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"I software non considerano il future game!" L'analisi mtt di 'KingMave911': A-Ko 11 left sul push del chipleader con tanti short

Oggi vi proponiamo una analisi d'eccezione. Il regular e coach Gabriele 'KingMAvE911' Re sviscera per noi uno spot da grattacapo a un 11 left di un torneo multitavolo.

Il protagonista della mano è secondo in chips e deve decidere cosa fare da big blind dopo l'openpush del chipleader da small blind. In mano ha una combo forte, ma la presenza di diversi giocatori più short, tra cui uno con 0,4bb, aumenta di non poco la complessità della decisione.

La situazione

Siamo a un torneo online da mille dollari di buy-in di una piattaforma internazionale. Hero è su big blind con 23,7bb di stack e spilla A K sull'openpush del chipleader del tavolo da small blind.

Nella immagine in alto potete vedere il tavolo, nella tabella sotto riportiamo il payout del torneo.

PosizionePremio
1$120,758.62
2$93,117.20
3$71,803.15
4$55,367.82
5$42,694.37
6$32,921.87
7$25,386.25
8$19,575.45
9$15,094.77
10-11$8,695.35

Nella pratica concreta mi aspetto che 11 left le persone shovino meno di quanto debbano.

Gabriele Re

 I range della teoria

Gabriele inizia la sua analisi con i range indicati dalla teoria.

 "Per iniziare facciamo una analisi teorica della questione. Siamo 11 left. Il primo range, con tanto viola e un po' rosso, è il range aggressivo di small blind. Il viola sta per all-in, il rosso per un raise x3."

range small blind chipleader

Gabriele ci ha anche girato la chart del range di call di big blind sempre da un punto di vista teorico.

Il coach mette però in guardia, perché le indicazioni della teoria devono poi essere calate nella pratica concreta del gioco effettivamente giocato ai tavoli verdi.

"Nella pratica, quello che mi aspetto, è che le persone 11 left shovino meno di quanto debbano. Per esempio, se vedi la chart, il nostro avversario deve shovare sempre 93 off, ma magari 93 off al posto dell'all-in fa un raise di tre bui to fold. Anche con KTs dovrebbe fare tre bui, ma il field medio non vuole raise foldare e non vuole raise callare e quindi pila".

I range 'adjustati'

Da qui la necessità di modificare quello che dice la teoria.

"Quando si analizza una mano non si tratta solo di metterla su HRC o sul software del caso, e vedere, se è positivo chiamo se negativo foldo. Perché gli output dei solver innanzitutto dipendono dalla sensibilità che effettivamente ha small blind, cioè se small blind inizia ad avere anche dei range di limp, non raisa tutto, non apre tutto eccetra, l'analisi cambia, e quindi il risultato che sembra corretto potrebbe anche essere sbagliato".

Gabriele ha quindi modificato il range di shove di small blind.

"Togliendo dalla parte super trash e inserendo mani medio buone, come per esempio K7s, A7s, KTs, QKs e così via, viene fuori che bisogna stringere il range di call da BB: se prima era 88+ / ATs+ / AK, ora diventa 99+ / AJs / AK indifferente da un punto di vista teorico."

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Ed ecco il range di call di big blind dopo gli aggiustamenti di Gabriele sul range di openpush di small blind: come si vede AK ha EV zero.

Il sondaggio social

Sui suoi canali social Gabriele ha lanciato un sondaggio sullo spot ai follower. L'indecisione che regna conferma quanto la best option sia veramente close.

sondaggio kingmave911 ak 11 left

L'importanza del future game 

Ma c'è anche un altro fattore da considerare che i solver non prendono in considerazione.

"Il future game: in una situazione del genere, in cui siamo quarti su 11 left, è una discriminante dal peso enorme. Prendersi questo rischio, con la possibilità di raddoppiare e di andare chipleader 11 left, permetterebbe di bullare la bolla del final table, e poi di bullare anche il tavolo finale. Il software non considera che posso anche prendermi un negativo, nello spot preciso, perché so che gran parte delle volte avrò una buona equity, e che poi avrò dei benefici che lui non calcola nella successiva mezz'ora di gioco, per esempio, o nel resto del torneo. In base a questa considerazione, prima dell'analisi avrei sempre detto call. Vedendo l'analisi rimane comunque un call. Invece con AQ, per esempio, prima dell'analisi avrei callato sempre, dopo l'analisi invece diventa una mano alquanto complicata".

E se fosse stato final table?

Gabriele ha poi calato lo spot in un'altra situazione di gioco, ossia al final table sei left.

"Al tavolo finale, invece, il risk premium, se fossimo in questo caso sei left sarebbe molto, molto più alto. E come vedi dalla chart, in un tavolo finale praticamente dobbiamo callare solo da 99 a salire, foldando sempre AK. Anche qui però bisogna fare delle considerazioni sul future game. Al momento dello spot avrei il secondo stack dei sei left, ma raddoppiare e passare da 24x a 48x, con il secondo più short a 19x, vorrebbe dire avere un future game drasticamente positivo. Quindi, anche se il call con AK a un tavolo finale teoricamente parlando sarebbe negativo, valutando sempre l'aspetto del future game secondo me si può chiamare anche al final table."

Ecco il range di call teorico se lo spot fosse capitato a 6 left. Come si vede AK è un fold, ma come detto, per future game Gabriele chiamerebbe ugualmente.

Giornalista
Dopo anni passati a scrivere di altro, in un periodo sabbatico si è appassionato al poker e dal 2012 è diventato il suo pane quotidiano. Intanto ha scritto un paio di libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco. Vive in Maremma dove è riuscito a realizzare il sogno che aveva preso forma nella sua mente da piccolo davanti a un 486 con 4Mb di RAM, ovvero lavorare comodamente da casa scrivendo al computer. Laurea magistrale in scienze della comunicazione, da venti anni iscritto all'Ordine dei Giornalisti, prima di conoscere il poker si è occupato di cronaca sulla stampa quotidiana nazionale e di musica su quella periodica, quest'ultima soprattutto per entrare gratis ai concerti. Poi ha creato e diretto per cinque anni un freepress bilingue turistico-locale. Al termine di questa esperienza il suo percorso si intrecciò con il NLHE grazie a un amico che giocava su Full Tilt Poker.
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