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Strategie vincenti e perdenti nelle scommesse e nel Betting Exchange

Sei condizioni essenziali per giudicare e far funzionare le tecniche più note nel betting exchange e nelle scommesse: il fattore soggettivo è comunque decisivo, a prescindere dalle strategie.

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29/05/2020 07:13

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Durante la mia quarantena maltese forzata ed astinenza dallo sport, ho avuto modo di poter visionare decine e decine di video in inglese ed italiano sul Betting Exchange e le scommesse in generale, leggere libri e materiale online più o meno interessante, grazie al lavoro di molti traders, alcuni addirittura gratuiti.

Non mi sono fatto condizionare dai nomi più o meno importanti. Il mio tempo l’ho dedicato sia alle considerazioni dei professionisti di settore come Dan Weston (sempre utile studiarlo per fare trading nel tennis) o altri guru dell’ippica britannica, ma ho dato spazio anche a video di ragazzi che solo da qualche anno si approcciano a questo mondo, perché ogni spunto o punto di vista può essere molto interessante e può anche ispirarti a mettere a punto qualche tecnica tua particolare.

L’esperienza in questo mercato è fondamentale ma anche la freschezza mentale che solo i giovani possono avere.

E’ importante ascoltare le riflessioni di tutti ma poi filtrarle con il tuo grado di esperienza e di conoscenze.

Ho seguito molto il dibattito sui social, Youtube ed altre piattaforme sulla sostenibilità delle strategie vinenti/perdenti nel betting e nell’exchange.

Oramai basta qualche minuto (a volte secondi) per capire se una tecnica può essere sostenibile nel medio-lungo periodo o pure no e vorrei condividere a beneficio dei meno esperti alcune mie considerazioni.

In altri casi invece è necessario fare dei test o delle sperimentazioni-simulazioni anche per mesi. Ma avere un database di risultati e uno storico delle quote può aiutare molto. Alcuni software in UK e Malta (per esempio BetAngel) forniscono anche dei tool per le simulazioni molto utili.

Penso che nel trading sportivo, l’apertura mentale e il continuo aggiornamento siano parti essenziali dell’attività, l’unico modo per progredire e una delle condizioni necessarie per battere i mercati, visto che alla fine nel betting exchange devi sfidare ogni giorno trader sempre più preparati, mentre nel mercato del betting devi cercare di sfruttare alcune falle fisiologiche dei mercati (il tempismo è tutto per battere i bookmakers ma gli spazi sempre più ristretti).

Premesso che nella terza puntata metterò a confronto il livello tecnico tra traders italiani e britannici e mi soffermerò sulla mentalità dei nostri traders, in queste settimane ho seguito anche il dibattito sulla sostenibilità o meno di alcune strategie. E da qui che vorrei iniziare.

Ho visto video e letto analisi e critiche a strategie in questo periodo, molto spesso che partivano da concetti sbagliati: nell’analisi critica si sosteneva che queste strategie non rispettassero la proporzionalità tra potenziali profitti/potenziali perdite, non calcolando gli stop loss. In sintesi, negli esempi si applicavano gli stop win (e si mettevano nel conto) ma non gli stop loss. Atteggiamento incoerente. Errori non proprio banali.

Ma quali sono le variabili che rendono una strategia vincente o perdente?

Betting Exchange: proporzionalità tra profit e perdite potenziali

Nel valutare le strategie, uno degli aspetti più palesi ed interessanti è quella di valutare sempre la proporzionalità tra guadagno potenziale e perdita potenziale. Se il rapporto è tipo 1:7 (come nell’esempio fatto prima), nella vostra testa deve scattare una lampadina rossa. Qualcosa non va e nel lungo periodo pagherete (agli altri trader o bookmakers).

A meno che non vi siano delle eccezioni, ad esempio che quella operazione sia Ev+, per esempio dovrebbe essere 15  (6,6%) invece di 8 (12,5%). Ma è difficile fare valutazioni del genere ed inoltre dovete stare molto attenti alla gestione delle vostre risorse, del vostro bankroll. E si tratta di eccezioni, value bets del genere sono difficilissime da scovare.

 

C’è valore atteso? Il timing

Io rimango dell’idea che bisogna essere molto elastici e conoscere ed applicare tecniche a seconda delle situazioni che si vengono a creare sia live che prematch. L’apertura mentale è fondamentale ed anche il tempismo.

Il timing d’ingresso è decisivo. Bisogna saper distinguere quando si creano situazioni favorevoli durante un evento. In questo senso il trader/coach William McCoist ci dà uno spunto interessante: “mi rendo conto che per gli scommettitori ed i trader meno esperti sia difficile capire quando una quota è sbagliata e c’è quindi valore atteso. Live è ancora più difficile.

Però ci sono alcuni parametri – continua McCoist – che vi possono aiutare: il primo è che difficilmente durante un live, sullo 0-0 (almeno nella prima parte di un match), si trova valore atteso. Oramai le quote sono ottimizzate e calcolate su un campione di dati estrapolato da campioni di centinaia di migliaia di partite.

C’è però un punto di rottura che spesso offre punti di ingresso interessanti: quando viene segnato un primo goal e si rompono gli equilibri. In quel caso, nei principali mercati come 1X2, ma anche sull’Under 2.5, si possono creare situazioni molto vantaggiose”.

 

Studiare e conoscere i mercati

Naturalmente per capire realmente il Betting Exchange e il funzionamento bisogna studiare i mercati e lo spostamento delle quote come consigliano Marco e Massimo Pava, figlio e padre che hanno scritto “Vado o resto 1 e 2″ (in vendita su Amazon, presto li intervisteremo per un approfondimento) è un aspetto essenziale

Uno studio dei mercati è senza dubbio l’esercizio migliore che ci aiuta a comprendere se una tecnica può essere più o meno vincente. E’ un primo passo obbligato nella propria crescita in questo settore.

Sapere come si muovono le quote prematch e live (durante l’evento) vi aiuta a capire anche come applicare una tecnica e se applicarla a quel match.

Facciamo noi l’esempio della strategia Lay the draw, banca il pareggio, sembra una strategia bellissima in teoria, è la strategia più famosa sul web perché piace molto agli amatori che ignorano molti particolari.

Nella realtà le quote sulla X fino al 70′ sono molto stabili oramai , mostrano oscillazioni contenute rispetto a 10 anni fa e questo particolare rende la strategia perdente nella sua versione full match. Sapere tutto ciò significa poter capire che la strategia va utilizzata solo in un timing prestabilito.

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La sostenibilità long term

Una strategia naturalmente va valutata nel lungo termine, deve essere vincente e sostenibile dopo una lunga serie di trade. Se bancate una quota a 8 senza alcuna valutazione, è possibile che nei primi trade sarete fortunati ma, nel lungo termine sarete perdenti soprattutto se entrate nel mercato alla cieca ed in modo sconsiderato.

 

Photo courtesy of Chris Liverani on Unsplash

La strategia avrà successo se il trader sarà coerente nelle sue azioni

Sentire parlare di strategie vincenti o potenzialmente perdenti, nuove o vecchie, spesso fa sorridere perché è solo un modo semplicistico per etichettare una tecnica o tirare conclusioni sommarie.

L’aspetto soggettivo, nel trading  e nelle scommesse live è decisivo.

Per coerenza mi riferisco al fatto che se applicate sempre gli stop win quando il trade si mette nella direzione giusta, dovete applicare anche gli stop loss sempre. La prima ragione è proprio per rispettare il consiglio numero 3, garantirvi la proporzionalità tra vincite e perdite potenziali dello stesso trade.

Gli stop win e stop loss rendono la % di skills prevalente sul fattore aleatorio

Applicare gli stop win e gli stop loss live (o prematch) vi consente di differenziare il trading sportivo dalle scommesse tradizionali e, in un certo senso, anche dal gambling.

Vi consente di avere il pieno controllo della vostra attività d’investimento. Se siete disciplinati e trattate la vostra attività come un’impresa, allora si può parlare di investimento. Se state facendo le cose a caso ed incoerente, allora è meglio parlare di gambling.

Da uno studio in Gran Bretagna, è stato valutato che avere il pieno controllo delle vincite e delle perdite attraverso alcune tecniche di exchange quando i mercati sono ancora aperti, si può ottenere una differenza percentuale di rendimento del vostro ROI a doppia cifra rispetto alle scommesse tradizionali. Chi conosce bene il trading sportivo sa di cosa parlo.

In ogni caso se non applicate mai stop loss, per coerenza non dovreste mai applicare neanche gli stop win. In realtà i traders più esperti, limitano molto le perdite e lasciano correre le vincite, gestendo il rischio con money management di ferro. Ma arrivare a questo step è molto difficile, un conto è farlo a parole, un conto è farlo sempre durante gli eventi ed in modo vincente.

 

Strategie vincenti e perdenti dipendono dall’aspetto soggettivo (skill del trader/scommettitore)

Mi viene da sorridere inoltre quando si parla di strategie vincenti e perdenti per un fattore che sottovalutano tutti: chi sta applicando quella determinata tecnica è molto spesso decisivo per la riuscita nel lungo periodo di una strategia.

Un “trader”indisciplinato  (meglio parlare di gambler, difficile parlare di trader) sarà perdente anche con una strategia ottima. Un trader forte e preparato riuscirà a limitare i danni con una strategia sbagliata e grazie alla sua disciplina (riducendo al massimo i danni nei peggiori scenari possibili) potrebbe anche avere una possibilità di essere vincente, anche se si trova in un sentiero difficile da seguire. Ma è un caso limite, un paradosso: in genere i trader vincenti e disciplinati non applicano mai le tecniche sbagliate. Però può capitare che una partita cambi volto per eventi eccezionali, tipo per un doppio cartellino rosso.

Ed in questo caso si vede realmente chi può rimanere sul mercato e chi è destinato ad uscire.

L’ideale è conoscere le tecniche giuste, avere consapevolezza di tutto ciò che si fa ed agire in modo disciplinato e con tempismo.

Seguiranno dei consigli utili per avere un approccio corretto con il mondo del Betting Exchange e delle Scommesse in generale.

Leggi qui tutte le puntate sulla GUIDA DELLE SCOMMESSE di Assopoker

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