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“Isaac Haxton? Agli heads-up hyperturbo da 1.000 $ gli danno la caccia”

[imagebanner gruppo=pokerstars] Gli heads-up hyperturbo da 1.000 dollari sono una torta golosa, e così anche giocatori di assoluta eccellenza come Isaac Haxton, Daniel Cates e Ben Tollerene da alcuni mesi hanno provato ad entrare nella ristretta cerchia di quella “division”, tuttavia fallendo in modo clamoroso: a sostenerlo non è qualcuno che parli per sentito dire, ma bensì Bryan “PrimordialAA” Pellegrino.

Lo statunitense in questo campo è un’autorità, potendo vantare molta esperienza in prima persona ed anche la conoscenza di alcuni fra i migliori giocatori al mondo in questa specialità.

Ebbene, Bryan sostiene che da tempo i giocatori sopracitati (e non solo loro) avrebbero cercato con insistenza di riuscire a convincere i regular di quel livello a dividere la lobby con loro: per farlo non basta inviargli una scatola di cioccolatini a casa, ma bisogna battagliare con loro e dimostrare che fare a cazzotti non convenga a nessuno. Peccato che malgrado i loro sforzi, sostiene “PrimordialAA”, neppure un fenomeno assoluto come Isaac Haxton sia riuscito nel risultato sperato.

Ormai Haxton avrà giocato più di diecimila heads-up hyperturbo, forse di più se si considera anche Full Tilt – ha scritto su TwoPlusTwo – malgrado questo, i regular gli danno costantemente la caccia come se fosse l’ultimo dei fish. Un volume del genere non è casuale, e non lo si mette assieme semplicemente giocando nei ritagli di tempo. La verità è che molti di loro hanno provato ad entrare nella division, ma hanno fallito, ed anche piuttosto clamorosamente”.

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Bryan Pellegrino, qui alle WSOP di qualche anno fa: ora è coinvolto in un progetto di staking agli Spin&Go

Pellegrino respinge quindi con forza l’idea che non ci siano riusciti semplicemente perché non ci abbiano provato abbastanza, magari perché il denaro in ballo non fosse abbastanza per loro: “Quello che vi sfugge è che molti di quelli che vedete ai tavoli di cash game high stakes non giocano con soldi tutti loro, ma in quota – sottolinea – così, se confrontate i risultati di un giocatore come Ben Sulsky negli ultimi anni e di uno come SkaiWalkurrr che invece ha giocato sempre al 100% con i suoi soldi, vi renderete conto che il gap che immaginate ci sia in realtà non esiste”.

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Pur senza fare nomi, “PrimordialAA” lascia anche chiaramente intendere che alcuni di questi giocatori lo abbiano pure cercato per del coaching, a dimostrazione di quanto entrare nella “division” degli heads-up hyperturbo da 1.000 $ gli interessasse e come. E non certo per caso.

Secondo i bene informati, infatti, da circa sei mesi tre dei più forti giocatori di heads-up hyperturbo da 1.000 $ hanno lasciato il campo, vale a dire Dan “mrGR33N13” Colman, Johannes “Jossel2008” Meyer e “killuifuplay“. Questo significa che adesso a spartirsi la lobby ci sono meno regular che si prendono tutto il traffico dei giocatori occasionali: ecco quindi che anche per l’elite del poker una sedia attorno a questo tavolo è più che appetibile.

Il problema, sottolinea Bryan, è che ai più alti livelli ormai la competizione è talmente elevata che lo sforzo per avere successo diventa proibitivo anche per professionisti eccezionali, che su profitti nell’ordine di circa 700.000 dollari l’anno più la rakeback (tanto guadagnano i migliori a quei livelli) non ci sputerebbero affatto sopra, neppure quando si chiamano Isaac Haxton.

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