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Erik Seidel

Il "prepensionamento" di Erik Seidel per le tasse finisce sui TG USA: "Insostenibili i tornei live"

L'ormai famigerata "One Big Beautiful Bill Act" di Donald Trump ha reso la vita difficile a gambler e professionisti statunitensi, tra cui Erik Seidel. L'annuncio del "prepensionamento" del sessantaseienne campione newyorkese, avvenuto ormai diverse settimane fa, ha attirato l'attenzione anche di CNBC, popolare canale statunitense di news economiche e finanzarie, che gli ha dedicato un articolo.

Come funziona la One Big Beautifull Bill Act e perché colpisce i giocatori

Nel luglio scorso, come avevamo dettagliatamente raccontato in un articolo molto approfondito, la "One Big Beautiful Bill Act" di Donald Trump era diventata legge, con conseguenze che andavano dal negativo al nefasto per un po' tutti i gambler, compresi i giocatori di poker professionisti. Ma vediamo anche perché, cercando di spiegare la situazione in sintesi e con qualche esempio pratico.

Com'era prima

Prima che questa "Bill" (il corrispondente inglese di "Legge") venisse approvata, la situazione dei giocatori statunitensi era la seguente. Le vincite ottenute andavano dichiarati come redditi e dunque tassati di conseguenza, ma era possibile ottenere deduzioni per il 100% delle perdite comprovate. Dunque, conservando opportune ricevute di tutti i pagamenti effettuati, era possibile dedurre le tasse sulle vincite fino all'ammontare totale delle perdite effettivamente conseguite. In altri termini, le perdite permettevano di ridurre l'imponibile derivante dalle vincite.

Come funziona oggi

Con la Big Beautiful Bill, invece, diventa possibile dedurre solo il 90% delle perdite. Quel 10% può apparire residuale, invece può fare tutta la differenza del mondo.

Senza addentrarci in cifre esorbitanti, facciamo un esempio da comuni mortali. Mettiamo caso che siate un normale cittadino americano appassionato di giochi d'azzardo, e che nell'arco dell'anno abbiate totalizzato premi per 10.000$. Allo stesso tempo, però, il nostro amico ha conservato le ricevute di perdite per 4.500$. In base alla legislazione precedente, questo cittadino avrebbe potuto dedurre per intero i 4.500$, portando a tassazione solo i 5.500$ rimanenti.

Con la nuova legge, prendendo lo stesso esempio, il nostro amico potrebbe portare a deduzione soltanto 4.050$, dunque il suo reddito tassabile da gioco diventerebbe di 5.950$.

Detta così, può apparire come una cosa qualunque. Ma a spostare infinito sono le situazioni di breakeven, ovvero quando le vincite e le perdite si equivalgono. Dal punto di vista dell'appassionato, è una situazione non ideale ma accettabile, visto che alla fine la passione per il gioco non comporta costi eccessivi. Se vincite e perdite sono a somma zero, i costi sono soltanto quelli dei viaggi e, più in generale, le spese da trasferta.

Con la nuova legge, invece, chi va in pari rischia di dove pagare tasse su un reddito fantasma, di fatto inesistente. Mettiamo sempre il caso di un giocatore che abbia vinto 10.000$ e abbia perdite certificate per 10.000$. Con la Big Beautiful Bill, egli sarà costretto a pagare tasse su 1.000$ di reddito da gioco, anche se si tratta di una cifra che non ha mai visto e di cui non ha mai goduto.

Inoltre, la legge vale sia per i gambler abituali, sia per chi gioca anche una sola volta nell'anno.

Erik Seidel finisce su CNBC: "con queste tasse, i tornei live sono insostenibili"

Vista la situazione, diversi giocatori americani avevano annunciato che avrebbero adeguato i loro programmi di gioco, ad esempio in vista delle WSOP 2026, e tra questi c'era Erik Seidel. Proprio il 10 volte campione del mondo, oggi sessantaseienne, è stato tra gli interpellati da CNBC per un servizio sull'argomento. Seidel ha confermato che il suo sarà una sorta di pre-pensionamento, scendendo dai 130-150 tornei che solitamente disputava in un anno solare (compresi eventuali re-entry) a circa un quarto. In tutto questo, Seidel toglierà dal suo schedule anche tutti i tornei High Roller, ovvero con buy-in da 25.000$ o superiore.

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" I margini sono davvero troppo, troppo esili. Se sei un giocatore di poker professionista, non è affatto certo che tu sarai in profit alla fine dell'anno. Così, questa legge crea una situazione in cui tutto diventa realmente insostenibile. Credo che persino i più forti non possano permetterselo".

Erik Seidel

La strategia di Erik Seidel, come ha rivelato nell'intervista, sarà di tenere buy-in sotto i 10.000$ e limitare al massimo le spese.

Doug Polk
Doug Polk

Doug Polk: "con la nuova legge, molti smetteranno o andranno sui mercati off-shore"

Nell'articolo su Seidel, è stato interpellato anche Doug Polk, che ovviamente ha confermato la sua contrarietà per il fatto che "vieni tassato su soldi che non hai mai realmente vinto". Le previsioni di Polk sono davvero negative: "si tratta fondamentalmente di qualcosa che costringerà a smettere quelli che giocano tanto ma non hanno un sensibile edge".

Cosa significa quello che afferma Polk lo spiega lui stesso: "In buona sostanza, molta gente che vince nell'azzardo è leggermente vincente. Dunque, con la legge precedente, può essere un'attività sostenibile per chi vince il 51-52% delle volte. Ma la nuova legge manda tutto questo, matematicamente, a gambe all'aria".

La conseguenza immaginata da Polk è che chiunque non abbia altre fonti di reddito, come sponsorizzazioni o incassi da canali social, dovrà smettere oppure rivolgersi a mercati clandestini.

Cosa si intende per Edge nel gioco (e nel poker)

Doug Polk, in questa intervista, ha parlato di "EDGE", un concetto che è noto a chiunque giochi a poker o ad altri giochi professionalmente, o comunque in maniera strutturata. Cerchiamo di spiegare in breve cosa significa. Si intende per "edge" il vantaggio che in un gioco una parte ha sulla parte concorrente, in termini di chance di vittoria. Nei giochi da casinò, si parla sovente di "edge del banco", proprio perché il banco conserva un piccolo vantaggio per sé ed è quello che rende l'attività profittevole. Ad esempio, nella Roulette, se non ci fosse lo "0", giocando una fiche da 1€ sul rosso e una di identico valore sul nero, potremmo andare avanti all'infinito senza mai vincere né perdere un centesimo. La presenza dello zero, invece, conferisce al banco un vantaggio del 2,7% (che diventa del 5,3% in caso ci sia anche il doppio zero).

Nel poker, invece, si usa il termine "edge" per indicare il vantaggio competitivo di un giocatore su un altro giocatore, o sul field medio di un torneo o partita.

Immagine di copertina: Erik Seidel (Manuel Kovsca & Rational Holdings Limited)