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Gianluca Landi: “per diventare dei buoni sport trader, non dovete avere l’ossessione per il denaro. Ecco come opero!”

In questa intervista esclusiva, il noto trader italiano Gianluca Landi parla di tutto: scalping, mindset e metodi per essere vincente nel Betting Exchange.

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19/12/2019 15:13

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Nel nostro tour tra i principali trader italiani (e stranieri), non potevamo non intervistare Gianluca Landi: è stato uno dei primi storici promoter del Betting Exchange – Trading Sportivo nel nostro paese.

Laureato in Ingegneria meccanica all’Università di Pisa (con specializzazione in organizzazione aziendale) Gianluca ha iniziato nel mondo del lavoro nel settore finanziario ma nel 2007 ha conosciuto il Betting Exchange ed è stata una folgorazione: “da quel momento ho iniziato a studiare da solo giorno e notte”.

Quattro anni dopo la svolta non solo come sport trader: decide di diventare imprenditore ed investire nel settore.

Sono gli anni d’oro del poker, proliferano coach e scuole, ma se l’Exchange in Inghilterra è una realtà consolidata da un decennio almeno, in Italia non esiste offerta (d’altronde è un gioco che non è stato ancora regolamentato). Così il trader ligure decide nel 2012 di creare il primo sito (Betting Exchange Italia) che parla di punta e banca e delle varie strategie. Capisce le potenzialità del mercato ed investe tempo e risorse sulla formazione.

Da quel momento la sua attività viene implementata anno dopo anno e la sua platea si allarga mentre il mercato italiano cresce (anche con l’ingresso ufficiale di Betfair sul .it). Nel 2019 la liquidità è in forte crescita grazie anche all’arrivo di influencer dalle scommesse, forse siamo ad un punto di svolta, si spera positiva. Ed è un piacere poter capire da Gianluca quanto sia cambiato il mondo dell’exchange in questi ultimi anni ma è importante anche farsi spiegare da lui, quale sia l’approccio giusto che gli aspiranti sport trader devono seguire, prima di tutto per non farsi male ed imparare.

 

Sei uno dei trader e promoter italiani che opera da più tempo nel betting exchange nel nostro paese. Come è cambiato il mercato da quando hai iniziato? Quali sono le differenze più marcate?

Quando ho iniziato ufficialmente in Italia con il primo sito nel 2012 eravamo davvero in pochi a parlare di Trading Sportivo e c’era carenza d’ informazione. Adesso si sono avvicinate tantissime persone senza scrupoli che utilizzano tutti i mezzi per cercare di illudere le persone che è facile fare grandi “vincite” e promettono strategie miracolose così come accade in tutti i settori.

 

Qual è secondo te il primo passo che deve fare un aspirante sport trader?

Consiglio a tutti di studiare, leggere molto e non farsi abbindolare da screen di vincite mirabolanti o da parole, perché riuscirete a diventare bravi trader quando non avrete più l’ossessione del denaro da raggiungere a tutti i costi in quanto i soldi vanno visti come una gratificazione di un lavoro svolto correttamente e arrivano come conseguenza: la fretta è una cattiva consigliera.

 

Ma rispetto ad i primi anni come è cambiato il modo di fare trading?

Adesso, rispetto a quando ho iniziato nel 2007, ci sono moltissimi nuovi software, siti di statistiche, di aggiornamento quote e nuovi tool che hanno reso la vita di noi trader più semplice ed agevole. Il lavoro di scelta delle partite e di monitoraggio live si è notevolmente semplificato e si hanno opportunità prima impensabili.

 

Come ti sei evoluto come trader? So che hai iniziato nello scalping.

Ho creato, per esempio, il mio Alert Goal by Gianluca Landi che mi avvisa quando un goal sta per essere segnato e ho spostato parte della mia operatività sugli over live o sui lay the draw. Io sono nato e devo tutto allo scalping e No Goal e quindi come puoi intuire solo questi nuovi strumenti mi hanno consentito di cambiare parte della mia operatività.

 

Come giudichi la liquidità oggi in Italia? Interessante o ancora troppo inferiore ai mercati esteri? Per fare scalping il mercato italiano è pronto?

La liquidità nel mercato italiano è notevolmente aumentata nel corso degli ultimi due anni e adesso è più che sufficiente per operare con le strategie e mercati più utilizzati. Sulle partite dei campionati top e specialmente la serie A abbiamo una liquidità che consente di fare anche scalping con le dovute attenzioni e con stake non elevati in quanto quando si deve uscire dalla posizione la liquidità tende a sparire.

Sulle partite dei campionati inferiori o di Nazioni secondarie non è assolutamente possibile fare scalping in quanto lo spread punta / banca è troppo elevato e quando si è sul mercato non si ha poi la possibilità di uscire e si ha una perdita.

