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Primo impulso

Primo impulso o riflessione: a cosa è meglio dare retta in una mano di poker

Primo impulso

Primo impulso o ragionamento approfondito

Possono succedere molte cose in una mano di poker che chi non è coinvolto non può vedere. 

In particolare, i processi di pensiero dei giocatori abbracciano determinate dinamiche di cui un semplice osservatore non può tenere conto e viceversa. 

Tra di essi vi è quello di dare ascolto indiscriminatamente al primo impulso o al TP approfondito

Il giocatore olandese Joris Ruijs ha discusso di una mano interessante con PokerNews in cui sia lui che il suo avversario hanno sperimentato proprio questo, con ogni giocatore che si convinceva a fare qualcosa che nessuno dei due sembrava pensare fosse la cosa giusta da fare, almeno all'inizio.

La mano si è svolta al Day 3 del Main Event dell'European Poker Tour Prague del 2019, che si è svolta durante il Livello 19 (5.000/10.000, con un ante di 10.000 pagata dal big blind). 

C'erano poco più di 50 giocatori rimasti, il che significa che il torneo era a buon punto ma erano ancora ben lontani dalle grandi vincite distribuite al tavolo finale.

Ruijs inizia la mano con più di 900.000 

Ruijs ha iniziato la mano con più di 900.000. Il suo avversario nel colpo, Tom-Askel Bedell con circa 600.000, e ha aperto le danze con un rilancio a 23.000 da hijack.

Dal bottone, Ruijs ha spillato k q e ha chiamato. 

La coppia di giocatori ha visto il flop 10 4 j , che ha dato a Ruijs un open-ended straight draw, o se preferite, una scala bilaterale.

Bedell ha cbettato per 26,000 e Ruijs ha chiamato.

Il turn è stato un 5 . Bedell ha puntato ancora per 85.000 e Ruijs ha chiamato ancora una volta.

Il river, un 10 ha accoppiato il board e Bedell ha finito con lo sparare la terza pallottola, questa volta per 90,000 (circa un terzo del piatto). 

Ruijs ha guardato Bedell e poi ha annunciato il suo raise all in, e dopo una lunga riflessione durante la quale Bedell ha farfugliato "Penso che sia un bluff", Bedell ha passato e ha mostrato le sue carte a a .

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Discutendo la mano in seguito, Ruijs ha confessato che all'inizio non pensava di avere una buona mano per il bluff, ma la puntata al river di Bedell sembrava debole. "C'era un piccolo diavolo dentro di me", ha detto con un sorriso malizioso quando ha spiegato la sua decisione di spingere all in.

Proprio come inizialmente Ruijs non pensava che un bluff fosse una buona decisione e poi si convinceva a fare la mossa, così anche Bedell sembrava aver pensato prima di chiamare prima di convincersi a non farlo.

Ecco il video:

Primo impulso miglior modo? Dipende

Alcuni dicono che dare retta al primo impulso è spesso il miglior modo di giocare nel poker, specialmente per i giocatori con esperienza, e che ci mettiamo nei guai solo se lasciamo che i ripensamenti complichino il nostro thinking process.

D’altronde, spesso è anche consigliabile pensare alle opzioni prima di agire frettolosamente, specialmente quando si tratta di situazioni importanti e decisive come questa.

Quali fattori tendono a influenzare il tuo pensiero al tavolo? 

Quali tendono a governare il tuo processo decisionale: il primo impulso o i ripensamenti?

Poker e Sport Editor
Andrea Borea, nato nel marzo 1973, proviene da un percorso inizialmente lontano dall’ambito umanistico, seguendo gli interessi familiari prima di intraprendere la strada che lo avrebbe portato nel mondo del poker e dell’editoria. Dopo l’ingresso in Assopoker, avvia collaborazioni di rilievo con Luca Pagano per PokerPoker.it e Pagano Events. È stato il primo a bloggare per l’Italia il Main Event delle World Series of Poker da Las Vegas nel 2008 e nel 2009. Ha contribuito alla realizzazione delle collane “Lo sport del Poker” e “I segreti del Grande Poker” per La Gazzetta dello Sport, con cui ha collaborato anche come autore di articoli sul Texas Hold’em, prima di passare a PokerStars.it. Negli ultimi anni ha scritto per diverse realtà del settore, tra cui ItaliaPokerClub, Betfair, PokerStarsNews, PokerStars Learn e Ludos Academy.