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Fare un deal al tavolo finale: meglio ICM o “chip chop”?

Raggiungere un deal al tavolo finale di un torneo è spesso un’opzione ragionevole, visto che i payout degli MTT tendono ad essere sempre estremamente verticali: non tutti i metodi per  definire un accordo sono tuttavia uguali, e conoscere la differenza può significare portare a casa più o meno denaro.

 

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Solitamente ci sono due metodi utilizzati per calcolare un deal: l’ICM o il cosiddetto “chip chop”. Partendo da una stessa situazione degli stack in gioco in un determinato momento e da uno stesso payout, questi due metodi producono risultati differenti: perché accade, e se è così quale conviene prediligere?

Per spiegarlo, prendiamo ad esempio una situazione di gioco realmente accaduta su PokerStars.com, in cui  quattro giocatori sono arrivati a discutere di un deal al tavolo finale. La situazione degli stack in gioco era la seguente:

  • Giocatore 1: 2.620.291
  • Giocatore 2: 2.089.989
  • Giocatore 3: 1.148.119
  • Giocatore 4: 588.601

Il montepremi residuo da assegnare era pari complessivamente a 64.375 dollari, così suddivisi secondo il payout:

  1. 23.726 $
  2. 17.792 $
  3. 13.345 $
  4. 9.512 $

Come vedremo, un deal secondo ICM tende a premiare maggiormente i giocatori più corti, mentre invece un deal basato sul “chip chop” favorisce gli stack più grandi, e questo è maggiormente accentuato proprio quando la differenza fra i vari stack ancora in gioco è maggiore: questo è un punto da tenere bene a mente quando si decide se propendere per l’una o l’altra opzione.

Per capire come mai questo accade, e perché in generale il metodo ICM è considerato migliore, potremmo immaginare il metodo “chip chop” come una fotografia istantanea della situazione attuale, mentre l’ICM come un tentativo di prevedere che cosa è probabile che accada data la situazione degli stack in gioco.

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Nella sostanza, e prendendo ad esempio il torneo sopra riportato, il metodo “chip chop” dice: “A tutti sono garantiti almeno 9.512 dollari, rimane quindi da assegnare la differenza”. Per questo, si sottraggono ai 64.375 $ del payout 38.048 $ (ovvero 9.512 $ per i quattro giocatori) e si distribuisce la differenza sulla base degli stack in gioco.

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In questo caso la differenza è di 26.327 dollari, e ad esempio il chipleader nel torneo riportato ha poco più del 40% delle fiches in gioco, quindi un deal basato sul “chip chop” gli assegna 9.512 $ più il 40,64% di 26.327 $, ovvero altri 10.699 $. Infatti, un deal basato sul “chip chop” in questo caso specifico risulta così:

  1. 20.212 $
  2. 18.047 $
  3. 14.200 $
  4. 11.915 $

Vediamo quindi come cambia lo stesso deal basato su ICM, e perché. Come detto, il metodo ICM è più complesso, in quanto calcola la $EV di ciascuno stack in gioco tenendo conto del payout originario del torneo: si tratta quindi di una stima di cosa succederebbe nel lungo periodo se tutti i giocatori continuassero a giocare normalmente sulla base della stessa situazione del chipcount.

Nei tornei, quando i bui sono alti, un semplice double-up di un giocatore corto può cambiare le carte in tavola. Per questo, l’ICM distribuisce in modo differente quei 26.327 dollari che dicevamo prima, basandosi su una serie di fattori matematici, ipotizzando che tutti i giocatori abbiano pari skill e partendo dall’assunto che non tutte le fiches in gioco hanno pari valore, ma che il valore di una singola fiches non è costante, ma aumenta man mano che il nostro stack diminuisce e viceversa diminuisce quando il nostro stack aumenta.

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In altre parole, lo stesso numero di big blind “vale un po’ di più” costituendo l’intero stack o gran parte dello stack di un giocatore corto, mentre vale meno nel caso del chipleader, in quanto quello stesso numero di big blind rappresenta una porzione significativamente minore del suo stack, e quindi perdere (eventualmente) quella somma di fiches non intacca nello stesso modo la sua probabilità di raggiungere i premi che contano.

E’ proprio in base a questi principi che un deal per ICM favorisce i giocatori corti e penalizza i chipleader. Non a caso, questo è lo stesso deal basato su ICM:

  1. 18.742 $
  2. 17.757 $
  3. 15.195 $
  4. 12.682 $

Proprio per questo motivo, solitamente chi è chipleader punta ad un deal per “chip chop” o chiede qualcosa in più rispetto a quanto stabilito dall’ICM, mentre chi è corto ambisce al “chip chop” ma sa che non può tirare troppo la corda, perché se il deal salta rischiano di doversi accontentare dell’ultimo posto del payout originale.

Quando insomma vi trovate ad un tavolo finale, fate il vostro gioco, e soprattutto siate consapevoli di quello che vi spetta davvero…