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Coordinazione delle mani

La coordinazione delle mani e’ la forza relativa della tua mano in confronto a quella dei tuoi avversari, e probabilmente e’ il fattore più importante per determinare se stai giocando una sessione di poker buona o cattiva. Se la coordinazione sta agendo in tuo favore, quando il flop ti dà una mano fortissima, dà ad uno dei tuoi avversari una grossa mano, ma non tanto quanto la tua. In questa situazione dovresti giocare spingendo parecchio per avere l’opportunità di vincere più soldi possibile.

Mettiamo ad esempio che stai giocando a hold’em e ci sono 4 giocatori attivi nella mano, il flop è 9-9-4, e tu hai due 4 in mano. Devi giocare questo punto spingendo con le puntate per due ragioni. Prima di tutto speri che uno dei tuoi avversari abbia un 9. Se è così lui potrebbe rilanciarti, dandoti la possibilità di controrilanciare. Nella situazione ideale chiamerà la tua puntata e continuerà a farlo fino al river, regalandoti molte chips.

La seconda ragione per puntare con questa mano è che se fai check è possible che i tuoi avversari facciano lo stesso. Se poi il turn è un 6 ad esempio, e uno dei tuoi avversari ha in mano due 6 e quindi fa un full più grande, perderai un grosso numero di chips. Uno dei più grandi errori che si possano commettere a poker è quello di far vedere una carta gratis e perdere un piatto enorme quando invece se ne può vincere uno più piccolo puntando.

Se invece il flop è K-J-J e tu hai due K in mano, correrai meno rischi facendo slowplay in questa situazione. È davvero improbabile che il tuo avversario abbia un punto inferiore al flop che si trasforma poi in uno migliore al turn. In ogni caso penso che tu debba comunque puntare. Vincerai in ogni caso più soldi perché, se un avversario ha un jack, quantomeno chiamerà le tue puntate, e potrebbe anche rilanciarti. Devi solo puntare al flop sperando che uno dei tuoi avversari abbia un jack, o ancora meglio che abbia K-J.

Se giochi in slowplay in questa situazione, sprechi la forza del tuo punto. Se fai check al flop con l’intenzione di fare poi check-raise, praticamente rilanciando dirai al tuo avversario che hai un punto enorme e gli darai modo di passare con un jack. Vincerai molti più soldi semplicemente puntando fino alla fine.

In alcuni casi però, fare slowplay con una mano imbattibile è la strategia migliore. Supponiamo che rilanci da media posizione con A-Q di cuori e il giocatore sul bottone del dealer e quello di controbuio chiamano. Il flop è 6-7-2, tutti di cuori. Se il controbuio fa check dovresti fare check anche tu. Se il giocatore di bottone punta allora puoi rilanciare, perché se è in bluff non vincerai altre chip da lui, se ha un colore più basso allora devi puntare a vincere il suo intero stack, e se ha floppato un set (tris con una coppia in mano) allora chiamerà sia il tuo check-raise sia una tua grande puntata al turn, e magari anche un’altra al river.

Se al turn esce una carta che fa coppia con una di quelle del flop dovresti ancora puntare. Le carte a tavola danno così tante possibilità di progetto che il tuo avversario penserà che sei in draw con un asso di cuori in mano, o asso di cuori e una carta che ti ha fatto fare coppia con una di quelle a tavola, o anche due assi di cui uno di cuori. Può pensare che hai tante mani in quest’occasione, a parte il colore “nut”, perciò anche se il turn porta una coppia a tavola, dovresti continuare a puntare con una value bet, sperando che il tuo avversario chiami con una mano peggiore.

Se punti al turn e il tuo avversario rilancia di molto, allora dovresti analizzare la mano. Se punti al turn e lui chiama e poi punti di nuovo al river e lui rilancia, allora dovresti passare perché puoi ragionevolmente credere che lui abbia un full.

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Visto che la coordinazione delle mani gioca un ruolo così importante nel determinare il tuo successo a lungo termine, hai bisogno di vincere più soldi possibili quando gioca a tuo favore, e uno dei migliori modi per farlo è quello di spingere puntado quando hai una mano forte al flop.

13-4-2009

Brandon Adams

Questo articolo è tratto da FULL TILT POKER

"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".