Con la primavera è tempo di Giro d'Italia, la prima grande corsa a tappe della stagione 2026 del ciclismo. La Maglia Rosa in palio, una gara sempre ricca di fascino e di imprevisti che per tre settimane abbondanti ci terrà attaccati al televisore.
Per questa edizione il grande favorito è il danese Jonas Vingegaard, uno dei due mammasantissima delle corse a tappe mondiali assieme a Tadej Pogacar.
Andiamo quindi ad analizzare la Corsa Rosa attraverso le quote antepost presentate dai concessionari di scommesse italiani ricordandovi sempre che i tips sul ciclismo li potete trovare - durante le grandi manifestazioni come Giro e Tour de France - grazie al lavoro dei nostri tipster che preparano per voi i Pronostici del giorno.
In questo Articolo:
- 1 Dove vedere in tv il Giro d'Italia 2026
- 2 L'albo d'oro recente
- 3 Le quote per la vittoria finale
- 4 Analisi breve del percorso del Giro d'Italia 2026
- 5 Cosa ci hanno detto le ultime edizioni
- 6 Pellizzari speranza italiana
- 7 In tanti per un posto al sole al Giro d'Italia 2026
- 8 Dove scommettere sul ciclismo
Dove vedere in tv il Giro d'Italia 2026
Appuntamento dall'8 al 31 maggio sui canali Rai in chiaro, con ampia copertura anche non solo per quanto riguarda le 21 tappe, e poi su Eurosport, HBO Max e Discovery+.
L'albo d'oro recente
Prendiamo in considerazione le ultime 10 edizioni del Giro d'Italia, ecco i trionfatori:
- 2016 - VINCENZO NIBALI
- 2017 - Tom Dumoulin
- 2018 - Chris Froome
- 2019 - Richard Carapaz
- 2020 - Tao Geoghegan Hart
- 2021 - Egan Bernal
- 2022 - Jay Hindley
- 2023 - Primoz Roglic
- 2024 - Tadej Pogacar
- 2025 - Simon Yates
Le quote per la vittoria finale
Come detto, Vingegaard grande favorito con quote "alla Pogacar", cioè che non lasciano in teoria speranze agli avversari. L'italiano Giulio Pellizzari unanimemente riconosciuto come secondo possibile vincitore, dopodiché è bagarre.
| Operatore | ![]() | ![]() | ![]() |
|---|---|---|---|
| Vingegaard | 1.20 | 1.20 | 1.20 |
| PELLIZZARI | 6.00 | 6.00 | 6.00 |
| Gall | 15.00 | 17.00 | 12.00 |
| A.Yates | 15.00 | 19.00 | 17.00 |
| Arensman | 26.00 | 26.00 | 26.00 |
| Bernal | 23.00 | 23.00 | 34.00 |
Analisi breve del percorso del Giro d'Italia 2026
Si parte in Bulgaria per le prime tre tappe che non dovrebbero sancire chissà quale verdetto: i big quasi certamente non andranno in avanscoperta.
L'ingresso in Italia sarà dalla Calabria, ma il primo vero banco di prova sarà nella tappa 7, lunghissima (244 chilometri), con arrivo al temibile Blockhaus, in Abruzzo, con le sue rampe che nella storia della Corsa Rosa hanno sempre fatto selezione. Già qui, come si dice in gergo, sapremo chi non potrà vincere il Giro d'Italia.
Un altro scossone arriverà nell'unica cronometro in programma: 42 chilometri da Viareggio a Massa, a metà esatta del percorso, nella decima tappa. Vingegaard, uno specialista, potrebbe allungare rispetto ai rivali.
Ultima settimana poi con le montagne vere, quasi in sequenza, e la Cima Coppi rappresentata dal Passo Giau. Gli arrivi ad Andalo, Alleghe e Piancavallo sanciranno la classifica generale definitiva prima della passerella nel centro di Roma il 31 maggio.
Perché Vingegaard ha deciso di venire al Giro
Il danese partecipa per la prima volta alla Corsa Rosa e la sua presenza da un lato ha acceso l'interesse degli appassionati, mentre dall'altro ha un po' raffreddato gli entusiasmi. Questo perché è facile che la sua superiorità possa venir fuori probabilmente già dal primo arrivo in quota, al Blockhaus, alla settima tappa.
