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Vladimir Putin

Rivoluzione in Russia: Putin sta pensando di legalizzare i casinò online per finanziare la guerra

In unCremlino segnato da pressioni economiche (per via delle sanzioni occidentali) e da una guerra che trascina la Russia in un vortice di spesa militare protratta, arriva una proposta che va controcorrente rispetto alle politiche russe sul gioco d'azzardo: legalizzare i casinò online, fino ad oggi vietati, per generare nuove entrate fiscali che potrebbero finanziare - in parte - la crescita dell'economia di guerra voluta da Putin e dai suoi generali con la riconversione di diverse industrie.

L’idea – stando a fonti di stampa russe – è stata avanzata dal ministro delle Finanze Anton Siluanov, figura chiave per la tenuta del bilancio statale, che ha suggerito a Vladimir Putin di considerare una revisione radicale della normativa sul gambling digitale. Secondo le stime ufficiali, un mercato regolato potrebbe fruttare allo Stato oltre 100 miliardi di rubli all’anno (circa 1,3 miliardi di dollari) se tassato con un’aliquota significativa.

Economia di guerra

Una proiezione un pò troppo ambiziosa ma stiamo sempre parlando di un paesse immenso da 143 milioni di abitanti e sappiamo che le slot online, in questi anni, hanno drogato il mercato del gambling online.

Le guerre costano anche per una economia orientata soprattutto alla dipendenza dai proventi energetici, con il calo dei prezzi del petrolio sui mercati globali che sta complicando le cose. Il peso crescente del finanziamento bellico su bilancio pubblico oltre alle relazioni internazionali inquiete con il mondo occidentale con le sanzioni sempre più pesanti nel lungo periodo.

Dal proibizionismo all'apertura dei casinò online

Il paradosso è che Putin e i suoi ministri sono sempre stati orientati a contrastare il gioco d'azzardo, con una chiusura di decine e decine di casinò a Mosca circa 20 anni fa.

Non è un caso che si parli di apertura proprio ora: la Russia, dal 2009, vieta online casinò e poker online al di fuori di specifiche zone terrestri designate, risultato di un’ondata di leggi restrittive mirate a limitare l’azzardo “libero”.

Poker online: come era disciplinato il mercato con PokerStars

Per quanto riguarda il poker online, una delle poche room autorizzate era Pokerstars che deteneva una licenza in compartecipazione con il partner strategico Casinò di Sochi (sede anche di diverse edizioni dell'EPT), fino a quando non è scoppiata la guerra in Ucraina nel 2022 e Flutter decise di uscire per non essere colpita dalle sanzioni internazionali.

La Russia è sempre stata uno dei principali mercati mondiali di The Stars Group, fino al 2022.

Oggi si parla di casinò online ma saranno solo operatori russi.

Ecco l’ironia della storia: un Paese che per quasi due decenni ha represso il gioco d’azzardo, vedendo quella repressione trasformarsi in un mercato nero vastissimo (stime non ufficiali parlano di migliaia di operatori illegali e trilioni di rubli in giro), ora potrebbe fare retromarcia. Il motivo? Anche la tassazione del proibito è meglio della rinuncia a ricavi certi in un’economia sotto stress.

infografica casinò russia
Come la Russia potrebbe regolamentare i casinò online

Il progetto e le future nuove regole

Secondo la proposta, la legalizzazione verrebbe accompagnata da limiti come età minima di accesso a 21 anni, controlli centralizzati e un regolatore unico per mitigare rischi di ludopatia e frodi.

È qui che la narrazione economica si incrocia con quella sociale: Mosca cerca di incanalare flussi finanziari enormi verso lo Stato, ma lo fa in un Paese dove le maglie del controllo statale sono già fitte, e dove il bilancio della “salute pubblica” è spesso subordinato alle esigenze di fondo cassa. La posta in gioco, quindi, non è solo fiscale: è la capacità di trasformare un fenomeno sotterraneo in un settore controllabile e, soprattutto, tassabile.

Oltre i confini: lezioni globali e riflessi geopolitici

Questo possibile passo della Russia si colloca in un quadro mondiale dove sempre più Stati ridefiniscono i confini tra proibizione, regolazione e mercato digitale. In Europa e negli Stati Uniti, la regolamentazione dell’iGaming e delle scommesse è diventata un terreno di competizione fiscale e normativo, che intreccia sicurezza, entrate pubbliche e tutela dei consumatori.

