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Small Ball: come, quando e quanto può servire nel gioco moderno

Small Ball” è un termine reso famoso da Daniel Negreanu, uno dei giocatori di tornei live più vincenti di tutti tempi, che ha intascato in carriera, a oggi, quasi 40 milioni di dollari.

Il Team PokerStars PRO è probabilmente il giocatore che più ha approfondito il concetto di “Small Ball Poker

Intanto vediamo cos’è e come esso possa aiutarci nei nostri tornei. 

La definizione

In generale, lo Small Ball è uno stile di gioco che permette di proteggere il tuo stack in tutti i momenti e, al contempo, di giocare tanti piatti col minimo rischio.

Il classico esempio di una condotta di questo tipo si ha quando al flop sei in posizione e ti trovi d’avanti ad un draw di colore nuts dopo una puntata del tuo avversario. 

L'esempio

Molti giocatori decideranno di volersi giocare il torneo in una condizione di questo tipo che, con due carte a scendere, a seconda delle over cards ed eventuali straight draw a nostra disposizione, potrebbe avere un’equity vicina, o addirittura superiore al 50%. 

Bubble

Lo Small Ball, generalmente, consiglia di chiamare dietro in posizione per poi rivalutare al Turn. 

Secondo i sostenitori di questa teoria, la situazione in oggetto permetterebbe di:

  • Mantenere il piatto basso
  • Proteggere il tuo stack
  • Non polarizzare il tuo Range che rimarrebbe ampio agli occhi del tuo avversario 

Immaginate di avere a 5 su un flop q 8 3 . 

Il nostro range agli occhi di "Villain"

Nel caso in cui decideste per il call, il vostro range percepito presenta una gamma di combo davvero ampia. 

Tutti i progetti, una donna, una mid pair e, in maniera minore, i set e le two pair. 

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Pensate a quante carte possiamo bluffare al Turn, oltre alla possibilità di presentarci “veri”, o addirittura nuts, allo show-down.  

Oggigiorno una strategia Small Ball potrebbe essere di aiuto per il fatto che l’aggressività ai tavoli è di gran lunga superiore a quella di un tempo. 

Sostanzialmente questo enunciato è veritiero, ma è esclusivamente efficace quando abbiamo delle buone carte in mano. 

Basta giocare passivamente e faranno tutto gli altri. 

Diverso è il discorso nel momento in cui siamo card dead per tanto tempo, saremo facilmente attaccabili e potremmo difenderci con difficoltà.

In questo caso, l’unico modo per provare a cambiare la scena, è quello di scendere nell’arena e combattere il fuoco con il fuoco. 

Aspettare una mano forte con l’incedere dei bui non è mai una grande idea. 

Poker e Sport Editor
Andrea Borea, nato nel marzo 1973, proviene da un percorso inizialmente lontano dall’ambito umanistico, seguendo gli interessi familiari prima di intraprendere la strada che lo avrebbe portato nel mondo del poker e dell’editoria. Dopo l’ingresso in Assopoker, avvia collaborazioni di rilievo con Luca Pagano per PokerPoker.it e Pagano Events. È stato il primo a bloggare per l’Italia il Main Event delle World Series of Poker da Las Vegas nel 2008 e nel 2009. Ha contribuito alla realizzazione delle collane “Lo sport del Poker” e “I segreti del Grande Poker” per La Gazzetta dello Sport, con cui ha collaborato anche come autore di articoli sul Texas Hold’em, prima di passare a PokerStars.it. Negli ultimi anni ha scritto per diverse realtà del settore, tra cui ItaliaPokerClub, Betfair, PokerStarsNews, PokerStars Learn e Ludos Academy.