Vingegaard, nell'eterna lotta a distanza con Pogacar che a volte si condensa al Tour de France, è venuto al Giro d'Italia 2026 sostanzialmente per completare la "Tripla Corona" prima dello sloveno. Vincere, cioè, tutte e tre le grandi corse a tappe in carriera: ha già in tasca il Tour e la Vuelta di Spagna, gli manca ancora la Maglia Rosa.
Reduce da un avvio di 2026 molto positivo, coi trionfi alla Parigi-Nizza e alla Vuelta a Catalunya, è l'inevitabile favorito, anche se non sta accendendo gli stessi entusiasmi di quando Pogacar, nel 2024, si era presentato al Giro.
Sono due corridori molto diversi, naturalmente, anche se il talento di "Vingo" non si discute. L'unico dubbio nei suoi riguardi sarà vedere come affronterà gli imprevisti che alla Corsa Rosa sono sempre dietro l'angolo.
Cosa ci hanno detto le ultime edizioni
Dobbiamo guardare in faccia alla realtà: il Giro d'Italia ha perso moltissimo appeal tra i big, paragonato al Tour de France (inarrivabile) e persino alla Vuelta.
Le rinunce nelle ultime settimane di possibili candidati al podio come Carapaz o Landa, unite agli interessi dei grandi team nel portare i migliori in Francia a luglio (anche se si partirà a Barcellona quest'anno), rendono sulla carta la Corsa Rosa una competizione meno interessante.
In verità, se prendiamo in considerazione solamente l'epoca post-Covid, in sei edizioni la classifica generale è stata decisa all'ultima o alla penultima tappa in ben 4 occasioni.
Geoghegan Hart (2020), Hindley (2022), Roglic (2023) e l'anno scorso la straordinaria rimonta di Simon Yates sul Colle delle Finestre sono stati momenti entusiasmanti per l'appassionato di ciclismo medio, a differenza del Tour, ad esempio, con Pogacar dominatore al massimo in un dualismo con Vingegaard.

Pellizzari speranza italiana
L'unico italiano con concrete ambizioni da podio è Giulio Pellizzari, leader di una delle corazzate del gruppo, la RedBull-Bora.
Podio nella generale che l'Italia manca al Giro d'Italia addirittura dal 2021, dall'exploit di Damiano Caruso.
Pellizzari viene da una bella vittoria al Tour of Alps, su strade che per lunghi tratti sono state quelle di casa nostra. Il marchigiano già l'anno scorso era venuto fuori alla distanza, dopo essere partito come gregario di Roglic (poi ritirato) e chiudendo sesto.
Stavolta la squadra è praticamente tutta per lui, con l'australiano Hindley candidato a gregario di lusso. La pressione sarà enorme nei confronti di Pellizzari, ma il suo rendimento è andato in crescendo fin da quel 2024 in cui si mostrò al mondo arrivando dietro solo a Pogacar nella tappa con arrivo a Santa Cristina Valgardena.
Le quote convergono su Giulio come secondo favorito.
In tanti per un posto al sole al Giro d'Italia 2026
Guardando la qualità intrinseca dei ciclisti, tralasciando Vingegaard che sulla carta farà corsa a sé, Felix Gall meriterebbe più considerazione.
Terzo favorito in lavagna, l'austriaco è alla seconda partecipazione al Giro dopo il deludente 50° posto nel 2022: uomo da Tour de France, dove è arrivato due volte in top 10, corre per la squadra "di moda", la Decathlon, che però ha in Paul Seixas il suo nuovo paladino e capitano.
Gall, corridore dall'eccellente carrozzeria ma non esattamente un cuor di leone, troverà la forza di dimostrare ai suoi che comunque sa farsi valere? Punterà al bersaglio grosso o si accontenterà di stare a ruota e di vincere magari una tappa di montagna?
La verità è che la corsa al podio di Roma del 31 maggio è apertissima. Adam Yates guiderà una UAE che senza Pogacar si è rivelata sempre inconcludente: vedere per credere come Del Toro un anno fa si sciolse nella penultima tappa, in Maglia Rosa, lasciando via libera a Simon Yates per un'impresa d'altri tempi.
Uno di quelli che ci piacerebbe vedere tra i protagonisti è Egan Bernal, che dopo il tremendo incidente del 2022 in allenamento quando quasi rischiò la vita, solamente al Giro d'Italia ha trovato competitività. Un anno fa fu settimo nella generale.
Una cosa è certa: il podio di quest'anno sarà completamente diverso da quello dello scorso anno. Simon Yates si è ritirato, Del Toro e Carapaz non parteciperanno al Giro d'Italia 2026.
Dove scommettere sul ciclismo
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