In altre parole, la decisione di Putin – qualunque essa sia – va letta come segno delle trasformazioni profonde nei modelli di governance economica post-pandemia e post-guerra fredda: stati grandi e piccoli cercano nuovi modi per finanziare ambizioni interne ed esterne, e spesso lo fanno guardando a settori prima considerati marginali. Le guerre hanno un costo, lo sanno bene gli Stati Uniti con Iraq e Afghanistan. Per la Russia sarà il quarto anno di guerra, ma in Dombas dura da più di un decennio.

La crisi economica dovuta a prezzi del petrolio troppo bassi

Negli ultimi anni il prezzo del petrolio è complessivamente calato rispetto alle aspettative e ai livelli che si vedevano fino al biennio 2022–2023, con effetti diretti sulle entrate della Russia e sulla sua economia fortemente dipendente dall’export di idrocarburi.

Tendenza del mercato e dei prezzi degli ultimi anni

  • I prezzi internazionali del Brent crude hanno oscillato nell’ultimo periodo attorno ai 60–70 USD al barile, risultando significativamente inferiori ai livelli di picco registrati nel primo periodo della guerra in Ucraina (quando toccarono oltre $100).
  • La materia prima dell’Urals crude, il benchmark più rilevante per la Russia, è scesa ancora di più e ha sperimentato quotazioni anche intorno ai ~$36 al barile in alcune fasi recenti, il livello più basso almeno dagli ultimi anni.
  • Il prezzo medio nel 2025 è risultato sotto le aspettative del budget di Mosca e delle previsioni ufficiali, con molti analisti che stimano quotazioni in media più basse di quelle incorporate nei piani di spesa statal

Casinò online in Russia: i motivi

La proposta di legalizzare i casinò online – lungi dall’essere un semplice atto tecnico – riflette motivazioni più profonde:

  • una Russia che fatica a bilanciare spese militari e stabilità economica (con l'inflazione molto alta);
  • come visto il prezzo degli idrocarburi è storicamente basso
  • un mercato clandestino che sfugge da anni a ogni controllo statale;
  • una riflessione implicita sulla funzione dello Stato come regolatore e beneficiario di attività prima vietate.

In questo senso, la mossa proposta a Putin è tanto pragmatica quanto simbolica: legittimare ciò che è vastamente praticato nell’ombra, per renderlo utile al fisco, in un’epoca in cui ogni margine di entrata conta — dentro e fuori i confini russi.

La mannaia di Putin sui casinò di Mosca

Negli anni 2000, post muro di Berlino, il settore dei casinò in Russia crebbe in modo esponenziale e poco regolato, soprattutto nelle grandi città come Mosca, dove nel 2005 erano presenti decine di casinò e centinaia di sale con slot machine.

Di fronte a questa espansione e ai problemi sociali e organizzativi legati al gioco d’azzardo, Vladimir Putin – allora Presidente – promosse una legge federale approvata nel 2006 che mirava a vietare l’attività dei casinò e delle sale giochi su tutto il territorio nazionale, eccetto che in zone speciali isolate designate dallo Stato.

La prima offensiva del 2009 contro le sale da gioco

Questa normativa entrò gradualmente in vigore e, a partire dal 1° luglio 2009, tutti i casinò e le sale con slot machine di Mosca e delle altre città russe furono chiusi: la legge proibì l’apertura e il funzionamento di questi locali al di fuori delle quattro zone di gioco autorizzate, costringendo gli operatori a cessare l’attività o trasferirsi.

La decisione fu giustificata dal governo come un modo per controllare il fenomeno del gioco d’azzardo, ridurre l’accesso ai casinò nelle aree urbane e spostare la concentrazione dell’industria in regioni remote con l’obiettivo di tassare e regolamentare l’attività in modo più stretto.

In pratica, dalla metà del 2009 tutti i casinò di Mosca e delle principali città russe smisero di operare, segnando una svolta radicale nella politica sul gioco d’azzardo del Paese: solo nelle zone speciali di gioco (come Kaliningrad, Altai, Primorye e altre) furono ammessi casinò legali in seguito.

