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Nicolò Serlenga: “la mia giornata da giocatore, i compagni della grindhouse, i miei sogni”

Intervista esclusiva a 360 gradi con il grinder Nicolò Serlenga.

Scritto da
05/02/2019 12:03

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Nicolò Serlenga, 23 anni e tanta voglia di scoprire il mondo. 

Potrebbe cominciare così la seconda storia di poker che voglio raccontarvi, dopo quella di Fabio “sturbao” Sturba di qualche giorno fa. Devo essere sincero, seppur con una differenza di età e di esperienza, ho pensato che le due storie in un certo qual modo si potessero sovrapporre; avete presente quei progetti degli architetti dove le stanze di una futura casa sembrano una sopra l’altra ma in realtà non lo sono? Ecco… mi sono fatto un trip mentale di questo tipo.

DALLA LIGURIA VERSO IL MONDO

Nicolò parte dalla sua La Spezia per arrivare a dare corpo a quella che è la sua passione che piano piano si sta rivelando un lavoro, il poker, e lascia che si aprano per il suo futuro tutta una serie di prospettive che solo una persona piena di curiosità può coltivare dentro di sé: “Malta rappresenta la mia seconda volta fuori dall’Italia”, comincia Nicolò “e l’ho scelta per sola comodità. Non adoro la location, la quale ti permette poco altro oltre il lavoro e sto pensando con sempre più frequenza ad un imminente cambio di rotta con il mio amico Andrea Shehadeh, direzione Austria, dove comunque potrei continuare a confrontarmi col field del .com.”

Nicolò Serlenga, aperitivo o corsetta?

Progetti futuri ma anche idee ben chiare: in questo momento c’è ben poco altro nella vita professionale di Nicolò, oltre al poker: “Preferisco fare una cosa fatta davvero bene, piuttosto che investire tempo e denaro in più discipline senza poi metterci l’impegno giusto. Mi affascina la ristorazione e tutti i segreti che vi sono dietro, ma è ancora presto per investirci tempo e soprattutto denaro”. 

Per il poker, il nostro buon Nick, che gioca su PokerStars.it con il nickname “WhyAlw4ysM3_” ha preferito rinunciare al solo divertimento che solitamente caratterizza la vita di un diciottenne o giù di lì: “il mio percorso professionale è quello di un ragazzino che molto presto si trova in un mondo di adulti e inizia una gavetta fatta di nottate, nottate e ancora nottate di grinding. Non credo al mito del fenomeno che arriva, vince e convince. Può essere goodrun di una sessione, una settimana, un mese, ma senza aver visto i periodi neri, senza essere segnato da un po’ di gavetta che ti fa assaggiare il gusto amaro della sconfitta, nessuna vittoria avrebbe lo stesso sapore”.  

“WhyAlw4ysM3_” in Malta?

Il consiglio a chi sta iniziando ora è quello di un ragazzo che ha la testa sulla spalle: “non fate le cose a caso. C’è già troppa gente più forte di voi, impegnatevi più di loro nel conoscere, o non sarete mai competitivi”.

LA GRINDHOUSE A MALTA

Anche per quanto riguarda i software di supporto, Nicolò ha il suo comandamento da seguire: “Ritengo che l’HUD sia importante ma non indispensabile. Personalmente avere sempre un’idea chiara dell’avversario che ho davanti mi aiuta parecchio, ma in Italia il traffico non è più quello di una volta e ormai, almeno i regular, li conosco quasi tutti anche senza HUD”. 

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La vita di un giocatore di poker è spesso presa ad esempio come qualcosa di facile, di dorato, ma, se questo è vero per alcuni aspetti, non lo è per altri: “La mia giornata inizia per l’ora di pranzo, il pomeriggio passa veloce tra cose da fare, studio o coaching in base al giorno e magari un aperitivo o una corsa. Quando gioco sul .com la sessione inizia prima, intorno alle 18,00 e va avanti a volte anche fino alle luci dell’alba. È capitato spesso che io, o il mio coinquilino “aleppp” (Alessandro Giannelli, ndr), finissimo davvero tardi e, ovviamente, non si va a letto finché tutti non concludiamo la sessione! La convivenza e il tifo per i coinquilini è importante in una grindhouse!”

LE DIFFERENZE, IL PERIODO DI RUSH E IL FUTURO

Le differenze tra .it e .com sono parecchie, ma Nicolò le riassume elencando, a suo parere, le più importanti:

-field più grossi 

-late stage più difficili 

-varianza ancora più assassina

 

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Abbiamo contattato Nicolò Serlenga anche per la serie di risultati importanti che ha avuto nell’ultimo periodo, soprattutto a inizio 2019: “Ho passato gran parte del 2017 e del 2018 in sordina, senza mai smettere di applicarmi per conoscere o migliorarmi, sono copertine che fanno piacere perché vuol dire che il lavoro è stato notato anche dagli “addetti ai lavori, ed è una soddisfazione”. 

Ma poi, avete mai chiesto ad “WhyAlw4ysM3_” l’origine del suo nick? Avrà a che fare con Balotelli? “No, no. Assolutamente tutto a caso. Mario non c’entra nulla. Mi entrò in testa qualche anno fa ed è rimasto un fedele compagno delle mie sessioni”.

E Mr. Serlenga con un po’ di anni in più, come lo vedi? “Bella domanda! Non lo so, ma posso dirti come lo spero. Ancora un bel po’ di anni di poker, con obiettivi sempre crescenti, magari contornati da un’affermazione live, e poi reinvestire in qualcosa di più tranquillo , una volta che sarò più grande, avrò una famiglia ed altre responsabilità. La strada è ancora tutta da fare…”

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