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I futuri Bandi in Italia dei giochi terrestri: come sarà il nuovo mercato delle scommesse, le regole e i gruppi leader

Il riordino del gioco terrestre retail non è solo una riforma tecnica. È la vera partita industriale del 2026 per il settore come lo è stato nel 2025 per i bandi del gioco online e del Lotto. Il Governo punta a portare - secondo l'agenzia di stampa Agimeg - il decreto entro fine mese in Consiglio dei Ministri, chiudere il passaggio in Conferenza Unificata (con le Regioni) entro marzo e accelerare poi l’iter parlamentare prima della scadenza della delega fiscale del 29 agosto. Tempistiche strette, perché in ballo non c’è solo la norma: c’è la redistribuzione di un intero mercato.

L’obiettivo del Ministero dell'Economia e delle Finanze è sotto la luce del sole e facilmente intuibile: meno frammentazione, regole uniformi e operatori più solidi e affidabili. E' un trend però intrapreso da anni, considerando che già oggi, l'87% dei diritti è concentrato tra i 5 brand più importanti nelle scommesse.

Per pensare e progettare un nuovo bando del gioco fisico però è necessario rivedere le regole, in particolare quelle sul distanziometro. La soluzione che pare emergere è quella di 100 metri per i punti certificati (quelli con regolare concessione) e 200 metri per i punti non certificati. Si punta a una razionalizzazione della rete.

Tradotto: chi è strutturato resta, chi è borderline rischia di uscire con regole sempre più difficili da rispettare.

Gara scommesse: modello “a blocchi”, barriera d’ingresso più alta

La novità più rilevante riguarda la gara del betting. La soluzione proposta è la seguente:

  • blocchi da 25 diritti
  • 50.000€ a diritto
  • 1,25 milioni base d’asta per blocco per ogni società
  • 10.000 diritti totali (in linea con la rete attuale)
  • tetto massimo 30–40% per concessionario
  • diritti assegnati in base alle aste

Una delle novità più importanti, secondo l'agenzia, è che non vi sarà nessuna distinzione tra agenzie e corner da quello che filtra dal MEF su richiesta dei principali bookmakers e investitori.

Il messaggio è evidente: stop ai micro-operatori, dentro solo chi ha spalle finanziarie larghe. Il retail diventa un gioco per società capitalizzate, non più da piccoli imprenditori. Questo è l'indirizzo che si è scelto e che è coerente con quanto attuato nel 2025 con il bando online (e il divieto di Skin). Un indirizzo politico destinato anche a sollevare parecchie polemiche, considerando che, i piccoli imprenditori, per decenni la base di questo settore, rischiano di rimanere ai margini. Dovranno appoggiarsi, probabilmente, a società multinazionali.

Slot e VLT: meno macchine, investimenti più pesanti

Stessa filosofia sugli apparecchi da intrattenimeno come slot (AWP) e VLT.

  • blocchi da 4.000 AWP + 800 VLT
  • base intorno a 25 milioni a blocco
  • riduzione del parco macchine nazionale (200.000 AWP, 45.000 VLT)

Qui la parola chiave è consolidamento. Meno quantità, più controllo, investimenti più alti.

Bingo: approccio più morbido

In questo caso, sul bingo il Governo pare essere indirizzato a un bando a queste soluzioni generali:

  • 210 sale contro circa 180 attive
  • 350.000€ a diritto

Segmento meno stressato, più vicino alla domanda reale.

Il senso del riordino del gioco terrestre

Il Governo non sta solo facendo cassa ma sta anche ridisegnando la struttura del mercato anche se siamo consapevoli che, per l'attuazione, dipenderà poi molto anche da come sarà recepito questo riordino dagli enti locali. Per questa ragione è importante un accordo quadro con le regioni.

In sintesi ci saranno meno concessioni diffuse, la presenza di più gruppi strutturati, maggiore compliance e controlli ma anche concentrazione. E sappiamo che quando un mercato è eccessivamente concentrato non è mai positivo per la concorrenza e l'ingresso dei piccoli imprenditori, ma il MEF ha intrapreso questa direzione per alzare i controlli sull'anti-riciclaggio e inserire procedure di controllo delle dipendenze che richiede strutture ben organizzate lato aziende e operatori.

Di fatto però è una selezione industriale e chi ha più capitali ed è strutturato vince. E, come sempre nel gaming italiano, chi arriva sottocapitalizzato rischia di restare fuori prima ancora di sedersi al tavolo.

Scommesse terrestri, la mappa dell’Italia (oggi) e la partita vera che sta per iniziare (domani)

La fotografia scattata dai dati dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e rielaborata da Agimeg racconta un’Italia con 9.773 punti scommessa complessivi, divisi tra 5.659 agenzie e 4.114 corner. Una rete capillare, quasi un punto a quartiere, che negli anni ha trasformato la raccolta fisica in un presidio quotidiano del territorio.

Le regioni con più punti gioco nelle scommesse

La distribuzione dei punti concessionari sul territorio al momento vede questa configurazione e concentrazione:

  • Campania: oltre 2.100 punti, circa un quarto del totale nazionale
  • Lombardia: più di 1.300
  • Sicilia: sopra quota 1.100
  • Seguono Puglia (987) e Lazio (957)
  • C'è un grosso scalino con Piemonte a circa 500, tutto il resto sotto questa soglia

Cinque regioni che da sole fanno la parte del leone e concentrano la maggioranza della rete retail italiana.

