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Badacey: le strategie di base con Mike Gorodinsky

Scritto da
08/08/2015 18:07

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Se siete appassionati di varianti di poker, o curiosi di scoprire l’universo dei mixed games o magari volete solo fare i fighi con i vostri amici ancora fissati con il No Limit Hold’em, ecco che un grande campione viene in vostro aiuto.

Si tratta di Mike “gordo16” Gorodinsky, campione in carica del WSOP 50k Poker Players Championship, nonchè leader del GPI WSOP POY 2015 e grandissimo variantista.

Gorodinsky ci spiegherà le strategie di base per due tra le ultime varianti di poker che vanno di gran moda, nell’elite dei poker pro e soprattutto nelle partite più esclusive di cash game high stakes live: il Badacey e il Badeucey.

Entrambi sono split pot draw games derivati dal Badugi (di cui qui potete leggere le regole e le principali strategie) in cui metà del piatto è destinata al punto Badugi, e l’altra metà al punto low. Ma mentre nel Badacey (che per l’appunto gioca con il termine ACE) l’asso è una ottima carta, nel Badeucey (che invece allude al “deuce”, ovvero al 2) è letteralmente spazzatura.

Infatti, la miglior mano possibile di Badugi è A234 nel Badacey e 2345 nel Badeucey, mentre il nut low è A2345 nel Badacey e 23457 nel Badeucey.

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Mike Gorodinsky, vincitore di due braccialetti WSOP e autore di questo articolo

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Essendo entrambi giochi con tre cambi di carte previsti, è importante implementare una strategie pre-cambio e una post-cambio. A questo pensa il nostro amico Mike Gorodinsky.

STRATEGIA PRE-DRAW

Dei due giochi, il Badacey è certamente il più immediato e il migliore per tuffarvi nel magico mondo degli split pot draw games. Se siete agli inizi, la mia raccomandazione principale è quella di mantenervi sempre piuttosto tight, o meglio di seguire alcuni consigli sulle mani di apertura.

Ad esempio, aprite 456 o meglio (sempre rainbow, ovvero di tre semi differenti) da utg, e 3-card 7 (tre carte con 7 come carta alta e due buone carte per il low come 7A2r, 732r etc) da middle position. Si può azzardare di più sul bottone con mani come 3-cards 8 (8A2r, 832r etc), ma anche con A2r e altre combinazioni speculative, se ci si trova di fronte a qualcuno con tendenza a difendere i bui.

Quando la lettura diventasse un fattore decisivo – ovvero quando sarete quel tipo di giocatore che riesce a sfruttare la sua immagine – allora può essere profittevole cambiarne una per fare un badugi al 9 o al 10 da bottone. Ma nella prima fase di apprendimento, io mi terrei sempre sulla via più conservativa di puntare su mani two-way, buone su entrambi i lati del gioco.

Nel Badacey, un esempio di mano forte in un multiway pot è un 6-low e Badugi al 6 (A2356 low, A236 Badugi). Meno giocatori sono presenti nel piatto, più qualificarsi con una forte mano two-way diventa difficile. Spesso mani7/7 (7-low e Badugi al 7) riescono a fare scoop in piatti 3-way. Se si è in heads up, tutto ciò di cui avete bisogno sono 3 carte buone per Badugi e un qualsiasi 9 low per andare sul velluto…

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Quando ci si trova a difendere i blinds, nel Badacey personalmente gioco sullo small blind in modo molto cauto, entrando in genere solo con 3-card 7 o meglio contro un raise da early, e qualcosa come A2x/A3x contro il rilancio da bottone di un giocatore molto loose. Inizierò a introdurre qualche 2-cards 5 (due carte con 5 come carta alta) e persino qualche 3-cards 8 nel calling range sui raise da late.

Una cosa importante da tenere in mente è che le tendenze dei giocatori variano fortemente in questi draw games con piatto diviso. Dove alcuni adorano bilanciare e tentare il Badugi fin dal primo cambio, ce ne sono altri che non cambieranno mai un Badugi peggiore del 7. Come in altre varianti del poker, bisogna essere bravi a capire che tipo di giocatore ci si trova di fronte, e adeguare i calling e 3-betting range in base a ciò.

STRATEGIA POST-DRAW

Una volta effettuato il primo cambio carte, vi troverete spesso a dover decidere tra uno smooth e un rough draw, ovvero se tenere (rough) o meno (smooth) una carta in più.

I due fattori principali per determinare questa decisione sono:

  • quanti giocatori sono nella mano
  • quanto forte è stata l’azione in nel pre-draw

Se ad esempio, dopo il primo draw facciamo un A248K con un Badugi all’8, potremmo dovere scegliere se tenere o scartare l’8 (oltre naturalmente al K)

In un piatto 4-way piuttosto grosso con un bet e un raise di un giocatore tight in posizione, sarebbe ovvio chiamare e cambiare due carte tenendo A24. Se invece ci troviamo primi a parlare in un 3-way pot o in HU, tuttavia, avremme molto più senso tenere l’8 e cambiarne una puntando a un 8/8 (Badugi all’8 e 8-low). Con meno giocatori coinvolti dovremmo riconsiderare l’ipotesi di scartare anche l’8, in caso che la nostra bet venga raisata.

In una partita loose, in cui tendenzialmente 3 o più giocatori arrivano al secondo draw, allora raccomando di non innamorarsi degli 8/8, cercando piuttosto qualche draw verso buoni 7 low (A2357 etc) o nut Badugi (6 o meglio).

Come principio generale, negli split games dove una mano Badugi gioca per metà del piatto, devi sempre cercare di formare i tuoi draw intorno ai tuoi Badugi nella misura in cui possano lavorare anche per il low, poichè puntando a mani come A235 con massimo due semi uguali vi troverete spesso in una situazione di freerollare contro un avversario che ha un buon Badugi e poca fold equity nelle street future.