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Nelle scommesse vince sempre il banco? E' possibile battere i bookies? Nel 2017 non è andata proprio così....

Nelle scommesse sportive vince sempre il banco? E' impossibile battere i bookmakers? Luoghi comuni. Nel 2016, Brexit, il Leicester e Donald Trump avevamo messo in ginocchio le principali società di scommesse in UK (la patria del betting).

D'altronde la storia del gambling è ricca di esempi viventi in tal senso: negli anni '60 un certo Ed Thorp sosteneva che esistesse un modo nel blackjack nel battere i casinò (e lo dimostròò con il card counting).

Lo prendevano per pazzo poi quando capirono che faceva sul serio, a Las Vegas provarono anche a fargli la pelle. Fu bandito da tutte le sale.

Nel betting, in senso metaforico, sta accadendo la stessa cosa.  Si moltiplicano i ban di punters vincenti e una controprova arriva dai numeri dei bookies che ogni sei mesi presentano agli azionisti.

Quest'anno, a giudicare dal giudizio degli analisti che hanno valutato i bilanci delle multinazionali del gambling, sembra che le cose non siano andate in maniera diversa rispetto al 2016.

E non ci stupiamo considerando che proprio in Gran Bretagna ed in Spagna, molti allibratori hanno bannato decine di migliaia di bettors perché "troppo" vincenti (pratica a nostro avviso scorretta che genera scarsa fiducia nel mercato). Solo in UK sono stati bannati 7.000 utenti e chiusi 20.000 account.

Vi abbiamo spiegato in parte il motivo, con la differenza tra soft e smart bookmakers che hanno due atteggiamenti diversi nel gestire il rischio. C'è da dire che, storicamente, in Italia i nostri risk manager si sono rivelati spesso più attenti e prudenti rispetto ai colleghi inglesi (il caso del Leicester con una quota pari a 1.000 ne è un esempio concreto).

 

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Il risultato è  che sul .com, negli ultimi mesi, i soft bookies sono più attenti ed inclini al ban o alla limitazione delle puntate. Non a caso i professionisti scommettono sulle piattaforme asiatiche o nel betting exchange (ma con commissioni concordate in base ai volumi).

La prima metà del 2017 si è rivelata un disastro per l'industria delle scommesse sportive: i bettors britannici hanno messo al tappeto i bookies in due mesi, tra aprile e maggio.

Nei report si parla solo di scommesse sportive e non ippiche (di recente nelle corse dei cavalli il banco è andato sotto). In Italia il mese nero è stato febbraio con un payout altissimo.

I risultati sportivi favorevoli ai punters hanno messo in guardia gli analisti che avvertono gli investitori: aspettatevi cattive notizie quando tra luglio e agosto i bookmakers presenteranno i loro bilanci relativi al primo semestre.

Secondo la stampa britannica, gli esperti avrebbero puntato il dito sulle società di gaming quotate nel London Stock Exchange. Si tratta di William Hill, Ladbrokes Coral e PaddyPower-Betfair.

Gli analisti sono preoccupati sulla chiusura dell'anno fiscale, visto che nella seconda metà del 2017 non vi saranno in programma grossi eventi sportivi che consentiranno un facile recupero (in genere durante i Mondiali o gli Europei scommettono anche punters meno skillati).

Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo