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Scommesse sulla guerra: in Israele scoppia il caso dei militari che puntavano sugli attacchi (sfruttando informazioni riservate)

Nel mondo dei mercati predittivi, dove il futuro viene quotato come un titolo finanziario, la linea tra previsione e informazione privilegiata può diventare pericolosamente sottile.

Il fronte invisibile delle guerre moderne

C’è una nuova frontiera della guerra che non si combatte con i droni o i missili. Si combatte con le informazioni. E con le scommesse.

In Israele, due persone — un riservista dell’esercito e un civile — sono state incriminate con accuse pesanti: avrebbero usato informazioni militari riservate per scommettere sull’esito di operazioni militari su piattaforme di prediction market come Polymarket.

Secondo le autorità israeliane, il militare avrebbe avuto accesso a dati sensibili relativi alle operazioni dell’esercito. Informazioni che, invece di restare nei circuiti blindati della sicurezza nazionale, sarebbero state condivise con un complice per piazzare puntate su eventi geopolitici imminenti come la guerra in Iran.

Non si tratta di una semplice violazione disciplinare. Per la procura israeliana si parla di “seri reati di sicurezza nazionale”.

Il motivo è evidente: quando il futuro della guerra diventa un mercato finanziario, l’informazione militare può trasformarsi in insider trading geopolitico.

Cosa sono i prediction market

I prediction market (mercati predittivi) sono piattaforme online dove gli utenti possono comprare e vendere contratti legati al verificarsi di eventi futuri. In pratica, funzionano come una sorta di borsa del futuro: ogni evento – un’elezione, una decisione politica, una guerra o un dato economico – viene trasformato in un mercato con due esiti principali, “sì” o “no”. Nel 2025 sono state introdotte anche opzioni multiple e non solo binarie.

Il prezzo di ogni contratto riflette la probabilità implicita che quell’evento accada.

Se un contratto “Sì” su un determinato evento quota 70 centesimi su un dollaro, il mercato sta indicando una probabilità del 70% che l’evento si verifichi.

L’idea alla base è che l’intelligenza collettiva dei trader possa produrre previsioni più accurate rispetto ai singoli analisti o ai sondaggi tradizionali. Non a caso, negli ultimi anni i prediction market sono stati utilizzati per analizzare elezioni, crisi geopolitiche, decisioni delle banche centrali e persino risultati sportivi.

La scommessa sulla guerra: vincite per 150.000 dollari

Le indagini sono nate dopo sospetti movimenti su piattaforme di prediction market, dove gli utenti possono puntare su eventi globali: elezioni, crisi economiche, trattati internazionali. E sempre più spesso, anche conflitti armati.

In questo caso, le scommesse riguardavano il calendario e lo sviluppo di operazioni militari israeliane, incluse azioni legate al confronto con l’Iran.

Secondo alcune ricostruzioni locali, le vincite avrebbero raggiunto circa 150.000 dollari.

Una cifra relativamente modesta, se confrontata con altri mercati finanziari. Ma enorme dal punto di vista simbolico, perché segna un precedente inquietante: la possibilità che i segreti militari diventino strumenti di profitto speculativo.

Il caso Maduro su Polymarket: sospetti di insider trading

Uno degli episodi più discussi nella breve storia dei prediction market riguarda l’arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro nel gennaio 2026.

Poche ore prima dell’operazione militare statunitense che portò alla cattura del leader venezuelano, un account anonimo su Polymarket effettuò una scommessa molto mirata: circa 32.000 dollari puntati sul fatto che Maduro sarebbe stato “fuori dal potere entro il 31 gennaio 2026”.

Quando l’arresto venne annunciato, la quota esplose e la posizione si trasformò in una vincita superiore ai 400.000 dollari, attirando immediatamente l’attenzione degli analisti dei mercati predittivi e dei regolatori.

Diversi elementi hanno alimentato i sospetti di informazioni privilegiate: l’account era stato creato pochi giorni prima della cattura di Maduro, aveva scommesso quasi esclusivamente su mercati legati al Venezuela, l’operazione militare era rimasta segreta anche per molti membri del Congresso americano.

Secondo alcuni esperti finanziari, l’operazione presenta “tutti i segnali tipici di un trade basato su informazioni interne”.

Il caso ha avuto conseguenze politiche negli Stati Uniti. Dopo lo scandalo, alcuni membri del Congresso hanno proposto una legge per vietare a funzionari pubblici e dipendenti federali di scommettere sui prediction market, proprio per evitare che informazioni riservate possano essere trasformate in profitti finanziari.

L’episodio Maduro è oggi considerato uno dei primi esempi concreti di possibile insider trading geopolitico nei mercati predittivi, dove eventi politici e militari diventano oggetto di scommesse globali.

Il problema sistemico dei mercati predittivi

Il caso israeliano non è isolato. È solo il primo scandalo giudiziario di una questione molto più grande: i prediction market, nati come strumenti per aggregare informazioni e anticipare eventi, stanno diventando una nuova forma di borsa globale del futuro.

La guerra? Prevista su Polymarket e... Assopoker

Un altro episodio che ha alimentato il dibattito sui prediction market geopolitici riguarda le scommesse sull’escalation tra Stati Uniti e Iran.

Il 14 gennaio 2026, sul mercato di Polymarket dedicato alla possibilità di un attacco militare contro l’Iran entro marzo, la probabilità implicita era salita fino al 77%. Una percentuale sorprendentemente alta se confrontata con il clima ufficiale della diplomazia internazionale, dove le dichiarazioni pubbliche parlavano ancora di “tensioni controllate”.

Come sottolineato anche dai noi Assopoker con una nostra analisi geopolitica pubblicata in quei giorni, davamo per molto probabile l'attacco. Diversi segnali strategici facevano pensare a uno scenario concreto verso la guerra:

  • l'avvicinarsi di portaerei statunitensi nel Golfo Persico,
  • l’intensificarsi delle operazioni militari indirette nella regione,
  • il progressivo isolamento dell’Iran negli equilibri mediorientali (Accordi di Abramo e decapitazione dei vertici dei proxy iraniani nella regione).

I trader dei mercati predittivi sembravano aver colto questi indizi prima della politica e dei media tradizionali.

Quando nelle settimane successive l’escalation militare è effettivamente esplosa, molti osservatori hanno guardato a quei mercati come a una sorta di termometro anticipatore della geopolitica.

Il caso iraniano non ha prodotto prove di insider trading, ma ha rafforzato un interrogativo sempre più centrale:

nei mercati dove si scommette su guerre, elezioni e crisi internazionali, i prezzi riflettono semplicemente l’intelligenza collettiva dei trader oppure qualcuno sta operando con informazioni che il resto del mondo ancora non possiede?

È una domanda destinata a diventare sempre più rilevante man mano che i prediction market si trasformano in una nuova frontiera della finanza globale.

Il fatto però che questi mercati siano frequentati da insider li può rendere ancora più interessanti dal punto di vista delle informazioni (perché anticipano anche i media tradizionali), meno dal lato degli scommettitori che rischiano di farsi male.

L'indagine israeliana e i rischi per i trader

Su piattaforme come Polymarket si scommette su tutto: elezioni presidenziali, crisi politiche, decisioni delle banche centrali, escalation militari.

In teoria questi mercati funzionano come un sistema di previsione collettiva: la famosa “saggezza delle folle”. In pratica, però, esiste un rischio evidente.

Se qualcuno possiede informazioni privilegiate — un diplomatico, un militare, un funzionario pubblico — può usarle per guadagnare prima che il mondo conosca la notizia.

Esattamente come accade nell’insider trading di Wall Street. Solo che qui non si tratta di bilanci aziendali. Si tratta di guerre.

Dalla finanza alla sicurezza nazionale

Le autorità israeliane hanno reagito con durezza proprio per questo motivo. L’indagine è stata condotta congiuntamente da polizia, intelligence militare e Shin Bet, il servizio di sicurezza interno.

Il timore non riguarda soltanto il profitto illegale, il vero problema è la sicurezza operativa. Se i movimenti sui mercati predittivi anticipano operazioni militari segrete, i nemici possono leggerli come segnali.

In altre parole, una scommessa su blockchain potrebbe diventare una fuga di informazioni strategiche.

Il futuro della geopolitica quotata

Il caso israeliano apre una domanda più grande: Viviamo in un’epoca in cui tutto viene condizionato dalla finanza: le aziende, le criptovalute, persino il clima. Ora anche la geopolitica.

Se i mercati predittivi continueranno a crescere — e i volumi già raggiungono centinaia di milioni di dollari — la tentazione di usare informazioni privilegiate diventerà inevitabile.

In fondo la logica è sempre la stessa: quando il futuro ha un prezzo, chi conosce il futuro prima degli altri può diventare ricco.

Ma quando il futuro riguarda una guerra, il problema non è più solo economico. È politico. È strategico.

Ed è destinato a diventare uno dei grandi dilemmi del nuovo capitalismo dell’informazione.

Esclusiva: in Italia non è possibile scommettere sulle piattaforme predittive

Come vi abbiamo svelato in esclusiva e anteprima, nel nostro studio approfondito sui prediction market, in Italia non è possibile scommettere su Polymarket.

Il sito è visibile a tutti i residenti italiani che possono informarsi su tutti i mercati aperti sulla piattaforma ma non possono fare trading e puntare sugli eventi quotati.

Polymarket nell'ottobre del 2025 era stato oscurato dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

L'avvocato di Polymarket, Roberto Cursano, aveva presentato ricorso al Tar e, come ci ha svelato in anteprima, i giudici - convocando ADM - hanno convitno le autorità italiane a fare in modo che il sito di scommesse potesse ritornare visibile a tutti. Ma - essendo privo di concessione - gli utenti non possono fare trading sulla piattaforma.

