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Scommesse

Adam Todd, il mito delle scommesse e del trading: “con un roll di £200 sono arrivato a £100.000 in 3 anni”

Adam Todd è un mito dei mercati di betting exchange: vi raccontiamo la sua straordinaria storia quando divenne il più vincente nell'ippica inglese.

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15/06/2017 17:03

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Se parliamo di storia del betting exchange, non possiamo non citare una figura mitologica: il trader per eccellenza, Adam Todd.

E’ stato fonte di ispirazione per molti utenti di Betfair negli anni d’oro: i suoi video hanno indicato la strada alla vittoria per molti speculatori di valore. I suoi tip hanno avuto l’effetto di rendere il mercato dell’ippica inglese sempre più difficile ma anche con una liquidità maggiore. Proprio come è successo con il coaching nel poker online. Ha creato uno dei più usati software del settore (BetTrader). Insomma, lui è forse l’uomo simbolo del trading ippico britannico.

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Nei suoi primi 3 anni di attività, Adam ha mosso 50 milioni di sterline di turnover in scommesse scambiate.

Come spesso accade quando si muove una quantità di denaro in modo relativamente facile, i mercati cambiano nel giro di un paio d’anni, ad una velocità sorprendente.

La storia

Adam ha iniziato in maniera seria a speculare sull’ippica inglese nel novembre del 2002: “il primo anno guadagnai 40.000 sterline, partendo con un bankroll di 200 pounds. Non avevo alcuna conoscenza di corse di cavalli e vincevo una media di 9 gare su 10. A volte non chiudevo neanche un giorno in perdita”. Sul sito RacingTraders, Todd documentò i suoi straordinari risultati ottenuti negli anni 2003, 2004 e 2005. Nel triennio vinse ben 100.000 sterline. La cosa incredibile è che partì con un bankroll di sole £200.

I falsi miti sul trading sportivo e sull’ippica

La sua storia però potrebbe essere fuorviante, anzi lo è stata per anni, “ingannando” molti scommettitori amatori, non per una sua colpa specifica. Le sue parole – indirettamente – hanno creato falsi miti e delle leggende sul conto di Betfair e sul trading.

Betting Exchange: confronto tra oggi e 20 anni fa

In realtà, nei primi anni 2000 i mercati erano molto facili, ricchi di fish e gamblers di vario tipo. 20 anni fa, non serviva avere una conoscenza specifica sull’ippica, il tennis o lo sport oggetto delle scommesse, era necessario essere bravi nel programmare i software e molto disciplinati nel trading e nello scambio delle quote. Aspetto ancora oggi fondamentale. Ma nel betting exchange è diventata oramai una guerra al centesimo, come nel betting del resto.

Come potete capire, tutto è cambiato alla velocità della luce. Certo nel trading live forse vi sono dei margini migliori rispetto al betting tradizionale, ma bisogna conoscere molto bene i mercati.

A 28 anni senza un soldo in tasca

E’ comunque diventato molto più difficile trovare un edge nel mercato dell’ippica. E’ curioso – in tutti i casi – conoscere la storia del re di Betfair: “ho viaggiato per molto tempo nella mia vita ma sono tornato a casa nel novembre del 2002 dai miei genitori. La festa era finita ed ero senza lavoro, un posto dove vivere e un soldo in tasca. La musica doveva cambiare”.

La sua scoperta fu molto casuale: “la prospettiva di dover lavorare mi intimoriva ma ogni giorno si avvicinava sempre di più. Mio padre mi fece vedere un sito interessante dove era possibile scambiare quote con altri scommettitori. Si trattava di Betfair.com”.

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Background da traders di futures

“Ero stato sempre interessato ai sistemi applicati al gioco d’azzardo ed al mercato azionario. Il mio background come traders di futures si risvegliò immediatamente…”.

“In apparenza Betfair non era diverso dai mercati finanziari, l’unica differenza era il titolo oggetto degli scambi. Invece di comprare e vendere azioni o obbligazioni, la gente scambiava scommesse su eventi sportivi. Bancavo (scommettevo contro) un evento ad una quota bassa e poi lo puntavo quando le odds si alzavano, tutto nel breve termine quando prevedevo uno spostamento dei prezzi in tale direzione“.

Differenza tra Betfair e mercati finanziari

I vantaggi del betting exchange erano diversi. Non vi dico quanto fosse facile per chiunque iniziare, apprendendo le regole base a buon mercato. Mi colpì perché era una borsa povera, accessibile a chiunque in maniera immediata. Anche la loro struttura sulle commissioni era migliore rispetto ai mercati finanziari. Betfair infatti preleva una commissione (in genere sul 5%) solo sulle vincite e non sul turnover”.

La strategia base per imparare

Per capire il funzionamento Adam seguì una strategia che potrebbe servire da esempio a molti scommettitori amatori: “imparai alcune strategie solo rischiano pochi centesimi ma capii subito le potenzialità: potevo fare trading online in qualsiasi parte del mondo. Mio padre poi mi caricò 200 sterline e da quel momento è iniziato tutto”.

Nella prossima puntata Adam Todd parlerà del suo approccio al mercato e delle strategie che utilizzava.

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