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Nick Cappellesso: Ninetto vero grinder, in questo momento il più forte è “Spera91”

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14/02/2019 17:30

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Quando, insieme alla redazione di Assopoker, avevamo deciso di iniziare il progetto delle nostre “Storie”, mi ero ripromesso di dare vita ai personaggi più che alla strategia o alla tecnica di gioco e fin da subito mi venne in mente Nicola Cappellesso come archetipo del progetto. 

Conosco Nicola da anni, quando lo vidi per la prima volta a Mestre circa una decina di anni fa, super spavaldo con la sua cricca di amici, una specie di “Jovanotti coa gondola“.  Oggi è molto più maturo, un 33enne ancora indeciso sul futuro, ma sono le indecisioni a rendere uomini i bambini.

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La carta d’identità del giocatore veneto è la parte più facile del suo racconto: 33 anni, nato a Venezia e residente a Treviso da quasi un anno.

Come la grande maggioranza dei colleghi pokeristi, Nick passa una buona parte della sua esistenza a interessarsi di sport, calcio e tennis in particolare, ma nell’ultimo periodo ha cominciato a praticare  Crossfit, “perché ero da troppo tempo seduto a guardarli e basta, sti sport”.

Il trasferimento a Treviso è stato tutto fuorché traumatico: “cerco di ritagliarmi almeno una serata a settimana con la mia ragazza e una con gli amici “extrapoker” per non correre il rischio di estraniarmi dal mondo reale, il giochino è un po’ alienante dal mio punto di vista”, comincia Cappellesso. “Sono andato a convivere con la ragazza a Treviso, circa a mezz’ora da dove stavo prima, qua però ho studiato all’università quindi fortunatamente ho parecchi amici su cui fare affidamento”.

Nicola con Elena

La giornata tipo del giocatore veneziano comincia ad allontanarci lentamente da Nicola e ci avvicina piano piano a “JhonCheever”: “mi sveglio verso le 12.30, preparo qualcosa da mangiare poco prima che torni Elena e poi, intorno alle 15,00, mi metto a studiare o faccio qualche ora di “lezione” a coachati o stakati.

Il poker mi ha fatto trovare parecchi “ottimi conoscenti” e qualche “buon amico”, continua Nicola. “Il gruppo veneto è abbastanza saldo anche se ci si vede molto meno, Steva  (Luca “steva10” Stevanato) spesso è all’estero per giocare sul .com, Nino (Christian ninetto1989” Nuvola), si è trasferito a Bologna e sta vedendo se andare a Rimini e Italo (Italo “Hidden91” Modena) che predilige il live, è spesso in giro per casinò”.

I maschietti da sinistra: Stevanato-Cap-Modena-Ninetto

E poi ci sono i nuovi arrivi. “Abbiamo acquistato Totosara (Salvatore Saracino) e Pagliuso che stanno diventando veneti acquisiti, e non ti nego che voci di corridoio parlano di “James” ed “Eugol” in procinto di trasferirsi a Treviso con Mattia Nicchetto entro fine anno. “Se dovessi apostrofare il mio gruppo storico con degli aggettivi ti direi:” 

  • Italo troppo talento inversamente proporzionale alla testa
  • Ninetto il vero grinder, sono passati 10 anni ha vinto un milione di euro e ancora ha la forza di schierarsi al €10 “3 stack del pomeriggio”.
  • Nicchetto è il result oriented per eccellenza, simpatico genuino e buono nella vita, quanto insopportabile quando si parla di poker per la troppa convinzione sui suoi preconcetti
  • Steva il classico bravo ragazzo, buono sempre disponibile e ovviamente molto forte a poker
  • Peccatore (Gabriele Marcante) solo pregi per lui, basta non parlare di tirar fuori il portafoglio a cena, avrà qualche parente ligure

“Il giocatore più forte? In questo momento non è possibile non nominare Spera (Simone Speranza), online è decisamente il più completo; è quello che mi da più fastidio al tavolo, lo “vedi” molto di più di altri per il suo stile “aggro” , ma nonostante questo gli vedo commettere davvero pochi errori”, dice Nick. “Poi sicuramente ci sono molti altri forti che stimo come Camosci, “pokerbern”, “raffibiza”.

E il futuro di Nicola? “Il poker è sicuramente la mia occupazione fissa, anche se sono anni che cerco di capire come e verso dove, possa dirigersi la mia vita in un futuro prossimo. Il problema è che mi son risposto che è inutile pensarci ora finchè non decido di smettere. Occupa troppo tempo nella mia vita per pensare di affiancarlo ad altro. “Sicuramente posso dirti che la mia vita non sarà per sempre il poker, ho sempre pensato che NON mi piacerebbe crescere mio figlio (se ne avrò uno) giocando a poker”.

Fine prima parte

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