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Fabio “backdoorAK” Peluso: “importante circondarsi di amicizie giuste”

Fabio backdoorAK Peluso
Fabio backdoorAK Peluso

Intervista a Fabio “backdoorAK” Peluso

Il nostro incontro con Fabio “backdoorAK” Peluso, per un’intervista molto interssante di un giovane promettente che recentemente ha raggiunto risultati importantissimi.

Essendo la tua prima intervista per il nostro portale, la domanda di apertura è un must per le nostre “storie”. Mi piacerebbe che ci parlassi un po’ di te, in modo da farti conoscere ai lettori di Assopoker.

“Ciao Andrea e grazie per questa opportunità. Ci tengo a salutare anche tutti gli amici di Assopoker.


Mi presento, sono Fabio Peluso, in arte “BackdoorAK”, ho 28 anni e sono originario del Gargano.


Ho avuto la fortuna di innamorarmi da subito di questo magnifico gioco, che ha accompagnato tutta la mia adolescenza, iniziando dagli studi liceali, per proseguire poi con quelli universitari dove ho terminato proprio l’anno scorso gli studi in economia.

Gli inizi di Fabio “backdoorAK” Peluso

La mia storia pokeristica nasce un po’ come tutti credo, con dei piccolissimi sit&go online, dopo aver scoperto questo gioco nelle partite di Natale a casa di amici. La prima svolta è quando vengo contattato da una mia conoscenza che poi diventerà un mio grande amico, Tony Spina. Aveva aperto il primo circolo di poker dal vivo nel mio paese, e da lì inizia la mia esperienza live. Essenziale come incontro, dato che mi ha dato le prime importantissime nozioni per quanto riguarda il giochino.E sempre da lì, grazie al suo papà Lello, che ci giocava spesso dai pc del circolo, vedo per la prima volta Pokerstars.
Inizialmente giocavo una manciata di mtt durante tutta la settimana, e con il tempo iniziava ad arrivare qualche piazzamento interessante.

Primo punto di svolta, brutto da dirlo, ma è stato proprio quella maledetta. La pandemia. Mi ritrovo a Milano da solo per lavoro, e sono costretto a stare in casa per 3 mesi interi. E lì iniziamo a giocare a ritmi molto elevati, invogliati da quell’enorme flusso di gioco che si era creato e non aveva nulla da invidiare al .com


In quelle scoop arriverà il best money price in carriera. Da lì non ci siamo più fermati. Da qualche mtt alla settimana siamo passati a 15/20 mtt giornalieri.
Altro mutamento radicale avviene quest’anno ad aprile, durante una sessione di poker ero solito visualizzare dirette su Twitch di altri player, e quella sera c’è niente meno che Mustapha Kanit dagli amici di university of gaming, in trasmissione con Filippo Candio. In diretta parlano di un progetto di coaching con la scuola di galb. La cosa mi alletta sin da subito visto che sono sempre stato del tutto autodidatta, e seppur conoscendo tutti i vari software di studio post sessione non ci avevo mai messo mano.

Dopo un colloquio di selezione con Francesco Balzanetti, vengo inserito nel gruppo coaching con Giovanni Russo. Permettimi un saluto a tutti i coach e gli amici della scuola. Abbiamo iniziato sin da subito con Giovanni a colmare questo gap riguardante i vari software di studio e pian piano i risultati che prima erano più altalenanti diventano sempre più costanti.”

Fabio backdoorAK Peluso
Fabio backdoorAK Peluso

Nuovi stimoli

Il tuo nickname è legato ad un trascorso su PokerStars non certamente di primo pelo. Da quanto tempo giochi e come hai scoperto il poker online.

“Come ho anticipato poc’anzi, ho già un trascorso datato su Pokerstars. La prima partita l’avrò fatta nel 2013 se non ricordo male.

Però online ci giocavo già da tempo, perché la mia esperienza è iniziata su people poker. Ricordo le prime partite ai sit&go da €2,5.

Una volta battuti i micro livelli, gli unici ad avere un’affluenza decente, ho iniziato a giocare gli mtt dove le vincite erano più corpose e davano anche più soddisfazioni.

Quindi dopo questo periodo di gavetta su People’s, passo alla Picca Rossa.

Vedo sin da subito che il field rispetto alle altre room è molto più ostico, e questa cosa mi ha dato nuovi stimoli per continuare a schierami e battagliare tutte le sere per essere sempre tra i più belli del .it”

Dal tuo grafico su Sharkscope si evince che le tue vittorie maggiori sono arrivate negli ultimi anni. È cambiato qualcosa nell’approccio del tuo gioco? E se sì, cosa?

“Questo gioco è bello perché è dinamico. Essendo in continua evoluzione, bisogna starci a passo e non trascurare nessun lato.

Il mio approccio tendenzialmente non è mai cambiato, i volumi di gioco invece si.

Essendo un gioco molto ma molto varianzioso, è difficile arrivare giocando poco, quindi bisogna certamente massare per arrivare a questi risultati. Poi ovviamente se ti vengono innestate, quelle piccole accortezze che ti fanno aumentare l’ev a fine anno, è tutto molto più semplice.”

Il Main alle Carnival di Fabio “backdoorAK” Peluso

Quale dei tuoi successi ti è rimasto maggiormente impresso? E perché?

