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La dura legge dei tornei da un dollaro

Nei tornei a basso buy-in e con molti partecipanti si vede di tutto, ed arrivare in fondo è particolarmente complicato. Tuttavia, anche in questa jungla i giocatori di maggiore esperienza possono ritagliarsi vantaggi importanti.

Prendiamo ad esempio questa mano, apparentemente banale eppure emblema di una situazione dove molti principianti finiscono per commettere errori.

Fra migliaia di iscritti, sono rimasti in gioco un centinaio di player, e trattandosi di un torneo dalla struttura piuttosto rapida gli stack in gioco sono piuttosto corti, ed al nostro tavolo oscillano fra i sei ed i venti big blinds.

Noi ne abbiamo dieci, e sul bottone spilliamo a 8 . Il giocatore in middle position, che di bui ne ha appena otto, decide di openpushare, tutti foldano fino a noi, che quindi dobbiamo decidere cosa fare.

Non abbiamo particolari informazioni sul nostro avversario, se non che ha già openpushato in un paio di occasioni, pur non venendo chiamato. Hero decide per questo di chiamare, trovandosi opposto a k q e perdendo addirittura contro full, un dettaglio tuttavia irrilevante nella nostra analisi.

Il punto è, con quale range di mani il nostro avversario andrà all-in da quella posizione? Difficile dirlo con precisione, ma in ogni caso è molto probabile che non pushi tanto spesso quanto dovrebbe, riservandosi di farlo con mani almeno discrete e quindi avendo complessivamente buon gioco contro il nostro asso.

Non solo il call rischia di essere EV-, ma preservando il nostro stack potremmo sfruttare situazioni più chiaramente profittevoli, come ad esempio quando ci troviamo in late position e siamo noi ad avere l’opportunità di andare all-in.

In quel caso possiamo farlo anche con tutta una serie di mani peggiori, che però possono vincere il piatto uncontested, una possibilità fondamentale in un torneo quando si deve gestire uno stack ridotto, ma che in una situazione come quella descritta ci è negata. Il fatto che anche gli altri avversari siano short ci garantisce del resto ancora una buona fold equity.

L’ansia che ci fa sentire urgente la necessità di raddoppiare, e il fastidio nel dover passare una mano niente male che avremmo openpushato volentieri, non devono trarci in inganno: difficilmente domineremo il nostro avversario in modo netto, e anzi non di rado accadrà il contrario. Tutte buone ragioni per rassegnarci, a malincuore, ad attendere un’occasione migliore.