Sergio Benso è un uomo di mondo, che vive in Olanda ed è molto spesso in giro per il globo a giocare a poker, ma è un genovese. E, da qualche ora, è diventato il quinto genovese ad aver vinto un braccialetto WSOP dopo Valter Farina, Rocco Palumbo, Giuliano Bendinelli e Matteo Intiso.
Lo abbiamo subito sentito al telefono da Las Vegas, per farci raccontare questa emozione sempre unica.
In questo Articolo:
Sergio Benso e l'intervista premonitrice
Un anno e mezzo fa circa, in un'intervista qui su Assopoker, mi rivelavi di andare a Las Vegas principalmente per giocare cash a Big O e PLO Double Board Bomb Pot. Oggi questi due giochi, più o meno, ti hanno regalato il braccialetto.
Non è esattamente così, perché in questo torneo non si giocava il Bomb Pot ma solo il Double Board.
Vuoi spiegare la differenza per i nostri lettori?
Certo! Nel Bomb Pot si mette tutti quanti un ante e la cosa bella è proprio che è un gioco "tentatore", dove il doppio board induce tanti a non abbandonare il piatto. In questo PLO Double Board si giocava invece standard, con apertura e tutto il resto, dunque c'erano dei frequenti fold preflop che nel Bomb Pot sono assenti.
Dalla delusione del Main Event alla gioia del PLO
Immagino che questo nuovo torneo lo avessi nel mirino da quando è era uscito il programma ufficiale delle WSOP 2026...
Nì, perché ovviamente lo avevo messo tra i tornei nel mirino, ma c'era sempre il Main Event di mezzo. E quest'anno sono rimasto malissimo. Ero arrivato molto bene al day 3, ma in poco tempo ero passato da 360mila a 160mila. Fino ad allora zero rimpianti, però poi è subentrato qualche errore e quando sono uscito ero disperato. Per fortuna, il giorno dopo c'era questo torneo...
Alla fine sei lì da due mesi per giocare queste varianti, o no?
In realtà ho fatto tutto in due tranche. Prima sono stato 17 giorni da maggio a giugno, poi il 12 sono tornato in Europa e il 1 luglio ero di nuovo a Las Vegas.
Il final day di Sergio Benso e la liberazione da...Liberto
Che final day è stato? Non deve essere brutto partire da secondo a 12 left...
In generale, posso dire che in questo torneo mi sono divertito tantissimo, ho commesso qualche errore tra day 1 e day 2, zero al final day. Mi sono presentato con gli occhiali da sole, sacrificando un po' la vista perché le carte a volte le vedevo male, ma mi hanno aiutato a rimanere concentrato.
E non è stato facile, perché dopo mezz'ora era sceso da 3,6 milioni a 1,1 milioni, in un colpo contro Justin Liberto che reputo un giocatore fortissimo. Aggressivo, capace di ottime letture, un tormento da avere al tavolo. Mi sono detto che finché c'era lui di mezzo non avrei avuto una chance di vincere il torneo, ma poi diciamo che mi sono rifatto.
Apro a 200.000 da bottone con a j 3 3 , lui 3-betta a 650.000 e chiamo. Sul flop 3 9 7 lui esce puntando 525.000, io faccio pot per poco meno di 3 milioni lasciandomi dietro circa 100mila e lui ci pensa, poi mi mette ai resti. Andiamo a showdown e lui gira a k k q . Il mio set di 3 regge dopo turn e river e così torno in alto nel chipcount, mentre lui rimane corto e poi sarò sempre io a eliminarlo.

L'heads up e il mal di testa
Ho visto che siete arrivati all'heads up abbastanza presto, ma poi non finiva più. Come è andata?
Sì il torneo è andato via velocissimo da 8 a 2 left, ma poi è stata dura superarlo. Inoltre, con tutti quei double board, le 4 e 5 carte da spillare e gli occhiali da sole, mi era venuto un gran mal di testa ed ero stato abbastanza imprudente a non portarmi nulla. Non posso averne la certezza, ma avrei potuto vincere anche prima. Infatti, a un certo punto ho chiesto una pausa per andare in farmacia a prendere dell'ibuprofene. E nel giro di un'ora era finita...
Sergio, lupo solitario ma per necessità
I colleghi di PokerNews erano sorpresi dal fatto che non avessi una "curva" con cui festeggiare e tu hai spiegato che hai moglie e figlia a casa in Olanda, e che ti ritieni una sorta di lupo solitario. Ma è davvero così?
In realtà no, nel senso che per carattere mi piace molto socializzare e chiacchierare, ma troppe volte avevo visto momenti importanti sfuggirmi di mano. Così, stavolta, ho deciso che era il caso di rimanere concentrato al massimo. In fin dei conti, era da 20 anni che aspettavo questo momento.
Ora sono talmente felice, che chiuderò giocando con due sole carte davanti, nel The Closer, tanto ho il volo di ritorno solo martedì. Per i festeggiamenti ci sarà tempo, ne farò sicuramente una con famiglia e amici in Olanda e una, immancabilmente, a Genova.
Immagine di copertina: Sergio Benso (Jess Beck & PokerNews)