“Il successo che mi è rimasto maggiormente impresso sicuramente risale a questo marzo, alle Carnival Series. Anche se non è stato il best money price in carriera, è sempre bello fare primo su 15000 persone.

Ci siamo portati a casa il mini main event delle carnival, in una interminabile maratona durata 2 giorni”.

Ci racconti gli ultimi risultati su Stars della settimana scorsa?

“Beh che dire. Della settimana scorsa, succede proprio quello che non ti aspetti.

Doveva essere la prima domenica di vacanze dall’online perché ero in trasferta con un amico a Milano per giocare un live a distanza di un annetto.

Superfluo dire che al secondo livello becco un cooler, quindi il mio ritorno al poker giocato dal vivo dura nemmeno un paio di ore.

Tornato a casa la domenica pomeriggio, mi godo prima la partita dei nostri azzurri agli europei e poi starto sessione.

Pian piano divento deep al Sunday Special, torneo il quale prima di questa edizione avevo fatto giusto qualche itm di poco conto.

Con il passare del tempo consolido sempre di più il mio stack per chiudere il primo giorno in testa al count. In concomitanza passo day1 in top 20 anche all’Explosive su Sisal.

Il giorno dopo preso dall’euforia facciamo una piccola review con il coach Francesco Balzanetti e studiamo alcune dinamiche interessanti che potrebbero rivelarsi utili in caso di ft.

Quel lunedì ho scelto di non aprire i soliti 15/20 tornei serali, ma di giocare più focused visto che c’erano in ballo giusto un paio di day2.

Allo special le cose continuano ad andare per il verso giusto. Mi prendo gli giusti spot per continuare a salire uncontested.

Unico piccolo momento di difficoltà quando mi cambiano di tavolo e mi mettono “overbet” in position, stavo cominciando ad accusare il colpo.

Fortunatamente da lì a poco lo busteranno in uno spot molto sfortunato per lui. E da lì ho ripreso coraggio e ricominciato a macinare.

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Nel frattempo l’Explosive giungeva al termine dopo una splashata a 40 left. Dopo qualche ora mi ritrovo fanta deep e chip leader all’ft.

L’occasione era ghiotta, il tavolo presentava per lo più occasionali, fatta eccezione di “maravilla” che è un ex della mia scuola, quindi sapevo che sicuramente mi avrebbe dato filo da torcere.

Il primo rischio ce lo siamo presi a 5 left quando un avversario su cui avevo note che rishovava il valore medio e flattava tutto lo strong ci shova da bb con i 9.

Noi giochiamo con asso fante, e un bell’assone turn ci fa vincere il flip.

A 3 left ci accorderemo per un deal, che mi farà giocare più a cuor leggero e terminare runner up proprio contro “maravilla”. Sono stati momenti molto intensi, ringrazio tutti i messaggi di supporto durante la late dai coach Giovanni e Francesco.”

Il poker Live

Fabio backdoorAK Peluso
Fabio backdoorAK Peluso

Qual è il tuo rapporto con il poker live?

“Per quanto riguarda il mio rapporto con il live, finora ho sempre giocato tornei nei circoli locali.

Ora però stiamo organizzando spedizione per l’IPO a metà luglio con un paio di amici. Sarà il mio primo major per quanto riguarda il poker giocato dal vivo.

Non so dire con certezza se preferisco il poker live o l’online. Ognuno ha i suoi vantaggi, però ci sono 2 osservazioni che vanno fatte.

È difficile trovare lo stesso flusso di gioco nei live e soprattutto non va sottovalutato il lato economico.

Per giocare i live sono necessarie parecchie trasferte che vuoi o non vuoi vanno ad incidere in modo significativo sulla spending.

Però sicuramente sarà molto più bello e rilassante poter interagire dal vivo con gli altri player, perché in fin dei conti dietro lo schermo siamo solo dei nickname. E il poker non è questo.

Grazie al giochino oggi ho tante amicizie che non avrei mai avuto se non avessi continuato a coltivare questo hobby che oggi è diventato un vero e proprio lavoro.”

Pensi ci sia ancora la possibilità di intraprendere la carriera da professionista, oggi come oggi?

“Oggi più che ieri credo sia possibile intraprendere questa carriera.

Con l’avvento di tutti questi software, un giocatore può diventare fortissimo, anche studiando e applicandosi totalmente da solo, comodamente da casa sua.

Mentre per quelli che hanno iniziato già da un po’ come me, credo sia stato molto importante avere la fortuna di avere la giusta cerchia di amici che giocavano ed erano forti, così che ci si poteva confrontare e capire tante cose, dal come correggere i leak a come ottimizzare il proprio gioco”.

Come ti vedi nel prossimo futuro? Pensi di voler giocare a lungo, oppure proverai a diversificare le tue attività e i tuoi interessi?

“Al momento il futuro è ancora abbastanza incerto.

Bisogna capire se i flussi sul .it rimarranno accettabili, altrimenti non escludo un trasferimento all’estero come tanti altri colleghi per giocare sulla dot com.

Per quanto riguarda il diversificare, da un po’ di tempo sto seguendo le cripto valute, proprio come tanti altri poker player. Vediamo potrebbe essere uno scenario interessante.

Grazie ancora a tutti gli amici di assopoker”.

"C'è chi pensa che sia impossibile prendere parte a tutti i tavoli finali dei tornei a cui si partecipa. Questo è vero per tutti. Tranne per chi li racconta".