Un intervento legislativo pare necessario per regolamentare il settore nel nostro paese.

Il potenziale conflitto di interessi della famiglia Trump nei prediction market

La crescita dei prediction market negli Stati Uniti ha aperto anche un delicato dibattito politico: il possibile conflitto di interessi legato alla famiglia del presidente Donald Trump.

Negli ultimi anni, infatti, Donald Trump Jr. ha assunto un ruolo di advisor e membro del consiglio di Polymarket e di Kalshi, due delle principali piattaforme di scommesse predittive al mondo, dopo che un fondo di investimento 1789 Capital (vicino alla famiglia del Presidente) ha investito nelle società.

Trump media inoltre ha aperto un sito dedicato proprio alle scommesse predittive.

Allo stesso tempo, l’amministrazione Trump ha adottato una posizione molto favorevole verso l’industria dei prediction market. Il governo federale – attraverso la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) – ha difeso piattaforme come Kalshi e Polymarket nelle battaglie legali contro alcuni stati americani che volevano limitarne l’attività.

Questa situazione ha alimentato critiche da parte di diversi parlamentari e osservatori, secondo cui esisterebbe un potenziale conflitto di interessi tra le decisioni regolatorie dell’amministrazione e gli investimenti della famiglia presidenziale.

Le polemiche si sono intensificate dopo alcuni casi di scommesse sospette su eventi geopolitici, come gli attacchi militari contro l’Iran o altri sviluppi internazionali, che hanno portato alcuni membri del Congresso a chiedere indagini e nuove regole per il settore.

Il punto centrale del dibattito è semplice:
se i prediction market diventano una nuova forma di mercato finanziario globale — dove si scommette su elezioni, guerre e decisioni politiche — la presenza di figure politiche o familiari di leader di governo nelle piattaforme rischia di creare zone grigie tra politica, informazione e speculazione.

Per molti analisti, il vero nodo del futuro sarà proprio questo:
capire se i mercati predittivi resteranno strumenti di previsione collettiva o diventeranno un nuovo terreno di influenza politica e finanziaria.

L’inchiesta sull’insider trading che ha colpito Kalshi

Negli ultimi mesi anche Kalshi, la piattaforma americana di prediction market regolamentata dalla Commodity Futures Trading Commission (CFTC), è finita sotto i riflettori per casi sospetti di insider trading.

A febbraio 2026 la società ha rivelato di aver aperto oltre 200 indagini interne su attività di trading sospette, congelando diversi account dopo aver rilevato operazioni statisticamente anomale.

Tra i casi più clamorosi emersi:

  • Un video editor legato al popolare creator MrBeast avrebbe utilizzato informazioni non pubbliche sui contenuti dei video per scommettere sui mercati di Kalshi collegati alle performance dei suoi streaming. Il trader aveva investito circa 4.000 dollari con risultati quasi perfetti, attirando l’attenzione dei sistemi di sorveglianza della piattaforma. Dopo l’indagine, Kalshi ha sospeso l’utente per due anni, inflitto una multa superiore al profitto realizzato e segnalato il caso ai regolatori federali.
  • Un secondo episodio ha riguardato un candidato politico statunitense che aveva negoziato contratti su eventi legati alla propria candidatura elettorale, una pratica vietata perché implica la possibilità di influenzare direttamente l’esito del mercato.

Questi casi hanno riacceso il dibattito su un tema centrale: nei mercati predittivi, dove si scommette su politica, economia e geopolitica, l’uso di informazioni privilegiate può trasformare la previsione collettiva in una forma di insider trading, simile a quello dei mercati finanziari tradizionali.

Secondo diversi osservatori, con la crescita esplosiva dei prediction market — ormai al centro di miliardi di dollari di contratti — il controllo sulle informazioni privilegiate diventerà uno dei principali problemi regolatori del settore.

Editor in chief - Analista poker e betting industry
Iscritto all'ordine dei giornalisti da più di 25 anni, vivo a Malta dal 2012, laureato in giurisprudenza, specializzato nello studio dei sistemi regolatori e normativi del settore dei giochi nel Mondo e nella comunicazione responsabile nel mercato legale italiano alla luce del Decreto Balduzzi e del Decreto Dignità (convertiti in legge). Forte passione per lo sport e la geopolitica. Fin da bambino, sfogliando il mitico Guerin Sportivo, sognavo di fare il giornalista sportivo, sogno che ho realizzato prima di passare al settore del gaming online. Negli anni universitari, ho iniziato anche il lungo percorso da cronista in vari quotidiani e televisioni. Dai primi anni 2000 ho lavorato anche nel settore delle scommesse e nel 2010 sono entrato nella grande famiglia di Assopoker per assecondare la mia passione per il poker texas hold'em.