Il Brasile è un paese abituato ai paradossi politici. Ma quello che sta accadendo oggi con il gioco online potrebbe entrare nei manuali di psicoanalisi.
Da una parte, il governo di Luiz Inácio Lula da Silva ha firmato nel 2023 la legge (entrata in vigore nel gennaio 2025) che ha aperto il mercato delle scommesse e dei casinò online, creando uno dei più grandi bacini di gioco digitale al mondo. Dall’altra, lo stesso presidente ora invoca un fronte comune tra governo, Congresso e magistratura per arrivare a un divieto delle stesse case da gioco.
Dietro questa apparente contraddizione si nasconde un fenomeno sociale che sta preoccupando Brasilia: la velocità con cui il gioco digitale ha penetrato la vita quotidiana di milioni di cittadini brasiliani.
Durante un discorso alla nazione, Lula ha usato parole molto dure. La dipendenza dal gioco, ha detto, sta diventando “una tragedia che colpisce le famiglie brasiliane”. Secondo il presidente, sempre più nuclei domestici vedono il denaro destinato ad affitto, cibo o istruzione “sparire sullo schermo di uno smartphone”.
In questo Articolo:
- 1 Le lobby del terrestre e i casinò
- 2 Il mercato brasiliano delle scommesse sportive
- 3 Ban dei casinò: una battaglia politica ancora aperta
- 4 Il mercato del gambling in Brasile
- 5 Perché il poker è legale in Brasile
- 6 Perché il Brasile è diventato una superpotenza mondiale del poker
- 7 Netflix racconta i “signori del gioco” di Rio
- 8 Cos’è il “jogo do bicho”, la lotteria illegale che domina Rio da oltre 100 anni
Le lobby del terrestre e i casinò
Ma dietro alle parole di facciata (conoscevano già le proiezioni di alcuni problemi) dei politici brasiliani, in realtà sembra che le lobby del gioco terrestre illegale (storicamente molto forti anche dal punto di vista "politico") stiano facendo pressione per far saltare il banco dei casinò online legali.
Il punto che più irrita Lula è la contraddizione normativa: in Brasile i casinò terrestri sono vietati, ma allo stesso tempo slot e giochi digitali possono entrare nelle case attraverso le app.
Ma c'è anche un bel giro di slot nei bar che sono controllate da giri illegali.
“Non ha senso – ha spiegato – proibire i casinò fisici e permettere giochi online che portano il gioco direttamente nelle case” ha dichiarato Lula.
Il mercato brasiliano delle scommesse sportive
Negli ultimi anni il Brasile è diventato uno dei mercati più promettenti per l’industria globale delle scommesse. Dopo la regolamentazione del 2023, gli operatori internazionali hanno iniziato a guardare al Paese come al prossimo Eldorado del gambling digitale, con licenze da circa 30 milioni di reais (al cambio attuale 4.926.000 euro) e un sistema fiscale dedicato.
Ma la crescita rapidissima ha rivelato anche i suoi costi sociali e ha pestato i piedi anche ai signori e ai circuiti che hanno sempre gestito il betting nei circuiti terrestri.
La povertà però il Brasile ha la sua influenza e purtroppo sono stati riportati, agli occhi dei politici anche alcuni casi estremi: perfino i sussidi statali destinati ai programmi di assistenza sono finiti nelle piattaforme di betting.
Per Lula questo rappresenta un campanello d’allarme politico e sociale. Il timore è che il Paese, già attraversato da profonde disuguaglianze, possa trasformarsi in una gigantesca economia della scommessa digitale. Ma la vicenda puzza di bruciato per via del fatto che il Governo vuole fare retromarcia dopo poco più di un anno.
Ban dei casinò: una battaglia politica ancora aperta
La proposta di vietare i casinò online non è ancora una legge. Piuttosto, è il segnale di una battaglia politica che attraversa il Parlamento brasiliano messo sotto pressione da alcune parti politiche.
Da un lato c’è la lobby dell’industria del betting, sostenuta da parte del mondo imprenditoriale e da molti deputati. Dall’altro cresce una coalizione trasversale – che include settori progressisti e il potente blocco evangelico – convinta che il boom del gambling online stia producendo una nuova emergenza sociale.
In mezzo, il governo Lula cerca una difficile sintesi: regolare un mercato che produce entrate fiscali miliardarie senza trasformare il Brasile nel laboratorio mondiale della dipendenza da gioco.
Per ora la partita resta aperta.
Ma se Brasilia decidesse davvero di chiudere i casinò online, il messaggio sarebbe chiaro: la più grande economia dell’America Latina non vuole diventare una Las Vegas digitale.
Sarebbe un grave danno per le società di gioco online dopo la chiusura anche di un altro mercato fiorente come quello dell'India.

Il mercato del gambling in Brasile
Il Brasile è oggi uno dei mercati più promettenti al mondo per il gioco online. Dopo anni di dibattito politico, il Paese ha introdotto una regolamentazione completa del betting online dall' 1 gennaio 2025, aprendo ufficialmente il settore agli operatori internazionali.
