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Hellmuth-Dwan

High Stakes Duel: da "Durrr" al maturo Tom Dwan. Hellmuth vincitore assoluto

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Phil Hellmuth non esce sconfitto dalla sfida con Dwan (courtsy Pokernews and Katerina Lukina)

Mentre ancora non si è capito bene se Phil Hellmuth reclamerà la sua rivincita dopo la sconfitta contro Tom Dwan, occorre scendere un pochino più in profondità nell’analisi di ciò che è successo durante l’High Stakes Duel III trasmessa da PokerGO.

Lo spunto per il pezzo che state leggendo, arriva da un articolo piuttosto interessante, scritto da Jeff Walsh su “pocketfives.com”, nel quale vengono messe in evidenza alcune caratteristiche che sono saltate all’occhio dopo la sfida.

Ve le riportiamo.

Da Durrrr a Dwan

La prima peculiarità riguarda essenzialmente il cambiamento epocale che hanno subìto il gioco e l’atteggiamento di Dwan. 

La pietra di paragone arriva dalla precedente epica sfida Heads Up tra i due, che mise in evidenza le qualità di “Durrr”, precursore di un gioco moderno, che all’epoca in pochi praticavano e che ancora meno capivano. 

La comprensione dei range era la componente fondamentale dei successi di "Durrrr" all’epoca, sommata ad una buona dose di spregiudicatezza e spavalderia, che ne fecero uno dei giocatori più istrionici e seguiti da chi quel mondo voleva gustarlo con le proprie papille. 

Oggi quel “Durrrr” sembra aver lasciato spazio a Tom Dwan, forgiato da una decina di anni di partite High Stakes più o meno private, dove un solo buio di una partita di cash game, metterebbe in circolo quella sana e pericolosa adrenalina alla maggior parte di noi comuni mortali. 

Durante la sfida contro Hellmuth di due settimane fa, Dwan ha atteso che la partita venisse da lui, come fanno i più esperti e consumati campioni di poker e a quel punto, grazie anche e soprattutto alla sua straordinaria lettura che tutti gli riconoscono su Hellmuth, ha messo fine al testa a testa, dopo cinque ore e mezzo di gioco effettivo.

Tom Dwan
Tom Dwan Courtesy PokerNews

Hellmuth è il reale vincitore della serie?

Il regno di Phil Hellmuth sembrerebbe quindi giunto al termine, dopo tutta una serie di vittorie che hanno messo in mostra un giocatore che se la sa cavare benissimo anche in una specialità come quella dell’Heads Up. 

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Ha spazzato via prima Esfandiari, poi Negreanu e infine il non professionista, ma non certo sprovveduto, Wright, per un complessivo 7-0 che non lascia molti dubbi sulla sua competenza. 

Qualcuno può biasimare Hellmuth se decidesse di non proseguire nella partita e non reclamare la rivincita contro Dwan? 

Gli sponsor di Poker Brat sono soddisfatti per l’esposizione mediatica che il loro frontman garantisce sempre e la sconfitta contro Dwan potrebbe essere il momento perfetto per abbandonare la scena, soprattutto per evitare il rischio che Dwan gli propini un'altra bastonata, levando tutti i dubbi. 

Inoltre il Round 3 avrebbe un Buy in di $200.000, un costo di iscrizione elevato che Hellmuth ha dimostrato spesso di non voler affrontare, visto che la sua carriera parla per lui. Non sono certo i tornei High Roller che hanno costruito la sua carriera ed Hellmuth, passata alla storia per la sua oculata gestione del bankroll. 

Ci sono degli episodi, come il Big One for One drop del 2012, ma raramente lo abbiamo visto scendere in campo per combattere contro field ridotti e investire decine di migliaia di dollari per un singolo torneo.

Risparmiare un Buy In di $200.000, significherebbe per lui giocare tutti gli eventi che di solito gioca lui alle WSOP ormai in partenza e nessuno gli imputerebbe una mancanza di coraggio se evitasse il secondo scontro con Dwan.

Poker e Sport Editor
Andrea Borea, nato nel marzo 1973, proviene da un percorso inizialmente lontano dall’ambito umanistico, seguendo gli interessi familiari prima di intraprendere la strada che lo avrebbe portato nel mondo del poker e dell’editoria. Dopo l’ingresso in Assopoker, avvia collaborazioni di rilievo con Luca Pagano per PokerPoker.it e Pagano Events. È stato il primo a bloggare per l’Italia il Main Event delle World Series of Poker da Las Vegas nel 2008 e nel 2009. Ha contribuito alla realizzazione delle collane “Lo sport del Poker” e “I segreti del Grande Poker” per La Gazzetta dello Sport, con cui ha collaborato anche come autore di articoli sul Texas Hold’em, prima di passare a PokerStars.it. Negli ultimi anni ha scritto per diverse realtà del settore, tra cui ItaliaPokerClub, Betfair, PokerStarsNews, PokerStars Learn e Ludos Academy.