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Trips sul board contro giocatore aggressivo. Foldiamo o c'è margine per lo shove?

La mano ad un torneo live

Questa mano è stata giocata qualche anno fa al Heartland Poker Tour Ameristar East di Chicago al Main Event da $1.650. 

Il protagonista è stato Mo Nuwwarah, il quale la racconta in prima persona su PokerNews, con tanto di spiegazione e Thinking Process. 

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"Il day 1 mi ha visto protagonista di una prima pallottola “bruciata” in maniera spettacolare, quindi ho deciso di effettuare l’unico re-entry in programma e con questo siamo passati al day 2 con uno stack interessante. 

La parte iniziale della seconda giornata, dopo un paio di colpi vinti, mi ha portato a dover foldare un mucchio di volte al flop e non ho ancora capito se i miei avversari si sono adattati al mio gioco, oppure se hanno accumulato tutta una serie di punti che mi hanno spinto fuori dal piatto e ho foldato correttamente.

Dopo questo poco confortante inizio, ecco la mano del peccato.

La mano e il trips sul board

Siamo a Blinds 2k/4k/Ante 500, decido di raisare da hiJack con k 10 e Oleg Badmayev, il giocatore che al tavolo in quel momento aveva dimostrato di essere il più aggressivo di tutti, decide di mettere da bottone, originando il fold dei due blinds. 

Il flop è piuttosto curioso, visto che atterrano 4 4 4 e decido di uscire in c-bet a 11.000. Il mio avversario rilancia fino a 30.500, gli rimangono ancora 85.000 dietro e noi lo copriamo di ulteriori 75.000 chips. 

Ci penso per qualche istante poi mi convinco che il fold sia la scelta più giusta. 

Concetto e analisi

La size di apertura che ho scelto al preflop, è stata allargata rispetto allo standard di 2x, 2,2x, poiché sapevo che spesso mi avrebbe chiamato Badmayev e, così facendo, avrei leggermente accorciato lo stack effettivo e in più avrei ottenuto meno call da parte dei blinds. 

In precedenza avevo spesso rinunciato a porre resistenza sul post flop e proprio per questo motivo avevo pianificato di sparare tre pallottole per essere, per una volta, piuttosto convincente. 

Di solito anche la mia continuation bet è meno lunga, preferisco in situazioni analoghe qualcosa come 7,500 o 8,000, tuttavia, siccome l’idea era quella di sparare forte tre strade, ho deciso di cominciare deciso a 11.500. 

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Questo perché mi aspettavo che Badmayev chiamasse comunque, a prescindere da ciò che avesse in mano, ma è successo esattamente ciò che non mi aspettavo, il rilancio a 30.500. 

Mi ha spiazzato, sono sincero. Il primo pensiero che mi balena in testa è quello che non potrà mai, o quasi, avere nuts assoluto, qualsiasi 4 lo avrebbe rilanciato per prendere il gioco in mano e, dal canto mio, io avrei invece potuto tranquillamente avere un coppia medio alta. 

Thanks to Neil Stoddart

Il suo stack

Osservando le sue chips, oltre che essere a conoscenza del suo valore nominale, mi sono reso conto che avrebbe avuto senso metterle tutte, il suo raise a 30.500 avrebbe potuto originare una 3-Bet-shove da parte mia che non sarebbe stata una overbet sospettosamente grande, stavo raccontando una storia piuttosto credibile. 

Sicuramente ci sono alcune mani con le quali Badmayev chiamerebbe sereno, i Jack, i 10, ma non sono sicuro che avrebbe messo con gli 8 o i 9 ad esempio. Inoltre blockero la coppia di 10...

Sono consapevole che con questa action ci sia una buona porzione di bluff, spesso lo avevamo pizzicato in bluff e ci sono della grosse possibilità che non abbia nulla. 

A mente fredda penso di aver potenzialmente perso la possibilità di fare un gran bel piatto e avrei potuto c/bet-shovare. Lui è abbastanza squilibrato qui, poichè difficilmente ha una mano di valore, mentre, al contrario, ci sono tutte le possibilità che quella mano forte l’abbia io. 

Anche se venissi chiamato da una coppia di 7, o simili, sono ben lungi dall’essere morto, visto che ho ben 7 out buoni contro quelle mani."

La morale è quella che non dobbiamo mai dare nulla per scontato, negli spot più importanti, soprattutto nei live, è necessario prenderci tutto il tempo che ci serve per prendere le decisioni più giuste.

Poker e Sport Editor
Andrea Borea, nato nel marzo 1973, proviene da un percorso inizialmente lontano dall’ambito umanistico, seguendo gli interessi familiari prima di intraprendere la strada che lo avrebbe portato nel mondo del poker e dell’editoria. Dopo l’ingresso in Assopoker, avvia collaborazioni di rilievo con Luca Pagano per PokerPoker.it e Pagano Events. È stato il primo a bloggare per l’Italia il Main Event delle World Series of Poker da Las Vegas nel 2008 e nel 2009. Ha contribuito alla realizzazione delle collane “Lo sport del Poker” e “I segreti del Grande Poker” per La Gazzetta dello Sport, con cui ha collaborato anche come autore di articoli sul Texas Hold’em, prima di passare a PokerStars.it. Negli ultimi anni ha scritto per diverse realtà del settore, tra cui ItaliaPokerClub, Betfair, PokerStarsNews, PokerStars Learn e Ludos Academy.