria. Dopo l’ingresso in Assopoker, avvia collaborazioni di rilievo con Luca Pagano per PokerPoker.it e Pagano Events. È stato il primo a bloggare per l’Italia il Main Event delle World Series of Poker da Las Vegas nel 2008 e nel 2009. Ha contribuito alla realizzazione delle collane “Lo sport del Poker” e “I segreti del Grande Poker” per La Gazzetta dello Sport, con cui ha collaborato anche come autore di articoli sul Texas Hold’em, prima di passare a PokerStars.it. Negli ultimi anni ha scritto per diverse realtà del settore, tra cui ItaliaPokerClub, Betfair, PokerStarsNews, PokerStars Learn e Ludos Academy.