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Fine del Big Game di Macao? Phua nei guai, per l’FBI fa parte di una triade

Paul Phua è il re del Big Game di Macao: l’ imperatore malese in questi anni è stato capace di giocare e finanziare (ha stakato Dwan ed altri top players) i giochi high stakes più ricchi della terra allo StarWorld CasinòD’altronde, ha contribuito in maniera diretta alla crescita dei casinò dell’ex colonia portoghese e grazie soprattutto ai suoi soldi che a Macao si gioca a dei livelli visti solo nella Bobby’s Room dei tempi d’oro.

Il patrimonio stimato del businessman malese è di 400 milioni di dollari.

E' accusato sia a Macao che a Las Vegas di aver  gestito un giro di scommesse clandestine (che venivano piazzate sul noto bookmaker asiatico Sbobet), dalla sua  suite del Caesars Palace, insieme ad altre sette persone, provenienti dalla Malesia e dalla Cina e Hong Kong.

Rischia cinque anni di carcere e difficilmente la giustizia americana si dimostrerà clemente: la sua posizione è molto delicata perché - secondo i media statunitensi - il procuratore federale Daniel Bogden  ritiene che Phua sia un membro di spicco della triade 14k, pericoloso gruppo criminale basato ad Hong Kong, ma  attivo a livello internazionale. Le accuse se provate, sono molto gravi.

Secondo le autorità, è la triade più grande ed influente del mondo con 25.000 membri attivi, suddivisi in 30 cosche. Il gruppo criminale controlla in larga scala il traffico di eroina e oppio in Cina e nel sud est asiatico. Il suo boss è il famoso Wan ‘Broken Tooth’ Kuok-koi ("Dente rotto") che è appena uscito dal carcere dopo 15 anni di reclusione.

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Il livello di guardia è molto alto, considerando che gli ultimi scandali del calcio scommesse internazionale (in Italia in primis), hanno tutti una radice comune: la Malesia, centrale primaria del betting illegale, con reti che controllavano e manipolavano risultati di parecchi eventi sportivi (e il calcio italiano ne sa qualcosa…).

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Paul Phua ha iniziato il suo business nel gioco come bookmaker proprio ad Hong Kong ma le sue fortune derivano dalla crescita esponenziale di Macao (che ha contribuito lui stesso a far crescere), come junker dei casinò più  importanti.

Per anni ha lavorato per Sheldon Adelson (fonte Macaubusiness.com) come porter e agente, incrementando il fatturato di Las Vegas Sands (proprietaria del Venetian) e di Macau Sands. Controlla migliaia  di players high stakes di baccarat e il 36% del fatturato delle sale più esclusive dei casinò di Adelson, derivava proprio dal suo lavoro.

Dal 2008 serve i casinò asiatici di Steve Wynn ed è paradossale che sia stato arrestato nella catena rivale di Caesars.

E' proprio dalle sue tre stanze imperiali del Caesars Palace che ha gestito il giro di scommesse, riversandole sul  sito sbobet.com. Sarà un caso? Nel frattempo, il Big Game di Macao trema, senza di lui i tavoli dello StarWorld rischiano di rimanere vuoti.

L'arresto di Phua: cronaca

Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo