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MTT: una guerra di bui condizionata dall’ICM

Più volte abbiamo sottolineato il peso dell’ICM nel corso del tavolo finale di un torneo: anche questa mano giocata online è un esempio di quanto questo fattore sia decisivo.

Abbiamo appena eliminato un giocatore shortstack, e siamo secondi in fiches con sette players rimasti: tutti sono però piuttosto vicini, ed i bui sono a quota 6.000/12.000 ante 1500.

Noi siamo sullo small blind con 7 7 e 241.000 fiches, ed il chipleader che ci copre di poco è sul grande buio. Tutti foldano fino a noi, e decidiamo di rilanciare fino a 24.000, ma il grande buio per tutta risposta 3-betta all-in, mettendoci in una posizione difficile.

Secondo Grayson “graybone” Nichols proprio per questo è preferibile openraisare all-in, lasciando al nostro avversario la difficile decisione di stabilire che cosa fare: “Con mani come 88+ e AJ+ preferirei raise/callare, ma se lo facciamo con una mano come la nostra dobbiamo renderci conto che con tutta una parte del suo range con cui 3-betta all-in in bluff stiamo in realtà flippando“. Non una bella notizia per noi.

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Nel caso in cui i due avessero potuto contare su qualche big blind in più un’opzione valida poteva anche essere quella di limp/pushare, ma come sottolinea Tyson “tyson219” Ford si tratta di una linea che presenterebbe dei rischi: “Potrebbe semplicemente pushare anziche raise/foldare visti gli stack, oppure limitarsi a checkare mani medie come 9 8 , lasciandoci fuori posizione.Per questo, anche se in generale limp/pushare è un’opzione valida, credo che sarebbe meglio farlo con più informazioni. Non avendone, preferisco rilanciare all-in“.

Non sappiamo poi cosa abbia fatto hero in questa situazione, ma una cosa è certa: adesso è un po’ più chiaro perché raise/callare o raise/foldare non siano le opzioni migliori.

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