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Strategia tornei poker: il potere nascosto del continuation bet bluff

Il continuation bet bluff è una mossa molto efficace nei tornei di poker, che consente di sfruttare la posizione per incutere timore nell’avversario. Ecco come utilizzare questa giocata per massimizzare il profitto minimizzando il rischio.

Scritto da
10/10/2018 10:30

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La continuation bet, o c-bet, è una puntata effettuata dopo il flop dal giocatore che ha preso l’iniziativa pre-flop, nel tentativo di dimostrare forza. L’efficacia di questa bet deriva dall’abilità dello stesso player di rappresentare mani forti con cui, di norma, si rilancia pre-flop.

Il continuation bet bluff non è altro che un’estensione di questo concetto. Quando un giocatore mostra forza, spesso l’avversario ha paura, e questa paura – unita a una c-bet – finisce per creare un fold. Specialmente nei tornei di poker, massimizzare il valore dei c-bet bluff contribuisce ad accrescere il proprio stack con meno rischi.

 

Continuation bet bluff

Il continuation bet bluff è una mossa molto efficace nei tornei di poker

 

La chiave? Le size

Un punto fondamentale per ottenere il massimo valore da un continuation bet bluff è il bet sizing. Di solito, la miglior size per una puntata in bluff non è la miglior size per una value bet. Per determinare la size più proficua di un c-bet bluff occorre tenere in considerazione diversi fattori:

  • Le carte sul board
  • La posizione pre-flop di tutti i giocatori coinvolti nella mano
  • L’accuratezza delle informazioni in nostro possesso riguardo agli avversari

Un continuation bet bluff è per l’appunto un bluff, non va mai dimenticato: l’obiettivo è far foldare l’avversario.

Le carte, la posizione e le size: un esempio concreto

Su board K 8 4 , abbiamo J 10, mano con cui abbiamo rilanciato pre-flop ricevendo un call. Abbiamo già detto come la paura spesso crei i presupposti per un fold, e una continuation bet su board che ci aiutano più spesso di quanto non aiutino l’avversario – come in questo esempio – fa proprio al caso nostro.

Dato che siamo i raiser del pre-flop, possiamo sfruttare il fatto che un board sconnesso solitamente ci favorisce: su questo genere di board, è meno probabile che l’avversario abbia chiuso una coppia o abbia un progetto.

Su board sconnessi, la nostra posizione si correla direttamente con la paura di una c-bet. Dato che il nostro avversario prima del flop ha soltanto chiamato il nostro raise, senza controrilanciare, possiamo restringere il suo range escludendo le mani premium.

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Continuation bet bluff: conoscere l’avversario

Va detto che molti giocatori amano fare (più o meno spesso) slow play con mani molto forti, perciò per un continuation bet bluff di successo dobbiamo conoscere il nostro avversario il più possibile. Dobbiamo conoscere la sua strategia meglio di quanto la conosca lui stesso.

Aumentare la nostra conoscenza relativa riguardo la composizione del board, le posizioni e le azioni passate contro determinati avversari ci permette di bluffare con maggiore efficacia: sono le supposizioni che facciamo e le letture che ci permettono di creare i presupposti per incutere paura all’avversario, ottenendo un fold.

L’obiettivo è bersagliare la percentuale di mani con cui l’avversario folda in un determinato spot. Di solito, in un torneo la size di un bluff è piccola rispetto alla dimensione del piatto, perché è più che sufficiente a far foldare le mani più deboli.

La maggior parte delle size di bet al flop non fa comunque mai foldare un avversario che ha almeno una coppia, quindi è perfettamente inutile rischiare una cifra maggiore quando non è necessario.

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