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MTT: come ragionare contro un amatore? E contro un bullo?

[imagebanner gruppo=gazzabet] Jonathan Little, al pari di altri giocatori professionisti che frequentano spesso gli MTT dal vivo, si trova non di rado a sgomitare al tavolo fra alcuni dei migliori player al mondo: ecco che allora lo statunitense prova a spiegare come sia utile ragionare contro questi avversari, rispetto ad altri che magari sono semplicemente giocatori amatoriali.

“In un tavolo di $1/$2 dal vivo, malgrado ci possano essere vincenti e perdenti ci si può aspettare che il livello medio sia generalmente basso, perché un buon giocatore si siederebbe a limiti più alti – premette Little – in un MTT come un EPT invece ci si può trovare seduti di fianco ad alcuni dei migliori al mondo, così come a qualcuno che si è qualificato con un satellite e non è particolarmente abile“.

Questo significa che il modo di ragionare di chi abbiamo di fronte sarà incredibilmente diverso, e tenerne conto in modo adeguato – anche nel caso in cui le nostre informazioni siano limitate – diventa essenziale per cercare di trarre il maggior vantaggio possibile da ogni situazione che si presenterà al tavolo.

Jonathan Little

“Ad un tavolo composto da giocatori amatoriali, un professionista potrà miniraisare preflop con un range ampio per rubare i bui rischiando poco, ma questa stessa strategia non funzionerebbe ad un tavolo con altri pro, perché questi ultimi sanno che è necessario e profittevole difendere i propri blinds con un numero di mani superiore rispetto al passato. Per questo, in casi del genere l’entità dei rilanci preflop è aumentata rispetto a prima“.

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Inoltre, Little ricorda come di solito i giocatori amatoriali non pensino affatto in termini di range, e possano quindi reagire  a puntate di entità diversa in maniera differente a quanto non farebbe un professionista, un altro punto da cui trarre vantaggio: “Se immagino che il mio avversario pensi che una piccola puntata sia sinonimo di una value bet, ecco che punterò piccolo in bluff, mentre se invece credo che chiami con un range ampio di fronte ad una puntata piccola a causa delle pot odds, ecco che valuebetterò puntando poco e blufferò con una size maggiore”.

Naturalmente Little sottolinea che in tutta una serie di tornei ci saranno molti professionisti e pochissimi giocatori amatoriali – tipicamente gli High Roller – e che in quel caso scontrarsi contro i migliori diventa inevitabile: “Non c’è nulla di male nel giocare uno stile solido che cerchi di rendere difficile exploitarci – conclude – ma dobbiamo essere sempre consapevoli della nostra immagine, non avendo quindi paura a inscenare un bluff importante quando pensiamo che proprio a causa di quanto fatto in precedenza ci verrà concessa molta credibilità”.