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Scommesse

La vittoria dei pro contro i gamblers con Mayweather. A Londra uomo perde £100.000 ma c’è chi incassa mezzo milione!

Come funziona il mercato del betting? Come si modificano le quote e si crea valore per i pro? L' esempio l'abbiamo ottenuto alla vigilia del match Mayweather-McGregor.

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03/09/2017 12:30

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Dan Bilzerian ed altri poker pro non sono stati gli unici a poter festeggiare dopo l’incontro del secolo tra Mayweahter e McGregor: un bettor è riuscito a fare il colpo grosso e vincere mezzo milione di sterline dopo aver scommesso 20mila pounds, per avere puntato sul decimo round come punto di rottura del match (Ko tecnico).

C’è invece chi ha perso una scommessa da 100.000 sterline dopo aver confidato nel colpo a sorpresa del 29enne irlandese. Si tratta di un gambler di Londra.

Come funziona il mercato del betting

Le scommesse registrate alla vigilia dello scontro del secolo tra Mayweather e McGregor dimostrano come funzioni (ai massimi livelli) il mercato del betting e come i professionisti riescono a vivere (e trovare valore) grazie all’azione dei gamblers amatori, proprio come nel poker.

Perché hanno scommesso tutti su McGregor

Sull’ irlandese, al suo primo incontro di boxe, si erano concentrate il 90% di bets, per due ragioni:

1) molti gamblers amatori erano attratti dalla quotona: se punti €10 euro ne vuoi portare a casa almeno €50 (€40+€10) e per questo sono andati tutti sull’irlandese, senza ragionare o fare due calcoli elementari sulle effettive probabilità di vincita dello sfidante e se sulla quota ci fosse o meno valore.

Mentre su Floyd Mayweather al massimo, se eri fortunato, ne vincevi €2.50/€3, con una puntata standard di 10 euro.

Quindi potete capire perché i bettors hanno preferito l’irlandese, credendo che ci fosse value sulla quota (5) solo perché era più alta. In realtà non funziona proprio così e quella quota era troppo bassa: un lottatore (abituato a combattere solo per 25 minuti) non riuscirà mai a vincere il 20% degli incontri dinanzi ad un campione del mondo di boxe in carica, sulla distanza di 12 round e in uno sport non suo.

2) la seconda ragione è che gli appassionati di MMA (arti marziali) hanno puntato in blocco sul loro idolo, a prescindere da ragionamenti sulle quote e sul relativo valore ed hanno totalmente sfalsato il mercato (a vantaggio dei professionisti).

Il rischio su McGregor (circa £250 milioni)

Se il numero di bets era su McGregor, i volumi erano concentrati su Mayweather (seppur a rischio basso per il banco) e questo particolare vi farà capire su chi hanno bettato i pro.

In questo caso, però il rischio era tutto sbilanciato su McGregor ed i bookies sono dovuti intervenire ed alzare di qualche centesimo la quota di “Money” per attirare gioco su di lui ed equilibrare il banco. Operazione riuscita solo in parte visto che se avesse vinto Conor, i bookies avrebbero perso circa 250 milioni di sterline (fonte William Hill).

Quando la quota su Mayweather è cresciuta si è creato valore e sono intervenuti i professionisti che, potendo contare su grossi roll, hanno investito parecchi soldi sul 40enne campionissimo di boxe, cercando di sfruttare l’occasione, investendo e confidando in un roi che è arrivato (per i più abili) fino al 30% (la quota è cresciuta a 1.30 prima di calare di nuovo a 1.25).

Per qualsiasi pro, contano due condizioni  per agire

  1. quando c’è valore (a prescindere dall’entità della quota)
  2. puntare una somma importante ma rispettando il proprio bankroll (fondamentale, per questo vanno di moda i sindacati dei bettors)

La fortuna dei bookies (e dei professionisti)

Sia i bookmakers che i professionisti (pochi) devono le loro fortune agli scommettitori della domenica che si improvvisano in un mercato che pensano di conoscere ma che, in realtà, si rivela un terreno ostico per loro. E sono una fonte di business non solo per gli allibratori ma anche per i pro che senza i giocatori d’azzardo che scommettono ogni week end in multipla (con lenzuoli infiniti di risultati) non avrebbero pane per i loro denti, perché non esisterebbero né i bookmakers né il mercato del betting in generale. E’ in un certo senso come il poker. Senza l’amatore non esisterebbero neanche i players professionisti.

Puoi essere anche un super esperto dello sport ma se non conosci le dinamiche del betting nel lungo periodo sarai tagliato fuori. Se betti su un evento (per te probabile) ma con la quota sbagliata, non hai edge sul mercato.

In generale, i gamblers, attratti dalla quotona, puntano sulle odds più alte, pensando che ci sia valore ma nella maggior parte dei casi sbagliano, è l’esatto contrario. Abbiamo pubblicato ricerche con campioni di bets infinite che dimostrano esattamente dove in genere è concentrato il valore (i payout medi più alti sono sulle short odds). In genere, infatti, la maggioranza degli scommettitori della domenica punta sulle quote più alte (in singola) e sfalsa il mercato a vantaggio dei favoriti.

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