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WSOP 2015: Mizrachi centra il 3° braccialetto, 252.068$ in palio nell’Hyper

[imagebanner gruppo=”ballas”] Alla fine ce l’ha fatta: Robert Mizrachi ha conquistato il terzo braccialetto WSOP della sua carriera. Il campione americano è riuscito in una piccola impresa visto che, dopo la pausa di ieri a 2 left, ripartiva oggi con uno stack di appena 1.8 milioni di chips contro i 5.000.000 gettoni del suo avversario.

Il fratello maggiore di Michael Mizrachi non si è lanciato una disperata rincorsa giocando in maniera super aggressiva ma anzi, ha utilizzato una strategia molto passiva caratterizzata da un’altissima percentuale di limp dal bottone. Forse questa mossa ha mandato in confusione Jacob Dahl, che dopo pochi minuti ha visto l’avversario trovare il double-up grazie a un tris che ha avuto la meglio sulla sua middle pair. Successivamente, Mizrachi ha centrato un secondo decisivo scoop grazie a un fullhouse, con il quale è tornato perfettamente in parità.

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Come spesso avviene negli split games, ci è voluto parecchio tempo (circa 2 ore) prima che uno dei due contendenti riuscisse a prevalere, visto che moltissimi piatti sono stati divisi equamente tra chi aveva il miglior punto Low e chi era il vincitore di quello High. Alla fine la mano decisiva si è giocata quando la struttura era ormai quasi collassata:

Dahl rilancia dal bottone, Mizrachi 3-betta, Dahl va all-in e l’avversario chiama.

Showdown:

Dahl: q 8 6 3

Mizrachi: a 6 5 5

Il board è A-2-3-5-7 e grazie alla coppia di 5 Robert Mizrachi vince il 3° braccialetto WSOP della sua carriera, intascando anche 255.022$. Questo il payout al final table:

1. Robert Mizrachi $251,022

2. Jacob Dahl $155,333

3. Don Zewin $97,185

4. Ryan Himes $70,540

5. Dominick Cuzzi $52,075

6. James Juvancic $39,037

7. Nguyen Tran $29,693

8. Bruce Levitt $22,889

9. Thomas Taylor $17,883

Nella notte italiana si è anche concluso la prima e penultima giornata di gioco nell’evento Hyper Turbo da 1.000$. Come avviene quasi sempre quando si parla di tornei dalla struttura veloce, l’affluenza è stata molto buona, con ben 1.436 iscrizioni nonostante i livelli dei blinds da appena 20 minuti che rendevano il torneo poco giocabile. Una lotteria, l’hanno definita in molti, e se questo aspetto è condivisibile, è altrettanto vero che un evento così rapido e divertente ha attirato centinaia di giocatori amatoriali, rendendo il field molto più facile rispetto alla media delle WSOP.

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Anche per questo sono stati diversi i big schierati e tra quelli che sono riusciti a piazzare la bandierina segnaliamo i nostri connazionali Max Pescatori (140° per 2.016$) e Andrea Vezzani (92° per 2.416$), mentre tra i noti professionisti stranieri arrivati lontano troviamo Dominik Nitsche (76° per 2.985$), Sorel Mizzi (40° per 5.324$), Greg Merson (35° per 6.319$), Jason Mercier (29° per 6.319$), Roberto Romanello (28° per 6.319$) e David Vamplew (17° per 7.599$), che si è fermato a un passo dal final table.

Chi invece riesce a scrivere il proprio nome tra i finalisti è il chipleader Harrison Beach, player di Las Vegas che si presenterà domani per l’ultima giornata di gioco con uno stack di 2.280.000 gettoni, ovvero più del doppio rispetto al suo più diretto inseguitore, il connazionale Ryan Julius. A spezzare il predominio a stelle e strisce al final table troviamo l’irlandese Marc Macdonnell e il russo Aleksandr Gofman. Questo il chipcount ufficiale:

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1. Harrison Beach 2,280,000

2. Ryan Julius 930,000

3. Robert Suer 765,000

4. Matt Woodward 710,000

5. Marc Macdonnell 655,000

6. Kenneth Johnson 650,000

7. John Reading 610,000

8. Aleksandr Gofman 435,000

9. Wayne Boyd 175,000

Questo è invece il payout:

1. $252,068
2. $155,876
3. $98,623
4. $71,586
5. $52,807
6. $39,547
7. $30,048
8. $23,133
9. $18,041

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