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Jason Koon: “Rispetto molto i Supernova Elite, io non ce la farei mai”

[imagebanner gruppo=pokerstars] Jason Koon ha appena messo a segno un bel colpo su PokerStars.com vincendo il Super Tuesday per oltre 100.000 dollari: una cifra rilevante anche per un professionista del suo calibro, ma nonostante questo se pensate che si sia lasciato andare ad esultanze smodate potreste rimanere delusi.

“Sono diventato un giocatore a tempo pieno nel 2008, dedicandomi sempre ai tornei, e da allora ho imparato che cosa significano le oscillazioni nei risultati, sia di breve che di lungo periodo – ha premesso sul blog della poker room stessa – vincere è fantastico ancora oggi, ma non più come prima, proprio per la casualità che è insita nei tornei. Se stai con i piedi per terra e ti concentri razionalmente solo sugli aspetti che puoi controllare, la tua carriera come giocatore potrà soltanto essere più felice e più sana”.

Lui stesso rimarca di non essere affatto un grinder ormai, giocando solamente alcuni giorni durante la settimana e concentrandosi esclusivamente sui tornei a buy-in maggiore, non soltanto perché sono quelli che offrono i montepremi più interessanti: “Una vittoria è pur sempre una vittoria, ma non c’è nulla di più bello che vincere contro giocatori preparati – ammette – quello che mi motiva a giocare oggi è la competizione, la consapevolezza che sarò costretto ad utilizzare ogni arma a mia disposizione per vincere“.

Jason Koon

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Un approccio molto diverso da quello della maggior parte dei professionisti, che non possono permettersi un approccio così “rilassato”, impegnati come sono a giocare online col coltello fra i denti per buona parte del giorno, quasi ogni giorno: “Non so davvero come facciano quei giocatori che diventano Supernova Elite – ha ammesso candidamente – io in genere sono molto riposato quando gioco, seguo una dieta rigorosa, mi alleno con costanza, per questo ho un infinito rispetto per tutti quelli che riescono a mantenere certi ritmi per più di 300 giorni l’anno”.

 Ma questo non significa certo che si approcci al gioco in maniera superficiale, anzi: “Ho una routine mattutina molto precisa, e quando devo giocare mi preparo i pasti sempre in anticipo, in modo da non doverci pensare dopo – spiega – il poker è una macchina che può finire col risucchiarti, per questo è importante vivere in maniera bilanciata, essendo grati per quello che si ha, anche quando il giorno prima non hai vinto il Super Tuesday”. Che in fondo è sempre lo scenario più frequente, anche per quelli come lui.