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Rocco Palumbo: “Negli MTT del .it sei +EV praticamente qualsiasi cosa fai”

Mentre Mustapha Kanit fa sfracelli negli High Roller, il suo compagno di squadra nel Team Italy che la scorsa primavera ha vinto il Global Poker Masters, Rocco Palumbo, continua a ottenere ottimi risultati nei tornei di poker online. Talmente ottimi da scalare le classifiche della prestigiosa classifica di PocketFives.

E proprio il noto sito americano ha intervistato il nostro Rocco Palumbo, partendo proprio da ciò che ha combinato negli ultimi anni: “Ho fatto un po’ di montagne russe negli ultimi due anni”, ha dichiarato ‘RoccoGe’, “quindi piazzare qualche bel risultato è importante per me. Sono concento di vedere che ho la continuità giusta per produrre un volume necessario ad ottenere grossi risultati, che sono quelli che mi fanno salire in classifica”.

Attualmente, Rocco Palumbo occupa il 13° posto nella classifica di PocketFives. Tra i suoi risultati più importanti, ricordiamo un colpo da $93.000 alle MiniFTOPS del 2014, la vittoria in un Super Tuesday da $88.000 lo scorso novembre, ma anche un $109 Rebuy su PokerStars, il Sunday High Roller di PokerStars.fr e un Full Tilt Super Sized Sunday.

Rocco Palumbo: “I tornei online in Italia hanno field molto più morbidi”

“Ho sempre voluto grindare solo quando mi sentivo di farlo”, ha spiegato poi il ligure: Questo probabilmente perché vengo dai tornei italiani, dove i field sono più morbidi e dove in pratica sei +EV qualsiasi cosa tu faccia. Questo vuol dire poter aprire quanti tavoli vuoi. La cosa ha funzionato bene per me, per circa cinque anni”.

I tempi, però, sono cambiati: “Il 2016 sarà diverso. Sarà il mio primo anno in cui mi concentrerò di meno sul volume. Cercherò di rimanere sotto i $100.000 di spesa mensili, che per il mio buy-in medio significa circa 700-800 mtt”.

Non che Rocco Palumbo eviterà qualche MTT live, come gli EPT o le WSOP di Las Vegas – dove ha vinto un braccialetto nel 2012, lo ricordiamo. “Quell’anno”, ricorda l’azzurro, “e il successivo grindai live tantissimo, principalmente perché non avevo ancora accesso ai siti .com e dovevo fare un po’ di volume in qualche modo”.

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“Stare lontano dalla famiglia? La cosa più dura”

Rocco Palumbo ha un figlio di sette anni: non è facile girare il mondo per lavoro, sapendo che a casa hai una moglie e un bambino piccolo che ti aspettano. “Tutto quel tempo lontano da casa, quando mio figlio aveva due anni, è stato davvero duro da sopportare. Ma mi raggiungevano (moglie e figlio, ndr) ogni volta che potevano e comunque sapevano che questo è il mio lavoro”.

Il genovese parla proprio del suo rapporto con il figlio: È cresciuto senza conoscere davvero la differenza tra un lavoro d’ufficio e il poker. Ho sempre giocato e lui ha sempre saputo che quello era il mio lavoro. Mi licenziai quando lui era appena nato, quindi non mi ha mai visto andare al lavoro come la maggior parte della gente”.

Oggi Rocco Palumbo si è trasferito in Slovenia, come tanti altri colleghi, per poter giocare sulle piattaforme .com: “Viviamo tutti in questa piccola città appena oltre il confine: c’è anche un bel casinò che organizza tornei di poker. Altri giocatori (come ad esempio Giovanni Rizzo, ndr) hanno scelto Ljubljiana, la capitale: è una città molto bella, un mix tra Vienna e Praga, ma più piccola”.