Casinò terrestri: come sono regolamentati, le zone consentite in Russia

Dopo il 2009 il gioco d’azzardo tradizionale (casinò e slot machine) è legale solo all’interno di specifiche “zone di gioco d’azzardo” designate dallo Stato: al di fuori di queste aree qualsiasi casinò è vietato e la legge impone la chiusura e sanzioni per gli operatori non autorizzati. Questa struttura normativa deriva dal Federal Law No. 244-FZ del 2006 (in vigore dal 2009), che ha spostato tutta l’attività di casinò dalle città e dalle aree diffuse del Paese verso zone speciali destinate a concentrare l’offerta legale.

Attualmente le principali zone in cui i casinò terrestri operano legalmente in Russia sono:

  • Krasnaya Polyana – Sochi (Krasnodar Krai), una delle aree di gioco più visitate con infrastrutture turistiche integrate;
  • Siberian Coin (Altai Krai), zona attorno al complesso Altai Palace nel sud dell’Altaj;
  • Yantarnaya (Kaliningrad Oblast), nel nord-ovest della Russia, con sviluppo turistico legato anche a eventi;
  • Primorye (Primorsky Krai), vicino a Vladivostok, orientata anche a clientela internazionale dall’Asia;
  • Yalta (Crimea), una zona relativamente nuova inserita nel sistema di gioco d’azzardo legale;

Queste zone speciali sono create per concentrare il gioco d’azzardo in aree territoriali delimitate, con l’obiettivo dichiarato di controllare e tassare l’attività, oltre che di sviluppare turismo e servizi complementari (hotel, resort, intrattenimento).

Casinò terrestri in Russia
Casinò terrestri in Russia

Regole principali per l’operatività:

  • L’attività di casinò è consentita solo all’interno di queste zone designate;
  • Online casino games (gioco d’azzardo online) restano vietati in tutto il territorio russo, a meno che non venga accolta l'attuale proposta di riforma
  • L’ingresso è riservato a chi ha almeno 18 anni e l’operazione dei casinò è soggetta a licenze specifiche e controlli statali;
  • Le licenze per casinò vengono rilasciate da autorità competenti e sono accompagnate da requisiti finanziari, fiscali e di conformità alle leggi federali e regionali.

In questo sistema, l’offerta di gaming fisico è fortemente localizzata e regolata, mentre qualsiasi forma di casinò fuori dalle zone autorizzate e di gioco digitale rimane illegale secondo la normativa vigente.

Scommesse sportive: la situazione legale

In Russia le scommesse sportive sono una forma di gioco d’azzardo legale e regolamentata, con una cornice normativa distinta da quella di altri giochi d’azzardo come casinò e slot machine. La regolamentazione del mercato delle scommesse (bookmaking) inizia già nei primi anni 2000: già dal 2002 il settore delle scommesse sportive è stato formalmente regolato, con norme specifiche introdotte nei successivi anni (2006–2007) per disciplinare licenze, requisiti finanziari e condizioni operative per gli operatori autorizzati.

Dal luglio 2009 è obbligatorio che tutte le attività di scommesse (sia nei punti vendita fisici sia quelle elettroniche) ottengano una licenza rilasciata dalla Federal Tax Service per operare legalmente nel Paese.

Ma è solo dal 2016 che il mercato legale ha preso il via, quando è stato creato un sistema centralizzato molto complesso.

👉 Scommesse terrestri e online: a differenza di molte altre forme di gioco, le scommesse sportive sono permesse sia nei locali fisici (punti scommesse) sia tramite sistemi elettronici online, purché gli operatori siano regolarmente licenziati e aderiscano alle regole di controllo dei fondi e delle transazioni (incluso l’uso di sistemi centrali come TSUPIS per gestire le puntate online).

Editor in chief
Iscritto all'ordine dei giornalisti da più di 25 anni, vivo a Malta dal 2012, laureato in giurisprudenza, specializzato nello studio dei sistemi regolatori e normativi del settore dei giochi nel Mondo e nella comunicazione responsabile nel mercato legale italiano alla luce del Decreto Balduzzi e del Decreto Dignità (convertiti in legge). Forte passione per lo sport e la geopolitica. Fin da bambino, sfogliando il mitico Guerin Sportivo, sognavo di fare il giornalista sportivo, sogno che ho realizzato prima di passare al settore del gaming online. Negli anni universitari, ho iniziato anche il lungo percorso da cronista in vari quotidiani e televisioni. Dai primi anni 2000 ho lavorato anche nel settore delle scommesse e nel 2010 sono entrato nella grande famiglia di Assopoker per assecondare la mia passione per il poker texas hold'em.
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