Chi inizia questa attività ed entra in puntata vede già un importante red up dovuto allo spread e giustamente si spaventa. Nei mercati esteri e soprattutto su Betfair .com la liquidità è ovviamente molto maggiore ma non possiamo paragonare un mercato “aperto a tutto il mondo” con un mercato solo per noi italiani.

 

Come hai visto cambiare il mercato internazionale?

Devo dire però che anche all’ estero la liquidità rispetto a circa 5-10 anni fa in molti campionati è diminuita per le restrizioni e la chiusura da parte di Betfair a cittadini di diverse nazioni importanti.

 

Cosa pensi dell’atteggiamento dell’opinione pubblica che fa di tutta l’erba un fascio e ritiene anche l’exchange gambling, quando sappiamo benissimo che è uno skill games al 100%?

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Mi auguro che si possa comprendere che il betting exchange ed il trading sportivo non sono un “gioco d’azzardo” ma un “gioco d’abilità” come il poker e di conseguenza finisca questa caccia alle streghe. Si deve vedere questa attività come una forma di investimento e non come gioco d’azzardo perché si utilizza l’abilità, le statistiche, il risk management e non il caso e la sorte.

 

I trader e scommettitori si dividono tra coloro che operano per valore (value bets) e chi invece guarda più alle dropping odds? Tu a che “parrocchia” appartieni?

Io guardo soprattutto le value bet prima di studiare una qualsiasi operazione di trading sportivo. Come prima cosa guardo con Betpractice che le quote abbiano un valore e solo dopo mi metto a studiare la partita con una serie di siti o software che possiedo.

Guardo anche come si sono mosse le quote a partita iniziata di quel determinato mercato utilizzando gli spread asiatici in modo da vedere se anche quest’ultimi confermano la mia analisi. Se tutto è confermato allora entro con maggiore sicurezza e tranquillità sempre seguendo il live ed eventualmente aggiustando la posizione.

 

Quali sono le strategie che ritieni più affidabili quando operi nell’exchange?

Grazie per questa domanda che mi serve per ribadire che non sono importanti le strategie che si usano, ma è fondamentale il giusto approccio mentale ed il metodo che si usa per operare nel trading sportivo.

Faccio un esempio. Entrambi facciamo il No Goal pre-match e dopo 30 minuti guardando la partita decido di fare green up e chiudere la posizione sullo 0-0. L’altro trader rimane dentro anche quando non ci sono le condizioni e la partita finisce 2-1. Abbiamo fatto la stessa strategia ma il risultato è stato opposto. Le persone devono capire che è fondamentale studiare la partita, avere un metodo ed usare sempre una gestione del denaro corretta e improntata ad un appropriato risk management. Le strategie sono tutte valide se si ha un metodo ed una gestione del denaro oculata. Concentratevi di più sul mindset e meno sulle strategie.

In questo video Gianluca spiega come funziona il tool TXOdds:

Sei un esperto coach: quali consigli dai di solito ai tuoi allievi e quali sono gli errori che noti con più frequenza tra gli aspiranti trader sportivi?

Dico a chi inizia che per diventare bravi ci vuole il giusto tempo e non si può pensare o pretendere di diventare ottimi sport trader in pochi giorni in quanto le scorciatoie non esistono.

Bisogna prima di tutto studiare e impadronirsi della materia e poi sapersi gestire soprattutto in live, davanti il monitor. E’ qui che si incontrano i problemi. All’inizio consiglio di fare il classico paper trading o iniziare con uno stake limitato in modo da non pagare cari gli errori fatti nella prima fase e solo dopo che ci si sente sicuri di iniziare con soldi reali.

 

Dico sempre ai miei allievi che nel nel trading sportivo tutti possono riuscire, perché qui dipende solo da loro stessi. Questo è un mercato dove abbiamo tutto a favore e quindi per riuscire è solamente questione di tempo, volontà e determinazione. La variabile da considerare è una sola cioè il goal, i grafici delle quote vanno in un’unica direzione e le commissioni si pagano in forma percentuale solo sui profitti fatti. Che volere di più?

 

Tu affermi che conta molto il mindset, ma uno degli aspetti mentali più difficili per un trader alle prime armi è quello di accettare le perdite. E’ forse la parte più difficile?

Mi sforzo di fare comprendere che la perdita fa parte del trading, così come della vita e quando si è dalla parte sbagliata bisogna chiudere l’operazione senza pensarci sopra e ripartire come nulla fosse successo. Non ci si deve esaltare quando abbiamo una serie di giorni positivi, come deprimere per un paio di giorni negativi. Lo sport trader deve sempre trovare il giusto equilibrio in quello che fa e lo deve sempre mantenere durante il live. E’ fondamentale non trovare mai alibi come il VAR, l’arbitro, la sfortuna etc in quanto tutto quello che facciamo è sempre e solamente colpa nostra senza se e senza ma. Solo così si diventa sport trader di successo e si può vivere di questa professione.