Tradotto: il betting terrestre, in Italia, vive soprattutto dove c’è densità urbana, abitudine al gioco e tessuto commerciale popolare. Bar, tabacchi, corner, agenzie: non solo punti vendita, ma micro-hub sociali.

All’estremo opposto troviamo Molise, Basilicata, Trentin

Gara scommesse retail – la fotografia dei brand prima dell’asta

La mappa attuale dei punti scommesse in Italia è un elemento chiave per comprendere le dinamiche competitive in vista della gara dei diritti. Secondo i dati ADM elaborati da Agimeg, oggi il mercato retail è caratterizzato da una forte concentrazione per brand e gruppi industriali, con una netta predominanza di pochi operatori principali.

In totale sul territorio ci sono 9.773 punti scommesse tra agenzie e corner — i diritti che saranno oggetto di gara nei prossimi mesi.

Brand leader – quota di mercato e posizionamento

Oggi la classifica dei marchi per numero di diritti attivi tra agenzie e corner è la seguente:

  • Goldbet Better Organization Italy (GBO Italy Lottomatica + Goldbet) guida la lista con quasi 3.000 punti, ovvero oltre il 30% dei diritti attivi sul totale.
  • Snaitech (Gruppo Flutter) è seconda con 1.940 diritti.
  • Sisal (Gruppo Flutter) segue con 1.534 diritti.
  • Eurobet (Gruppo Entain) supera quota 1.000 diritti.
  • Planetwin365 (brand GBO Italy) è anch’esso sopra i 1.000 punti.

Questi cinque brand da soli concentrano circa l’87% del mercato retail italiano delle scommesse (tra agenzie e corner).

Per gruppi la concentrazione dei diritti è la seguente:

  • GBO Italy 4.000 circa
  • Flutter International 3.470 circa
  • Eurobet-Entain 1.000
agenzia scommesse
Una delle tante agenzie scommesse nel mondo ma l'Italia rimane uno dei punti di riferimento principali sia per spesa che per numero di betting shops

Il tema del nuovo bando e gli scenari futuri

Come abbiamo visto, il mercato è già concentrato su questi tre gruppi internazionali e sei brand famosi e familiari nella rete fisica agli scommettitori italiani. E ci sono tutte le condizioni affinché questa tendenza venga ancor di più consolidata, visto che stiamo parlando di brand che appartengono a tre gruppi con le spalle coperte dal punto di vista finanziario.

Tutte queste società conoscono già molto bene il mercato, regione per regione. Non è quindi facile l'ingresso anche a brand stranieri che, fino ad oggi, sono rimasti alla finestra.

Il vero successo del bando però passa dalla Conferenza unificata tra Governo e Regioni, prevista nel mese di marzo se i bandi verranno presentati entro fine febbraio. In quella sede si gioca la vera partita sulle regole (distanziometri su tutte).

Saranno previsti anche maggiori controlli che richiedono strutture importanti per l'antiriciclaggio, la tracciabilità, oltre a dover attuare politiche più concrete su temi delicati come la responsabilità sociale e limiti più stringenti sui giocatori. Chi non ha infrastruttura tecnologica e governance (ed ha un costo rilevante) adeguata rischia di restare fuori.

C'è poi il tema fondamentale, sia per la retention dei giocatori che per le politiche di gestione del rischio delle scommesse, sull'integrazione tra i punti fisici e il digitale, con le nuove tecnologie applicate (intelligenza artificiale). Ma il futuro è il retail connesso con la rete ma anche con gli altri giochi (slot nelle agenzie e scommesse virtuali).

Cambierà qualcosa sul mercato? Cambieranno gli equilibri? Molto difficile, più probabile invece un consolidamento anche con l'acquisizione, da parte di questi grandi gruppi nazionali e internazionali, di reti locali .

Probabile che ci sia una concentrazione della raccolta solo nei punti vendita che funzionano, tagliando quelli marginali. La filosofia potrebbe essere: meno negozi ma più funzionanti e soprattutto integrati con il ditigal.

C'è poi l'aspetto tecnologico, lo abbiamo visto anche nell'online: chi dispone di migliore tecnologia è avvantaggiato nel lungo periodo.

L'Italia continua a rimanere uno dei mercati più importanti del terrestre, forse il numero uno. Se nel Regno Unito i bookmakers sono soffocati dalle nuove tasse, l'Italia potrebbe diventare il mercato di riferimento. Cresce l'online ma le scommesse terrestri continuano ad avere un peso importante (se pensiamo ai 10mila punti ma con regole più rigide e operatori più forti).

Il futuro delle scommesse parte dall'alta capitalizzazione degli operatori, dalla tecnologia e organizzazione. E' un betting sempre più "capitalistico" e meno votato all'improvvisazione.

Editor in chief - Analista poker e betting industry
Iscritto all'ordine dei giornalisti da più di 25 anni, vivo a Malta dal 2012, laureato in giurisprudenza, specializzato nello studio dei sistemi regolatori e normativi del settore dei giochi nel Mondo e nella comunicazione responsabile nel mercato legale italiano alla luce del Decreto Balduzzi e del Decreto Dignità (convertiti in legge). Forte passione per lo sport e la geopolitica. Fin da bambino, sfogliando il mitico Guerin Sportivo, sognavo di fare il giornalista sportivo, sogno che ho realizzato prima di passare al settore del gaming online. Negli anni universitari, ho iniziato anche il lungo percorso da cronista in vari quotidiani e televisioni. Dai primi anni 2000 ho lavorato anche nel settore delle scommesse e nel 2010 sono entrato nella grande famiglia di Assopoker per assecondare la mia passione per il poker texas hold'em.
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