Gli effetti sono stati immediati: il Brasile è rapidamente entrato tra i primi cinque mercati globali delle scommesse, dietro solo a giganti come Stati Uniti, Regno Unito e Italia.
Il sistema prevede licenze molto costose – circa 30 milioni di reais per operatore (come abbiamo detto quasi 5 milioni di euro) – che hanno già portato miliardi di entrate fiscali allo Stato brasiliano. Difficile oggi rinunciare a quelle entrate.
Il potenziale è enorme: il mercato dell’online gambling brasiliano valeva circa 1,5 miliardi di dollari nel 2024 e potrebbe raddoppiare entro il 2030, con una crescita media superiore al 12% annuo.
Ma la crescita ha aperto anche un acceso dibattito politico e sociale: il boom delle scommesse digitali ha infatti sollevato preoccupazioni per l’impatto sulle famiglie e sul debito domestico con le ultime dichiarazioni del Presidente Lula.
I numeri delle scommesse e casinò legali e illegali in Brasile
I numeri del boom delle scommesse in Brasile:
- 25,2 milioni di scommettitori attivi nel 2025 sulle piattaforme autorizzate.
79 operatori con licenza nel nuovo mercato regolamentato.
37 miliardi di reais (circa 7 miliardi di dollari) di ricavi lordi da gioco nel primo anno di regolamentazione. - 30 miliardi di reais scommessi ogni mese dagli utenti secondo stime della banca centrale brasiliana.
Il settore nel suo complesso muove circa 120 miliardi di reais l’anno tra scommesse e gaming online.
Lo Stato ha già incassato circa 2,5 miliardi di reais solo dalle licenze degli operatori.
Accanto al mercato legale resta però un enorme segmento sommerso: il gioco illegale può generare fino a 40 miliardi di reais l’anno, pari a circa un terzo del settore complessivo.
Perché il poker è legale in Brasile
Il poker in Brasile occupa una posizione giuridica molto particolare: non è considerato gioco d’azzardo, ma un gioco di abilità.
Il fondamento legale risale al Decreto-Legge n. 3.688 del 1941, che vieta i giochi basati prevalentemente sulla fortuna. Nel corso degli anni, però, tribunali e autorità brasiliane hanno stabilito che il poker – soprattutto nella variante Texas Hold’em – è un’attività dove prevale l’abilità strategica del giocatore rispetto alla componente casuale.
Per questo motivo il poker è stato classificato come “sport della mente”, una definizione sostenuta anche dalla Confederação Brasileira de Texas Hold’em (CBTH), la federazione che organizza tornei e campionati nel Paese.
Questa interpretazione ha avuto conseguenze concrete:
- i tornei di poker live sono legali
- i club di poker possono operare regolarmente
- il poker è considerato un’attività sportiva e competitiva
- il gioco è separato giuridicamente dai casinò tradizionali
Grazie a questa impostazione normativa, il Brasile è diventato negli ultimi anni uno dei mercati più dinamici del poker mondiale, con circuiti importanti come il Brazilian Series of Poker (BSOP) – uno dei tour live più grandi fuori da Stati Uniti e Europa.
Mentre casinò e slot sono stati vietati per decenni, il poker ha trovato una strada legale autonoma, basata sul principio che nel lungo periodo vince la skill e non la fortuna.
Il poker online
Anche il poker online è legale in Brasile, ma con una particolarità importante: non è regolamentato come il gambling tradizionale.
Il motivo è lo stesso che rende legale il poker live: in Brasile - come abbiamo visto - il poker è considerato un gioco di abilità (skill game) e non un gioco d’azzardo. Questo lo colloca fuori dal divieto storico sul gambling previsto dalla legge del 1941.
Di conseguenza:
- i giocatori brasiliani possono giocare legalmente a poker online con soldi reali
- le piattaforme internazionali possono accettare giocatori brasiliani
- il poker non rientra nelle restrizioni che colpiscono slot, roulette o casinò online
PokerStars è senza dubbio l'operatore più famoso nel paese sudamericano.
Ma c’è una differenza rispetto ad altri Paesi: il poker online in Brasile è legale ma non regolato:
- non esiste ancora un’autorità nazionale specifica per il poker online
- la maggior parte dei siti che accettano giocatori brasiliani opera con licenze estere
- i giocatori partecipano normalmente a pool internazionali insieme a player di altri Paesi
Perché il Brasile è diventato una superpotenza mondiale del poker
È proprio questo paradosso che rende il Brasile un caso unico: il poker prospera legalmente da decenni anche in un Paese dove i casinò sono stati vietati per oltre 70 anni.
l mercato brasiliano del gioco online è molto competitivo e dominato soprattutto da operatori internazionali, affiancati da alcune piattaforme locali molto aggressive nel marketing calcistico. Con la regolamentazione entrata in vigore nel 2025, il governo ha rilasciato decine di licenze a operatori di betting e iGaming per operare legalmente nel Paese.
Negli ultimi quindici anni il Brasile si è trasformato in una delle nuove capitali globali del poker. Un fenomeno che unisce cultura popolare, numeri demografici enormi e una nuova generazione di professionisti capaci di imporsi nei circuiti internazionali.
