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Jake Cody e quella volta che si è “auto-outplayato” con gli assi alle Bahamas…

Da qualche mese, Jake Cody ha iniziato a produrre dei Vlog piuttosto interessanti. Non si tratta di contenuti esclusivamente tecnici o di intrattenimento leggero come quelli di Doug Polk: il taglio scelto dal PokerStars pro inglese è molto più intimista. Cody ti porta con sè nei suoi viaggi, condividendo con lo spettatore sessioni di gioco, paesaggi ma anche stati d’animo e problemi personali, come quello della depressione che ha dovuto fronteggiare nel recente passato.

Quello che vi proponiamo oggi è però una classica hand review: si tratta di una mano giocata al Main Event del PokerStars Championship di Bahamas, torneo da 5mila dollari che si è tenuto nel gennaio scorso prendendo il posto della classica PCA. Come vedrete, si tratta di un esempio di come gli assi, soprattutto ai primi livelli di un torneo, siano una mano con cui è facile perdere piatti piuttosto grandi.

“Spillo a a da utg e faccio 750 su 150/300, con 45.000 di stack. Chiama un giocatore molto loose sul bottone, con uno stack di circa 40mila, e così i bui.

Flop k 9 2

Un flop che è decisamente buono per il nostro range e non è male anche per la mano che abbiamo realmente. Penso di c-bettare la grande maggioranza delle volte, preferisco evitare il check generale e punto 1600, sia per valore che per proteggere la mia equity. Una bet da metà piatto, che il giocatore sul bottone istantaneamente miniraisa a 3200.

Foldano i bui e il gioco torna a me, che ho due opzioni: sicuramente il fold non è tra queste, anche per il prezzo irrisorio da pagare. Infatti, data la size che ha scelto, il suo sembra il classico raise per scoprire dove è nella mano, la maggior parte delle volte effettuata con varie top pair come KQ-KJ e con qualche flush draw, anche se noi ne blockeriamo una gran parte con l’asso di cuori.

Un’altra domanda a cui dovremmo rispondere è “farebbe questa size – e con questo timing – nel caso di mani forti come two pair o set?” Non è da escludere, anche se lo ritengo improbabile. D’altro canto tendo a escludere di 3-bettare flop, perchè gli faremmo foldare eventuali bluff o gli eventuali KQ che decide di rilanciare sul flop ma folderebbe su ulteriore rilancio, e ciò sarebbe un disastro. Detto questo, chiamo.

Turn 6 .

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Non c’è una ragione al mondo per uscire puntando, così faccio check e lui si adegua velocemente.

River  4 .

Buono per noi, che possiamo ragionevolmente concludere di avere la mano migliore: qualsiasi 2-pair o set avrebbe rilanciato anche turn, e nessuno dei possibili draw si è materializzato.

L’unica cosa da fare qui è capire come estrarre il massimo del valore possibile.
Possiamo fare check e sperare che valuebetti i suoi K (che rimane la carta più probabile per lui) o cerchi di puntare ancora in bluff ma ciò è reso molto meno probabile dal check back sul turn e permettergli di checkare dietro al river significhererebbe perdere il valore estraibile da tutti i suoi K.

Così escludo il check e penso a che size scegliere. Potrei bettare piccolo per farmi pagare da tutti i K e tutte le mani dal valore analogo o inferiore, ma in definitiva tendo a pensare che questo sia lo spot ideale per farla bella grossa.
Se bettiamo grosso ci autopolarizziamo, inducendo l’opponent a inserire molti draw mancati nel nostro range, quindi puntare grosso qui può risultare una scelta abbastanza bilanciata da indurlo al call con qualsiasi K.
Così opto per una leggera overbet e punto 10mila esatte su pot da 9625. Lui snapcalla, io mostro tutto felice i miei assi ma lui gira… 6 4

"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".
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