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Passione prolungata e resilienza: il metodo dei piccoli obiettivi per raggiungere il grande obiettivo

Al termine della prima parte di questo articolo diviso in due tronconi, avevamo messo l’accento su come Pete Clark di PokerStarsSchool, desse una certa importanza alla grinta, vista come una sorta di spartiacque tra chi diventa un campione e chi è destinato a fallire.

Chip Riffle

Di questa caratteristica ci stavamo per soffermare su due ingredienti fondamentali che ne compongono il nocciolo, la passione a lungo termine e la resilienza. 

La passione prolungata

È possibile migliorare il nostro livello di passione verso il poker? La prima cosa da chiarire è che guardare un campione alle WSOP e fare il tifo per lui, piuttosto che farsi ispirare da un noto professionista, non rientrano in questa casistica. 

Questi due casi possono essere annoverati tra quelli che regalano una scintilla iniziale, o un improvviso innamoramento verso il gioco, ma non serviranno per una carriera intera.

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Un modo per alimentare la passione a lungo termine nel poker è quello di fissare un obiettivo per il quale serva del tempo per raggiungerlo. 

Per i giocatori di poker che hanno una certa grinta, gli obiettivi a lungo termine arrivano dal cuore. 

Cambiare un lavoro che non ti piace, regalare una lunga vacanza esotica alla tua ragazza, diventare il capo di te stesso e ottimizzare il tempo a secondo dei tuoi ritmi per il resto della tua vita. 

Provare a centrare un obiettivo a lungo termine, può significare spezzettarlo in numerosi obiettivi a breve e medio termine. 

Per rendere l’immagine più strutturata è possibile definire tutti gli obiettivi: orari, giornalieri, settimanali e a lungo termine. 

L’immagine complessiva può apparire in questo modo:

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Resilienza

La capacità di recupero nel poker consiste nel riuscire a sopravvivere ai downswing, ai cali di motivazione alle interferenze della vita reale e così via.

Il problema principale sta nel fatto che il nostro subconscio non è disposto ad accettare una sessione perdente. Provando a rapportare il tutto alla nostra vita reale, proviamo a pensare alle malattie che ci impediscono di andare a scuola o a lavoro, a un imprevisto alla macchina, ai problemi familiari con la nostra ragazza. 

La vita continua, dopo qualche tempo dobbiamo rimetterci in piedi. E così va nel poker, se attraversiamo un periodo non esattamente positivo, dovremmo utilizzarlo come carburante per per migliorare. 

La sconfitta può essere positiva per i giocatori resilienti i quali solitamente la utilizzeranno per ispirarli a lavorare meglio per il loro gioco.

Ma perchè i giocatori resilienti ci riescono e altri no? Torniamo al discorso precedente: il loro obiettivo finale per loro è veramente importante.

Pochissime persone riescono a fare qualcosa di importante se non hanno alcun interesse a completarla. 

Poker e Sport Editor
Andrea Borea, nato nel marzo 1973, proviene da un percorso inizialmente lontano dall’ambito umanistico, seguendo gli interessi familiari prima di intraprendere la strada che lo avrebbe portato nel mondo del poker e dell’editoria. Dopo l’ingresso in Assopoker, avvia collaborazioni di rilievo con Luca Pagano per PokerPoker.it e Pagano Events. È stato il primo a bloggare per l’Italia il Main Event delle World Series of Poker da Las Vegas nel 2008 e nel 2009. Ha contribuito alla realizzazione delle collane “Lo sport del Poker” e “I segreti del Grande Poker” per La Gazzetta dello Sport, con cui ha collaborato anche come autore di articoli sul Texas Hold’em, prima di passare a PokerStars.it. Negli ultimi anni ha scritto per diverse realtà del settore, tra cui ItaliaPokerClub, Betfair, PokerStarsNews, PokerStars Learn e Ludos Academy.