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Rocco Palumbo contro ‘pads1161’ all’EPT

Rocco Palumbo ha recentemente giocato una mano interessante all’ EPT di Barcellona contro Patrick “pads1161” Leonard, un regular che conosce bene e con cui ha anche scambiato qualche quota in questo torneo.

Leonard, che ha una formazione come giocatore di cash game, ha uno stack di circa 80.000 fiches su bui 150/300 ante 25, e per l’ennesima volta dopo all fold decide di openlimpare da bottone. Lo small blind, che ha circa 35.000 fiches, completa a sua volta ed il giocatore italiano – che invece gioca per 15.000 fiches – checka con in mano 10 8 .

Il flop è k 10 6 , ed i bui checkano a Patrick, che c-betta a 300 su un piatto di 1.000: lo small blind chiama e “RoccoGe” fa lo stesso. Il turn è il 8 , e dopo che i bui hanno checkato ancora una volta “pads1161” decide di overbettare a 3.400 su piatto di 1.900: se lo small blind folda, Rocco decide di chiamare ancora una volta.

Il river è il a , che naturalmente chiude sia eventuali progetti di colore che di scala: di fronte al terzo check di Palumbo Patrick Leonard lo mette ai resti, con l’italiano che ci pensa davvero a lungo prima di foldare: scopriremo poi che il suo avversario nascondeva 8 7 , e che ha deciso di tenere una linea simile in bluff seguendo questo ragionamento.

“Se al flop avessero avuto doppia coppia avrebbero probabilmente rilanciato, o magari chiamato dopo qualche riflessione in più – premette nel thread aperto da Rocco su TwoPlusTwo – visto che avrebbero rilanciato KK e TT preflop e dal momento che ho un otto in mano che riduce le loro combo di two pair turnate penso che questo sia un ottimo spot per me in cui overbettare“.

Al turn Rocco, prima di chiamare, ci ha pensato per un paio di minuti. Queste sono alcune delle sue riflessioni: “Al river non abbiamo mai un colore, perché non chiameremmo con flushdraw al turn di fronte ad una overbet di quel tipo – spiega – potrebbe quindi rendersi conto che una volta al river possa bluffare molto profittevolmente, e magari potrebbe anche andare all-in per valore con mani come A8 o KT, anche se forse questo sarebbe troppo thin”.

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Se c’è chi crede che l’opzione migliore per l’italiano sia quella di andare all-in al turn – lo scrive ad esempio Sam Grafton –  un regular come “pablito_21” pensa che contro il nostro avversario dovremmo chiamare al river, anche se non particolarmente contenti.

“Il suo range è molto più forte ed uncapped del nostro – premette – e di questo lui ne è consapevole al 100%. Inoltre, è difficile pensare che tu possa arrivare al river tenendo questa linea con mani migliori di questa, quindi se foldiamo qui rischiamo di non avere un calling range al river. Infine, mi riesce difficile immaginare mani con cui possa tenere questa linea con valore, non penso che overbetti spesso al turn con flushdraw o che vada all-in con set su quel river. Per questo, contro qualcuno molto bravo penso sia un call“.

Comunque, c’è anche chi critica la linea tenuta da Leonard, giudicandola spewy e non troppo credibile: “Strategicamente rischia di essere un disastro quella linea al turn – puntualizza Sam Greenwood – in quanto entrambi i giocatori sui bui rischiano di avere diverse combo che al turn hanno chiuso il nuts“.