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CLAMOROSO! House of Lords: “stop ai ban dei bookmakers agli scommettitori vincenti o interverremo”

Si preannuncia una rivoluzione nel mondo delle scommesse britanniche? Il ban di massa operato dai bookmakers inglesi (solo 20.000 account in UK) ha sollevato le proteste dei bettors ma anche l'indignazione da parte dei politici. La House of Lords è pronta ad intervenire per rendere il rapporto tra book e scommettitore più equo.

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09/02/2018 16:30

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Il 2017 nel mondo del betting britannico (ed anche spagnolo) è stato l’anno dei ban di massa, soprattutto nell’ippica, da parte dei bookmakers inglesi che non hanno esitato a colpire parecchi scommettitori vincenti. Un fenomeno che solo in UK ha riguardato oltre 20mila account mentre a Madrid è stata presentata una class action contro un noto brand d’oltre Manica.

Ne è nata una disputa accesa con i consorzi/associazioni/forum dei punters che hanno presentato reclami, mettendo in dubbio la credibilità dell’industria del betting britannico, libera di poter pubblicizzare i propri prodotti ma di limitare il gioco dei vincenti senza alcuna regola o criterio reso pubblico.

La disputa è ritenuta, dai politici britannici, di fondamentale importanza per preservare un settore che nel Regno Unito, è visto come una risorsa ed una vera e propria industria legata soprattutto al mercato dell’ippica e del football.

Commissione House of Lords

Al momento vi è uno studio in corso da parte di alcuni parlamentari e si sta analizzando il problema in una commissione dell’ House of Lords, prima che la questione possa essere discussa in aula, con un probabile disegno di legge che regolamenti i rapporti tra betting company e i loro clienti.

I rappresentanti dei bettors e dei bookmakers hanno discusso davanti ai membri di questa speciale commissione che è coordinata da Lord Lipsey, il quale, al termine dell’ultima sessione di lavoro, ha mandato un messaggio forte ai bookies.

I bookmakers sono stati invitati a “prendere una decisione” in merito alle limitazioni e ban degli scommettitori. Sembra un ultimatum.

Finirà come con le FOBTs?

Lord Lipsey ha tirato una bella frecciata riportata dall’autorevolissimo The Guardian (tabloid d’inchiesta indipendente): “ho la sensazione che la questione finirà come con i fixeds odds betting terminals”. Le FOBTs sono dei terminali di gioco posizionati nelle agenzie di scommesse, una sorta di slot machines, molto redditizie per le gaming company.

Il Governo è intenzionato a imporre un limite di puntata pari solo a 2 sterline nei negozi di scommesse per questi terminali di gioco.

Il rappresentante della House of Lords, ha fatto intendere in maniera chiara che se i bookmakers non fermeranno le restrizioni sui conti gioco dei punters vincenti, il Parlamento interverrà con una legge ad hoc.

“I bookmakers devono saper gestire questa situazione” ha detto. “Dobbiamo tutelare i vincenti, non denigrarli, se vogliamo che le corse e le scommesse crescano”.

Gestione del rischio superficiale

In Gran Bretagna da tempo è diffusa la convinzione che la gestione del rischio dei bookies in generale non sia così attenta. E’ stato messo in dubbio la capacità di molti quotisti ma soprattutto il sistema generale: molte betting company si sono trasformate in società di marketing molto abili nel promuovere l’apertura di conti e nel stimolare il player a puntare, ma la gestione del rischio è spesso delegata a società esterne che offrono quote molto standard, a volte anche spregiudicate. Le odds non possono andar bene per tutti i mercati.

Il gioco tra scommettitore e book è equo in UK?

Con lo strumento di limitare le puntate per i vincenti (o di bannarli), il “book” limita così il rischio: guadagna dai perdenti e stronca il gioco vincente. I migliaia di account bannati in un sol colpo hanno però sollevato la questione. Alla fine in Gran Bretagna il gioco è equo?

Per gli scommettitori, ma anche per i politici, questa condotta non è assolutamente equa, dal momento in cui il book è libero di pubblicizzare i propri prodotti ma anche di bannare chiunque senza alcuna regola da rispettare.

E’ molto probabile che il settore sia vicino ad una rivoluzione. Il motivo è semplice: secondo i media britannici (in particolare il Guardian), la lobby dei bookmakers (storicamente molto potente), non è più così influente in Parlamento come lo era un tempo.

Si potrebbe raggiungere, in una prima fase, un compromesso con le società di scommesse che saranno costrette a pubblicizzare i termini e le condizioni del contratto, specificando che il bettor è esposto al rischio del ban o della limitazione delle puntate.

Il punto di vista dei bookies

Richard Flint, amministratore delegato di Sky Bet, ha commentato: “l’industria del gioco d’azzardo in UK non gode di buona reputazione. I bookies dovrebbero migliorare nella comunicazione dei rischi di essere limitati o bannati riguardo al cliente. Sky Bet però ha solo una piccola percentuale di clienti che è stata colpita da alcuni provvedimenti. Il 97% gioca senza restrizioni anche se le scommesse sulle corse dei cavalli stanno crescendo in maniera esponenziale”.

“Contrariamente al mito – afferma il CEO di Sky Bet – non chiudiamo conti semplicemente perché un cliente sta vincendo”. Ed allora perché lo limitano? Mistero, i forum dei punters (ascoltati dalla commissione) non la pensa allo stesso modo e più di 20mila account sono stati bannati, casualmente appartenevano tutti ai giocatori vincenti.

 

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“Gestiamo un’azienda non un servizio pubblico e lo facciamo ottenendo un successo commerciale. Dobbiamo avere la possibilità di dire no ai clienti che riteniamo non siano redditizzi per noi nel lungo termine”.

Ban alla velocità della luce con un paio di value bets

Il problema è la velocità con la quale il bookmaker banna i bettors più skillati: a volte, sul mercato co.uk (o .com) bastano un paio di value bets ben piazzate e scatta subito la limitazione della puntata.

Richard Flint ha anche fatto capire che regole diverse comporteranno un’offerta diversa: verranno meno le “best odds guaranteed”, speciale promozione che va molto in voga nell’ippica inglese.

Il problema sono stati però i ban di massa che si sono verificati nel 2017. Lo sottolinea anche il direttore del Racing Post (una sorta di bibbia per l’ippica britannica): “sono stati colpiti troppi giocatori, cosa mai successa. E’ necessario un giusto accordo tra le due parti”. In molti sono convinti che il rapporto non potrà più essere così sbilanciato per il banco. Se non si cambia, l’ippica inglese e lo sport book in generale perderanno credibilità e consensi tra i clienti. Se il settore non troverà la forza di auto-regolamentarsi, con ogni probabilità, il Parlamento interverrà con la scure attraverso una nuova legge per disciplinare le procedure sui ban e sulle limitazioni di puntata.

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