Uno dei motori principali di questa crescita è il Brazilian Series of Poker (BSOP), il circuito live più importante dell’America Latina sponsorizzato da PokerStars.I suoi eventi attirano migliaia di giocatori e hanno contribuito a creare una vera industria del poker nel Paese.
Anche i risultati internazionali parlano chiaro. I player brasiliani hanno conquistato decine di braccialetti alle World Series of Poker (WSOP) e sono ormai presenza stabile ai tavoli finali dei grandi tornei live e online. Nomi come Andre Akkari, Felipe Ramos, Yuri Dzivielevski e Bruno Volkmann sono diventati punti di riferimento della scena globale.
Un ruolo importante lo ha avuto anche la popolarità del poker online: con oltre 200 milioni di abitanti e una diffusione massiccia di smartphone, il Brasile rappresenta una delle più grandi player pool emergenti al mondo.
Infine c’è il fattore mediatico. Il calcio e lo spettacolo hanno contribuito a rendere il poker un fenomeno mainstream: la superstar del calcio Neymar Jr. è uno degli ambasciatori più noti del gioco e partecipa spesso a eventi live e tornei online. E' stato per molto tempo ambassador di PokerStars anche Ronaldo il Fenomeno.
Il risultato è un ecosistema unico: un Paese dove i casinò sono stati vietati per decenni, ma dove il poker è riuscito a diventare uno sport della mente, un’industria e una cultura popolare.
Netflix racconta i “signori del gioco” di Rio
Nel 2025 Netflix ha lanciato la serie crime brasiliana “Os Donos do Jogo” (in inglese Rulers of Fortune), una produzione ambientata nel mondo clandestino delle scommesse di Rio de Janeiro.
La trama segue l’ascesa di Jefferson Moraes, detto “Profeta”, un giovane che sogna di scalare i vertici del potere criminale controllando il mercato del gioco illegale nella città. La serie racconta rivalità tra famiglie, intrighi politici e il ruolo economico delle lotterie clandestine note come “jogo do bicho”, una forma di betting popolarissima in Brasile da oltre un secolo.
Il jogo do bicho – nato alla fine dell’Ottocento – è una sorta di lotteria informale basata su animali simbolici e numeri, gestita storicamente da potenti boss chiamati “bicheiros”, figure che nel tempo hanno accumulato enorme influenza anche nella vita politica e nel carnevale di Rio.
La serie Netflix porta proprio questo universo sullo schermo: guerre tra famiglie criminali del gambling, legami con il mondo del calcio e delle scuole di samba, rapporti ambigui tra politica, affari e gioco illegale.
Lanciata nel 2025 con 8 episodi, la serie è stata tra le produzioni non anglofone più viste sulla piattaforma nel periodo di uscita, contribuendo a far conoscere al pubblico internazionale uno dei fenomeni più singolari del gambling mondiale.
Cos’è il “jogo do bicho”, la lotteria illegale che domina Rio da oltre 100 anni
Il jogo do bicho (“gioco dell’animale”) è una delle forme di scommessa più curiose e longeve al mondo. Nato a Rio de Janeiro nel 1892, è una lotteria clandestina che associa numeri a 25 animali simbolici: ogni animale rappresenta quattro numeri e i giocatori scommettono sull’animale vincente.
Il gioco fu inventato dal barone João Batista Viana Drummond, proprietario dello zoo di Rio. Per attirare visitatori, iniziò a distribuire biglietti con un animale del giorno: chi possedeva il biglietto con l’animale estratto vinceva un premio. L’idea ebbe un successo enorme e si trasformò rapidamente in una vera lotteria popolare.
Quando il governo brasiliano vietò il gioco d’azzardo negli anni Quaranta, il jogo do bicho continuò a esistere clandestinamente, diventando un fenomeno radicato nella società.
Nel tempo sono emerse figure potenti chiamate “bicheiros”, veri e propri boss del gioco illegale che controllavano quartieri interi e accumulavano enormi ricchezze. Alcuni di loro hanno avuto legami con la politica locale, le scuole di samba e del Carnevale di Rio e le squadre di calcio e reti criminali.
Nonostante sia formalmente illegale, il jogo do bicho rimane diffusissimo in tutto il Brasile e muove ogni anno miliardi di reais.
È proprio questo mondo – a metà tra folklore popolare e criminalità organizzata – che ha ispirato la serie televisiva "Os donos de gioco", ma anche film e reportage giornalistici, diventando una delle storie più affascinanti e "pericolose" del gambling globale.
I casinò online legali rimangono in Brasile ancora in vigore in attesa che venga presa una decisione a Brasilia dai politici. La legalizzazione del gambling online ha reso la nazione sudamericana uno dei mercati più interessanti al mondo insieme proprio all'Italia dove le case da gioco online sono legali al 100% e operano con una concessione ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) e offrono ai propri nuovi iscritti dei bonus di benvenuto casinò . Qui sotto potete consultare una comparazione legale dei bonus appena descritti e la nostra raccomandazione è sempre quella di agire e giocare in modo più responsabile possibile. Il gioco deve essere solo un divertimento.














